Filippo Burla 🇮🇹
Filippo Burla 🇮🇹

@f_burla

26 تغريدة 1 قراءة Jan 02, 2024
25 ANNI DI EURO IN 25 GRAFICI 📊📉
Compie un quarto di secolo l'esperimento macroeconomico più disfunzionale della storia contemporanea, capace di ridurre all'irrilevanza un intero continente.
Ecco com'è andata ⬇️
1⃣Partiamo da qui. Volete vedere cos'è un buco nero? Encefalogramma piatto sia in termini di tassi di crescita (la lina nera rappresenta la tendenza di lungo termine: in costante calo) sia in valore assoluto
2⃣A dir poco impietoso il confronto con gli Stati Uniti (valore sulla scala di destra): 25 anni fa il Pil Ue era grossomodo il 75% di quello Usa, oggi fatica ad arrivare al 60%
3⃣Non esiste e non è mai esistito alcun “dividendo dell'euro” per il quale dovremmo ringraziare la moneta unica per il calo dei tassi di interesse: erano già in riduzione, peraltro ovunque nel mondo, da ben prima della nascita della valuta comunitaria
4⃣Intanto, la quota dell'Unione Europea sul Pil globale è, in termini reali, in costante arretramento
5⃣“Non serve un pennello grande ma un grande pennello”. Si diceva che l'euro sarebbe stato un forte giocatore sullo scenario globale: in termini di riserve è appena stato superato dalla voce “altre valute” e pesa ancora per un terzo rispetto al dollaro
6⃣Non è un caso che, dopo averci costretto ad una stagione deflattiva, quando si è trattato di contrastare la fiammata di inflazione si è rivelato strumento del tutto inutile
7⃣Passiamo ai dati interni. Non possiamo non partire dalla Grecia, il cui “salvataggio” (delle banche tedesche e francesi pesantemente esposte verso la penisola ellenica, ndr) all'interno dell'eurozona ha significato per Atene -40% di Pil
8⃣La “cura” di cui si lodano i risultati ha portato ad un drastico calo dei senza lavoro, vero. A costo però di un tracollo dei residenti: sono capaci tutti di comprimere il tasso di disoccupazione riducendo il denominatore – cioè costringendo i cittadini ad emigrare
9⃣Stesso identico discorso per un altro esempio che si vuole virtuoso sempre nel novero dei “salvataggi” orchestrati tra Bruxelles e Francoforte: il Portogallo
1⃣0⃣Dinamica che non ha riguardato solo le nazioni mediterranee, ma anche per esempio la Lettonia sotto il governo di Valdis Dombrovskis: proprio lui, che si è dovuto rifugiare nella Commissione Ue perché in patria non vincerebbe più nemmeno un'assemblea di condominio
1⃣1⃣Veniamo all'Italia. Con l'impossibilità di adeguare ai fondamentali (inflazione etc.) il cambio, questo tende a rivalutarsi in termini effettivi: diventiamo sempre meno competitivi rispetto a nostri partner commerciali
1⃣2⃣I prodotti esteri diventano dunque più convenienti: la bilancia commerciale, prima sostanzialmente in pari, prende una china via via discendente
1⃣3⃣Da questa situazione usciamo solo dopo il 2011, a botte di terapia Monti: un giro di vite sui redditi disponibili che più che rilanciare le esportazioni punta a deprimere le importazioni (meno soldi in tasca uguale meno import)
1⃣4⃣La deindustrializzazione nasce (anche) da qui: diventa più conveniente acquistare ciò che viene realizzato all'estero di quel che possiamo produrre in patria
1⃣5⃣Hai voglia a dire che è colpa nostra perché siamo poco produttivi. Talmente poco che la nostra Tfp aumenta di 2,5 volte dal 1960 al 1998, per poi arrestarsi di colpo. Da un giorno all'altro, insomma, perdiamo la voglia di lavorare? Poco credibile
1⃣6⃣D'altronde, produttività cresce con incremento produzione. Se la seconda cala, calano ovviamente anche le ore lavorate. In Italia erano stabili da fine anni 70. Quando si inverte la curva? Indovinato
1⃣7⃣Produttività cresce anche con la qualità dei contratti. Chi afferma il contrario non ha probabilmente mai lavorato in vita sua: esperienza e capacità si acquisicono con il tempo, richiedono applicazione e non contratti precari senza alcun incentivo ad investire a vicenda
1⃣8⃣Meno lavoro e di minor qualità uguale più disoccupazione. Non parlo di quella Istat ma di quella al lordo degli scoraggiati e dei sottoccupati: considerando solo i primi è il doppio della ufficiale, con i secondi sfiora il triplo
1⃣9⃣Quanto sopra ha nomi e cognomi: pacchetto Treu, Legge Biagi, collegato lavoro, Fornero, Jobs Act. Ovvero, com'è ormai noto: nell'impossibilità di svalutare il cambio, la comunque necessaria svalutazione si scarica sul lavoro. A partire dai salari, crollati in termini reali
2⃣0⃣Calano i salari e schianta anche il risparmio, che fino a pochi anni fa ben esemplificava la propensione alla prudenza degli italiani (e negava la vulgata per cui avremmo “vissuto al di sopra delle nostre possibilità”: o spendi troppo o risparmi, tertium non datur)
2⃣1⃣L'aggiustamento si è scaricato anche sui conti pubblici. I quali erano tecnicamente in salute con costanti (e consistenti) avanzi primari e debito in progressiva riduzione
2⃣2⃣A cosa è servita questa presunta “virtuosità”? Assolutamente a niente, se non a costringerci ad una stagnazione di lungo corso nella quale siamo impelagati da 15 anni
Per approfondire: goofynomics.blogspot.com
2⃣3⃣L'aggiustamento ha comportato, tra le altre cose, il tracollo (-30%) degli investimenti pubblici: invece di prendervela con presunti appalti truccati, burocrazia e via dicendo provate prima a consultare la voce “austerità”
2⃣4⃣Un esempio di cui sopra lo conosciamo molto bene perché lo vediamo quotidianamente: oltre 130 ospedali non vengono chiuso per fatalità ma perché sono stati volutamente ridotti i fondi per il finanziamento del Ssn
2⃣5⃣A differenza di tante altre nazioni, nella sua storia l'Italia non ha mai (sottolineo: MAI) dichiarato bancarotta, né ci è in alcun modo andata vicino. Se non di recente: non a causa dell'uscita dall'euro, ma in piena costanza di moneta unica

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