Gilda🏴‍☠️
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@gildapirata

7 تغريدة Feb 07, 2025
L’Epurazione Morbida: Come la Pulizia Etnica è Diventata una Strategia Politica Accettabile
Introduzione: Il Problema della Sfumatura
C’è una ragione per cui pulizia etnica è un termine che fa venire i brividi a chiunque abbia almeno una vaga idea di cosa significhino Bosnia, Rwanda, Shoah o Armenia. Il termine evoca immagini di treni, di fosse comuni, di lunghe marce sotto il sole con donne che stringono bambini avvolti in coperte di lana sporca. È un termine che non dovrebbe mai essere associato a un governo occidentale, a politiche pubbliche moderne, a strategie di sviluppo urbano o a qualsiasi cosa non abbia a che fare con eserciti e pogrom.
Eppure…
Eppure c’è un modo in cui il concetto è sopravvissuto e si è adattato, come un virus intelligente che muta per resistere agli antibiotici. Oggi, nella sua versione soft, è diventato parte dei programmi politici in America, Israele, Italia. La sua manifestazione non è più quella del genocidio diretto, ma quella di un processo sistematico di displacement¹—una riorganizzazione demografica ottenuta attraverso strumenti legislativi, economici, securitari. È l’espulsione senza espulsione, il trasferimento coatto senza soldati armati che sfondano porte, lo smontaggio pezzo pezzo di una popolazione scomoda fino a renderla numericamente irrilevante².
1. La Pulizia Etnica e la Legge: Come Rendere Legale l’Illegale
L’idea di base è che per cacciare una popolazione non servono fucili o treni: basta far sì che la loro vita diventi talmente difficile, precaria e pericolosa da spingerli ad andarsene da soli³.
Israele ha perfezionato questa tecnica con una precisione quasi scientifica: demolizioni di case, revoca di permessi di residenza, blocchi economici, raid militari mirati. A Gerusalemme Est, un palestinese che esce dal paese per lavoro può trovarsi senza più diritto di ritorno perché ha “perso il centro della sua vita”⁴.
A Gaza, la logica è ancora più spietata: un’intera popolazione intrappolata in una striscia di terra senza sbocco, bombardata periodicamente (fino a qualche tempo fa, oggi è ancora più straziante), quel tanto che basta per far scappare i più resistenti, ma (per ora) senza un’espulsione totale che risulterebbe sconveniente per l’immagine internazionale.
Negli Stati Uniti, il meccanismo è diverso ma il risultato è simile.
Le nuove leggi anti-immigrati in Texas e Florida⁵ non solo rendono illegale l’impiego e l’assistenza sanitaria per chi è senza documenti, ma criminalizzano chiunque li aiuti (sic!). L’idea non è deportarli direttamente, ma rendere la loro esistenza così impossibile da spingerli a lasciare il paese di loro iniziativa. È una sorta di «gentle genocide», una forma di violenza strutturale che non uccide direttamente, ma crea le condizioni per cui sopravvivere diventa una battaglia quotidiana.
L’Italia, con il governo attuale, sta applicando la stessa logica: taglio delle protezioni umanitarie, criminalizzazione delle ONG che salvano migranti, aumento delle espulsioni burocratiche. Ma l’elemento più subdolo è la combinazione tra restrizioni amministrative e gentrificazione urbana: gli immigrati (e non solo) più poveri vengono sistematicamente espulsi dai centri città tramite aumenti dei prezzi delle case, rimozione dei servizi essenziali, politiche discriminatorie nei contratti di affitto.
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2. L’Asimmetria del Linguaggio: Come Vendere la Pulizia Etnica senza Chiamarla Così
Una delle grandi innovazioni della politica contemporanea è l’uso dell’eufemismo per trasformare atti moralmente ripugnanti in questioni di “ordine pubblico” o “gestione delle risorse”.
