Hamas: la storia che in Occidente non si può raccontare
Il mio nuovo articolo su #IntelligenceForThePeople
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(Il link all’articolo è in fondo al 🧵!!)
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Hamas è come l’ISIS? E’ come i nazisti? Oppure siamo di fronte a un’estremizzazione retorica che serve a giustificare una violentissima campagna militare, e ad offuscare una realtà storica molto più complessa e articolata?
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Così come avvenuto per il conflitto ucraino, in Occidente (come in Israele) si è teso a decontestualizzare e destoricizzare il cruento attacco di Hamas del 7 ottobre, rimuovendo dalla narrazione l’intera questione palestinese.
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Lungi dal giustificare la feroce azione di Hamas del 7 ottobre, ciò che qui si vuol tentare di fare è recuperare la verità storica, poiché solo partendo da una comprensione delle radici del conflitto si può sperare di giungere ad una sua risoluzione.
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Come ha scritto il critico e autore ebreo americano Adam Shatz, “Hamas è un’organizzazione islamica nazionalista, non un culto nichilistico [come l’ISIS], ed è parte della società politica palestinese”.
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lrb.co.uk
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Durante la guerra del 1948, le forze israeliane bombardarono 29 villaggi nella Palestina meridionale, spingendo decine di migliaia a fuggire nella Striscia di Gaza. Ancora oggi, circa il 70% degli abitanti della Striscia proviene da famiglie sfollate nella guerra del 1948.
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Nel 1979, allo scopo di fiaccare l’opposizione nazionalista palestinese, Israele riconobbe ufficialmente la Mujamma’, e successivamente non intervenne negli scontri che la videro contrapporsi alle fazioni comuniste e allo stesso movimento Fatah di Yasser Arafat.
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Israele addirittura finanziò direttamente e indirettamente l’organizzazione, ed approvò la fondazione dell’Università islamica di Gaza (che più tardi avrebbe considerato un obiettivo degno di essere bombardato).
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upi.com
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Anche negli anni successivi, malgrado gli attacchi terroristici compiuti dal gruppo palestinese, esso fu segretamente appoggiato dall’intelligence israeliana. L’idea coltivata dalle componenti più reazionarie…
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…dell’establishment israeliano era che l’ascesa del gruppo avrebbe sabotato qualsiasi processo di pace, risparmiando ad Israele la necessità di fare “concessioni dolorose”.
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upi.com
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Al pari dei Fratelli Musulmani, Hamas non abbraccia la visione dello stato religioso, bensì di uno “stato civile” fondato sul rispetto del generale “sentire musulmano” della popolazione, sul principio di responsabilità e sul pluralismo politico.
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al-shabaka.org
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al-shabaka.org
Nella vita politica palestinese il movimento non ha certo seguito sempre pratiche democratiche. Ma lo stesso si può dire purtroppo dei suoi avversari politici laici.
Hamas prese parte alle consultazioni legislative…
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Hamas prese parte alle consultazioni legislative…
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…dell’ANP del 2006 a seguito del dialogo interno palestinese culminato nella Dichiarazione del Cairo, e successivamente al ritiro unilaterale israeliano da Gaza nel 2005 e alla de-escalation della seconda Intifada.
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Il movimento si affermò alle elezioni ottenendo il 44,45% dei voti. Si trattò in gran parte di un voto di protesta, contro Fatah, contro la corruzione e il nepotismo, contro il fallimento del processo di pace iniziato nel 1993.
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cnn.com
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Ma nell’amministrazione Bush vi era disappunto per il fatto che quella che gli Stati Uniti consideravano un’organizzazione terroristica, la quale non riconosceva Israele, avesse ricevuto una legittimazione democratica.
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Il Quartetto (composto da USA, Gran Bretagna, Russia e ONU) – che aveva il compito di supervisionare la “road map” lanciata dallo stesso Bush nel 2002 per arrivare alla soluzione dei due stati – ritenne insufficienti le garanzie fornite da Hamas…
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…e tagliò il sostegno finanziario all’ANP. Israele dal canto suo cominciò a trattenere le entrate fiscali palestinesi, che in base agli accordi di Oslo venivano raccolte dallo stato ebraico per conto dell’Autorità palestinese e poi trasferite a quest’ultima.
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Nei primi mesi dopo le elezioni, inoltre, Israele arrestò circa un quarto dei membri del neoeletto parlamento, con l’accusa di appartenere a un’organizzazione terroristica.
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theguardian.com
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Nella speranza di porre fine all’embargo, Hamas cercò di costituire un governo di unità nazionale con Fatah, che vide la luce nel febbraio 2007. Tuttavia i paesi occidentali e l’ONU decisero di avere rapporti solo con i membri di Fatah del nuovo esecutivo.
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L’obiettivo dell’amministrazione Bush era mettere in grado Fatah di schiacciare militarmente Hamas. Quest’ultimo, anticipando le mosse di Dahlan, cacciò le forze di Fatah ed impose il proprio controllo esclusivo sulla Striscia di Gaza.
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vanityfair.com
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Il 19 settembre 2007, Israele dichiarò che Gaza era divenuta un “territorio ostile” e , con l’appoggio del presidente egiziano Hosni Mubarak, inasprì ulteriormente l’assedio della Striscia.
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A causa dell’embargo imposto da Israele, e del controllo totale che Tel Aviv continua ad esercitare sui confini terrestri e marittimi, sullo spazio aereo, e su molte delle infrastrutture e delle necessità primarie di Gaza (movimento di beni…
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…e persone, approvvigionamento alimentare, idrico, elettrico, ecc.), la Striscia viene tuttora considerata, da diverse organizzazioni internazionali (inclusa l’ONU) e dal Dipartimento di stato USA, un territorio sottoposto all’occupazione israeliana.
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hrw.org
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A causa dell’assedio israeliano, Gaza è un’enclave con un tasso di povertà al 53% e un tasso di disoccupazione al 70%. Gli abitanti della Striscia sono mediamente giovanissimi, con quasi metà della popolazione al di sotto dei 18 anni.
28/
aljazeera.com
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Se leggete l’articolo, troverete molti più dettagli sulla progressiva demonizzazione di Hamas, sulla sua storia e ideologia, sull’ostracizzazione del movimento dopo la vittoria elettorale del 2006, e sull’embargo a Gaza. Leggetelo!!😉
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👉robertoiannuzzi.substack.com
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