Johannes Bückler
Johannes Bückler

@JohannesBuckler

16 تغريدة 7 قراءة Aug 11, 2024
Ieri sera vi ho raccontato la storia di Antonino Cassarà e del suo sacrificio.
Vi avevo promesso di raccontarvi la storia dell'unico sopravvissuto a quell'attentato.
Una storia incredibile, assurda, a tratti allucinante.
La storia di Natale Mondo.
Natale Mondo era nato a Palermo il 21 ottobre del 1952.
Si era arruolato in Polizia nel 1972, prestando servizio presso un reparto del ministero dell'interno, in seguito alla questura di Roma, poi di Siracusa e infine a Trapani.
E' lì che aveva conosciuto Antonino Cassarà.
Cassarà se l’era portato a Palermo ed era diventato non solo il suo autista, ma il suo braccio destro.
Torniamo ora a quel 6 agosto del 1985.
Ricordate?
Natale è scampato miracolosamente all’attentato.
Cassarà e l’altro agente Roberto Antiochia invece sono morti.
Ottobre 1985 - Alcune intercettazioni, effettuate prima e dopo l’uccisione di Cassarà, portano ad una conclusione sconvolgente.
Esiste un collegamento tra l’agente Natale Mondo e Tony Duca, boss coinvolto in un traffico di stupefacenti affiliato ai clan mafiosi Fidanzati e Ciulla
Di più.
In alcune conversazioni intercorse tra il boss e la moglie, si parla di Natale con riferimento a imprecisati “documenti” da consegnare all’agente.
E di una “ruota di scorta” (in gergo significa droga) da trasportare da Palermo a Roma.
Natale Mondo viene arrestato.
Gli inquirenti sono giunti ad una conclusione.
Ricordate quando Cassarà aveva avvisato i colleghi che sarebbe andato a casa?
Era lui, Natale, la “talpa” all’interno della Squadra mobile.
Colui che aveva informato i killer che Ninni Cassarà stava rientrando a casa.
Natale Mondo era stato arrestato su ordine di cattura emesso dalla Procura di Palermo insieme ad altre dieci persone.
L’accusa?
Far parte di una associazione dedita allo spaccio di stupefacenti.
E di essere la “talpa” che informava i boss mafiosi all’interno della Questura.
A Natale cascò il mondo addosso.
Passò giorni terribili prima di riuscire a dimostrare che lui era sì in contato con le cosche, ma era stato lo stessa Cassarà (che si fidava ciecamente di lui) a infiltrarlo nelle cosche dedite agli stupefacenti, spingendolo a fare “affari".
L’inchiesta si sgonfiò e Natale venne del tutto scagionato.
Grazie anche alla vedova di Cassarà.
Non era un mafioso.
Non era lui la talpa
Lui voleva bene ad Antonino, l’uomo che lo voleva sempre al suo fianco.
Natale da quel giorno ebbe un solo cruccio: non essere morto con lui
14 gennaio 1988 – Ore 14.00.
Natale ha concluso il suo turno nella sala operativa della mobile.
E' il suo nuovo incarico.
Malgrado l'assoluzione lo avevano "defilato".
Ma non importa.
La moglie Rosaria e le sue bambine Dora e Loredana, di 8 e 3 anni, possono essere fiere di lui
Via Papa Sergio I, nel quartiere Arenella di Palermo.
Natale è arrivato davanti al negozio di giocattoli gestito dalla moglie, “Il mondo dei balocchi”.
Mentre sta per entrare, due boss, Salvino Madonia e Agostino Marino Mannoia, lo crivellano di colpi.
Arrestandolo gli inquirenti avevano fatto saltare la sua copertura e i giornali lo avevano dipinto come mafioso.
Si era difeso ed era stato scagionato, ma la mafia aveva saputo che era un traditore.
E lo aveva condannato a morte.
Lui sapeva che quel momento sarebbe arrivato.
lo aveva saputo nel momento in cui era stato arrestato e avevano fatto saltare la sua copertura.
Lo sapeva lui, e lo sapeva anche sua moglie Rosaria che in quel momento sarebbe prima o poi arrivato. Potete anche solo immaginare cosa può essere stata la loro vita nell'attesa?
Alcune persone vengono uccise due volte.
Tra queste Natale Mondo, esattamente come Giovanni Falcone.
Entrambi subirono la gogna mediatica, entrambi uccisi nell’anima e nella mente ancor prima della morte violenta.
Non dobbiamo dimenticarli.
Mai.
Natale era un eroe, non un mafioso.
Lo era in vita.
Ma lo Stato si ricordò di lui troppo tardi.
Solo 11 anni dopo la sua morte fu insignito della medaglia d'oro al valor civile, alla memoria.
E promosso.
Conferita, postuma per merito assoluto, la qualifica di assistente capo.
La mafia oggi non mette bombe.
Non uccide uomini dello Stato.
Non ne ha bisogno.
Ha cambiato pelle, non fa più rumore.
Oggi Cosa Nostra è business internazionale, economia e appalti.
Impossibile sconfiggerla, soprattutto se la politica continuerà a vedere nemici altrove.

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