In Israele, i palestinesi non vengono mai “espulsi”, vengono privati dei documenti per “mancato rispetto delle normative”. Negli USA, i latinos non vengono cacciati, vengono scoraggiati dall’immigrare tramite “misure di deterrenza”. In Italia, i migranti non vengono perseguitati, il governo sta solo ristabilendo la legalità nei centri urbani.
L’obiettivo è sempre lo stesso: trasformare un’operazione violenta e discriminatoria in una questione amministrativa, rendendo l’orrore inodore, insapore, burocratico.
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3. Il Futuro della Pulizia Etnica Soft
L’elemento più inquietante di questo processo è la sua accettabilità. Il pubblico occidentale, abituato a pensare alla pulizia etnica come a una cosa da film dell’orrore, non la riconosce quando avviene attraverso decreti legge e politiche di mercato. Il XXI secolo sta sviluppando una versione della segregazione razziale che non ha bisogno di leggi di apartheid ufficiali: basta una combinazione di leggi restrittive, crisi economica e paura sociale per ottenere lo stesso risultato.
E la cosa più tragica è che funziona.
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4. Il Falso Miracolo della Stigmatizzazione: Perché il nemico serve per mantenere il potere
C’è una ragione ben precisa per cui la politica contemporanea—specialmente quella dei partiti di destra populisti, ma anche di certa sinistra neoliberale con complessi di colpa⁶—ha deciso che creare un nemico interno fosse la via più semplice per garantire consenso senza dover realmente migliorare il tenore di vita dei cittadini. E funziona!
Funziona perché fornisce una spiegazione semplificata alla complessità del declino economico, senza dover affrontare i veri problemi strutturali.
La strategia è vecchia quanto il potere stesso: dare alle masse un colpevole alternativo per nascondere la propria incapacità (o per essere più onesti la non volontà) di redistribuire ricchezza e diritti.
In Italia, la narrazione è che la colpa della disoccupazione, del degrado urbano e della criminalità sia degli immigrati o dei rom, mai delle scelte economiche che hanno smantellato il welfare, precarizzato il lavoro e favorito il capitale finanziario. Il problema, invece, è che questa strategia colpisce anche gli italiani.
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5. L’Auto-Devastazione: Come il Sistema sta già discriminando tutti noi
La verità è che la stessa logica usata contro gli immigrati sta già schiacciando la popolazione italiana più povera. La differenza tra un migrante senza documenti e un precario italiano con contratto a tempo determinato è molto meno netta di quanto si voglia far credere. Entrambi vivono in un sistema che:
A. Rende impossibile l’accesso alla casa
• Affitti insostenibili nei centri città⁷, mutui inaccessibili, assenza di edilizia popolare. La gentrificazione non espelle solo gli stranieri, ma anche gli italiani poveri, che finiscono nelle periferie senza servizi, dove poi il degrado viene usato come giustificazione per “bonificare”⁸.
B. Smantella i diritti sociali
• Il taglio alla sanità pubblica e ai servizi sociali colpisce chiunque non possa permettersi un’assicurazione privata, cioè la stragrande maggioranza della popolazione.
C. Criminalizza la povertà
• L’idea che chi è povero sia colpevole della propria condizione sta diventando mainstream. Il reddito di cittadinanza è stato eliminato con la scusa che “incentivava la pigrizia”⁹, mentre in realtà serviva a impedire che decine di migliaia di famiglie sprofondassero nella miseria assoluta.
D. Distrugge il futuro lavorativo
• Il lavoro precario non è un effetto collaterale: è il modello. I giovani italiani sono sempre più scoraggiati dall’avere figli perché sanno che non potranno garantire loro stabilità¹⁰.
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6. Possiamo fare diversamente?
Sì, ma serve il coraggio di dire la Verità
La vera domanda è: esiste un’alternativa a questo modello che non implichi la stigmatizzazione di qualcuno per mantenere un’illusione di benessere? La risposta è sì, ma richiede una rivoluzione nel modo in cui pensiamo l’economia e la società.
