Colonnello Kurtz
Colonnello Kurtz

@Apocalypsevax

17 تغريدة 6 قراءة Nov 12, 2023
🧵Dal marzo 2003 ad oggi,a distanza di 20 anni e un ritiro che non arriva mai a totale completamento,gli Stati Uniti continuano a mantenere il controllo sulle entrate dei proventi petroliferi iracheni,un controllo che,inserito nel disegno dell'odierna crisi mediorientale,
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(2)diventa arma di ricatto e strumento utile ad evitare la dissoluzione della sfera di influenza statunitense sulle quote del mercato petrolifero della regione. Washington ha ben chiaro che se la dinamica del mercato si muovesse sotto l'impulso di Mosca e Pechino,
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(3)il risiko imperiale si sgretolerebbe,nonostante l'enorme produzione interna. Considerando il nervosismo e l'approccio degli USA sullo scacchiere geopolitico,questa eventualità é tutt'altro che remota. Nel febbraio 2016 Ali al-Naimi,potente ex ministro del Petrolio
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(4)saudita,mosso dai cambiamenti degli equilibri produttivi di allora,stimolati da una muscolare politica energetica statunitense,mise fine all'OPEC,nella sua forma originaria,dando vita all'OPEC PLUS,una nuova ed allargata organizzazione di esportatori di petrolio
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(5)sostanzialmente costruita attorno al duopolio Ryiad-Mosca. La portata dell'accordo,sulla spinta dei desiderata di Ryiad,ha permesso all'OPEC+ di oltrepassare la mera funzione di struttura regolatrice del mercato e di diventare implicitamente un vero e proprio strumento
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(6)politico e di affrancamento dall'imperialismo statunitense,sempre più inviso dal mondo arabo,da decenni al centro delle politiche all'Ok Corral di Washington,e,soprattutto,garantire a Mosca influenza,sia sui mercati globali dell'energia,trasformando la Russia in
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(7)supplier globale,sia,a livello politico,attraverso la costruzione di una rete di alleanze nella regione Mediorientale. La visione geostrategica Sino-Russa,racchiusa nella cosiddetta collaborazione senza limiti,trova nella partecipazione del Cremlino nell'OPEC+ piena
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(8)attuazione. Infatti,le storiche relazioni della Federazione con il mondo sciita congiuntamente alla forte partnership tra il principe ereditario della monarchia saudita sunnita,Mohamed Bib Salman,e Vladimir Putin,hanno portato ad una stagione di disgelo all'interno del
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(9)mondo arabo,sostenuta da una sapiente attività diplomatica di Xi Jinping,agevolando,di conseguenza,la realizzazione di politiche energetiche piuttosto sfavorevoli agli USA. Il disegno geostrategico Sino-Russo,attraverso l'ascendente
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med-or.org
(10)sull'OPEC,ambisce,dunque,a disarticolare l'area d'influenza statunitense attraverso la creazione di un bastione mediorientale che,inevitabilmente,trascina America Latina e Africa. Cercare di destabilizzare l'area,stringere il guinzaglio all'Iraq,anch'esso membro
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(11)dell'OPEC+,iper valutare il dollaro,rappresentano le uniche mosse di contenimento possibili,nel breve periodo,per Washington. L'Iraq,infatti,nonostante le pressioni di Teheran sul governo sciita di Baghdad,resta,dal 22 marzo 2003,sotto ricatto
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orientxxi.info
(12)finanziario,a causa di un provvedimento,firmato dall'allora inviato speciale per l'Iraq Paul Bremer e dal presidente Bush,che priva la nazione di tutte le entrate derivanti dall'esportazione petrolifera. Un provvedimento simbolo della logica imperialista predatoria
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(13)e di un bullismo politico creato sulla forza,che oggi sono alla base della perdita di credibilità di Washington nelle economie emergenti,a vantaggio,de facto,dell'allargamento della sfera di influenza Sino-Russa. Il fattore principale della crisi dell'imperialismo
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(14)degli Stati Uniti si riscontra nell'incapacità di evoluzione delle sue dinamiche,sia di quelle di politica estera,basate essenzialmente sul caos e la destrutturazione,sia di quelle comunicative,da tempo plasmate su una narrativa ipocrita,costruita su paradigmi
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(15)manicheisti e doppio standard,la cui credibilità é stata superata dagli eventi e dalle devastanti ricadute di un trentennio di coercizione globale. Nel momento più delicato per gli USA,le superpotenze antagoniste stanno dando prova di una maggiore visione
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(16)politico/strategica e di profonda conoscenza del modus operandi statunitense. La risposta Russa alla guerra per procura in Ucraina e la crisi mediorientale ne sono prova. Le trappole innescate da Washington,attraverso l'appoggio attivo a feroci nazionalismi,pensate
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(17)sulla logica della delegittimazione e dell'escalation militare,stanno scaricando gli effetti su chi le ha orchestrate.

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