Critica Climatica Alias Fortunato Nardelli
Critica Climatica Alias Fortunato Nardelli

@climacritic

21 تغريدة 3 قراءة Nov 06, 2023
La rivoluzione industriale ha fatto fare un enorme salto qualitativo al benessere, di libertà e di sviluppo economico e sociale a tutta l’umanità. Ma oggi stiamo vivendo un momento storico in cui tutto ciò potrebbe essere a rischio.
Ricostruiamo storicamente il perché.
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Nella società preindustriale il settore economico ed energetico per l’uomo è rappresentato dall’agricoltura. E’ un settore a bassa produttività e i proprietari terrieri dominano la società.
Il settore non agricolo (piccoli artigiani) è piccolo e politicamente debole.
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La società è vulnerabile ai raccolti magri e la crescita economica è lenta e poco duratura.
Poi, in particolare in Inghilterra, le cose cambiano con l’introduzione dei combustibili fossili, a cominciare dal carbone.
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L’energia fossile crea un settore ad alta produttività. Il settore, in sé, consuma solo una piccola frazione dell’energia che produce e impegna solo una piccola parte della ricchezza disponibile alla società, a differenza di quello che succedeva con il latifondismo.
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Il carbone rompe il potere dei proprietari terrieri tra il 17° e il 19° secolo (Olanda e Inghilterra)
I settori secondari e terziari e i consumatori, cominciano a dominare la società. L’economia regge gli shock e la crescita è rapida e sostenuta.
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I proprietari terrieri perdono il potere politico, ma i ricchi produttori di carbone non li rimpiazzano.
C’è un grande guadagno di libertà per l’intera popolazione. Aumenta la produttività, cresce la popolazione e l’urbanizzazione.
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Si diversifica e si moltiplica l’occupazione, crescono le reti di trasporto e la ricchezza per le famiglie. C’è una caduta del crimine e del tasso di mortalità.
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L’uso di combustibili di qualità rivoluziona la società. Il benessere fa crescere la popolazione, la gente diventa libera, aumentano le possibilità di fare ciò che vuoi e andare dove vuoi. Si riduce l’avversione al rischio, fioriscono innovatori e imprenditori.
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La libertà ha un effetto catalitico nella creazione di maggiore benessere e opportunità. Tutto questo è il frutto dell’utilizzo di una fonte di energia a buon mercato e di grande qualità ed efficienza.
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A differenza dei combustibili fossili l’energia eolica è una energia di bassa qualità, intermittente. Non c’è un essere vivente che usa il vento come energia per il metabolismo.
L’energia solare è di bassa qualità ma un po’ meglio del vento.
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Le piante adoperano l’energia solare per la fotosintesi, ma sono esseri più semplici degli animali e non si muovono.
Le biomasse sono energia di media qualità.
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Invece i combustibili fossili sono di alta qualità. Derivano da materia organica prodotte dala forza di gravità, le alte pressioni e temperature in tempi geologici. Infine l’energia nucleare, di estrema alta qualità.
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Ora ammettiamo che la politica governativa voglia sostituire i fossili con fonti di energia come eolico e solare. Che succede?
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Succede che, molto probabilmente faremo un passo indietro. Il settore energetico crescerà a discapito degli altri settori e chi gestisce la produzione di energia acquisterà potere economico e politico come un tempo i latifondisti.
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La gente comune vedrà assottigliarsi gli spazi di libertà, di sviluppo e di benessere conquistati con la rivoluzione industriale.
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Se qualcuno pensa che questa rappresentazione sia irrealistica, proviamo a vedere la realtà del mondo occidentale, quello che sta spingendo sul Green, con dati oggettivi.
Cominciamo dagli Stati Uniti e Inghilterra.
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Negli USA i consumi di energia primaria sono cresciuti fino al 2005, poi si sono appiattiti.
In Inghilterra, sempre dopo il 2005 si è avuto un calo drastico dei consumi di energia primaria pari al 30%. Segno inequivocabile di una deindustrializzazione in corso.
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Per la zona UE le cose non vanno affatto meglio. I consumi di energia primaria (qui in Mega ton di petrolio equivalente) sono calati e si prevede un ulteriore diminuzione per il 2030. La deindustrializzazione è palese.
Ma questo vale per tutto il mondo?
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Qui è paragonata la situazione degli USA con quella della Cina. Il confronto è disarmante. Sia il settore industriale che gli altri, in Cina si stanno espandendo, mentre in America l’industria è in calo e gli altri settori sono appena stabili.
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A conferma del quadro precedente basta vedere i consumi energetici a confronto tra USA e CINA.
Possiamo ora trarre una rapida conclusione.
20/21
I combustibili di alta qualità sono una cornucopia di opportunità. Scelte politiche che puntano su fonti energetiche di bassa qualità stanno causando un degrado economico in tutto il mondo occidentale. E’ sconvolgente la mancanza di informazione su tutto ciò.
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