Ecco alcune proposte che potrebbero migliorare il tenore di vita di tutti senza bisogno di inventarsi nemici interni:
• Reddito universale di base:
Sostituire sussidi frammentati con un’unica entrata garantita a tutti i cittadini per coprire i bisogni essenziali. Studi¹¹ dimostrano che riduce la criminalità, migliora la salute mentale e incentiva il lavoro.
• Salario minimo legale:
L’Italia è l’unico paese europeo senza un salario minimo nazionale. Questo significa che milioni di lavoratori sono sotto-pagati senza possibilità di contrattazione.
• Investimenti pubblici massicci:
Infrastrutture, edilizia popolare, sanità, trasporti. Non è una spesa, è un investimento che crea benessere e occupazione.
• Tassazione progressiva reale:
Il problema non è l’immigrazione, è che le multinazionali pagano meno tasse di un piccolo imprenditore. Un sistema fiscale giusto permetterebbe di redistribuire ricchezza senza penalizzare il ceto medio.
• Accesso universale alla casa:
Invece di permettere alle città di trasformarsi in Airbnb giganti, regolamentare il mercato immobiliare e costruire case popolari.
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Conclusione: Il Futuro dipende da quello che decidiamo di accettare
Il sistema attuale funziona perché le persone accettano la narrazione che “se tu stai male è colpa di qualcun altro più debole di te”. Questa strategia ha un vantaggio enorme per chi governa: divide la popolazione, impedendo che si unisca contro i veri responsabili del malessere economico.
La verità è che ci stanno impoverendo tutti. Alcuni più velocemente di altri, certo, ma il modello è chiaro: rendere la ricchezza sempre più concentrata in poche mani, mentre la maggior parte della popolazione è costretta a competere per le briciole.
La domanda è: vogliamo davvero continuare a cadere in questa trappola o siamo disposti a immaginare un sistema in cui il benessere non debba dipendere dall’oppressione di qualcun altro?
Note:
1: Displacement è il termine tecnico usato negli studi di migrazione e conflitto per indicare lo sradicamento forzato di una popolazione. Il fatto che il termine sia più usato per uragani e disastri naturali la dice lunga su quanto il linguaggio possa normalizzare certi fenomeni.
2: Qui il modello è quello di Pol Pot, che non sterminò i cambogiani “nemici” in un colpo solo, ma li mandò nei campi di lavoro sapendo che molti non sarebbero sopravvissuti.
3: Ci sarebbe un intero saggio da scrivere su come questa tattica sia stata perfezionata in secoli di politiche coloniali britanniche.
4: Legge israeliana sullo spostamento del centro della vita, usata per revocare la residenza ai palestinesi di Gerusalemme.
5: Legge SB1718 in Florida, approvata da DeSantis nel 2023.
6: Ovvero quella sinistra che ha adottato le politiche economiche neoliberali degli anni ‘90-2000 e che ora tenta disperatamente di giustificarsi con un po’ di progressismo culturale, mentre ignora il fatto che il precariato di massa è in gran parte colpa sua.
7: Il prezzo degli affitti a Milano ha superato quello di Parigi, nonostante il PIL procapite della Lombardia sia inferiore di quasi il 30% rispetto all’Île-de-France.
8: “Bonificare” è il termine usato nei progetti di rigenerazione urbana quando vogliono sgomberare interi quartieri per poi rivenderli ai fondi immobiliari.
9: L’idea che i poveri siano pigri è uno dei pilastri del capitalismo. Marx l’aveva già smontata, ma evidentemente non è bastato.
10: In Italia il tasso di natalità è ai minimi storici. La risposta del governo? Più fondi per le famiglie ricche e meno per i lavoratori precari!
11: Esperimenti di reddito di base in Canada e Finlandia hanno dimostrato che chi riceve un reddito minimo non smette di lavorare, ma lavora meglio e con meno stress.
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