𝕃𝕒 𝕊𝕥𝕠𝕣𝕚𝕒 𝓮 𝓵𝓮 𝓘𝓭𝓮𝓮
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@lastoriaeleidee

27 تغريدة 8 قراءة Oct 13, 2023
23 luglio 1968
Un commando palestinese entrato in Italia dirotta un Boeing 707 della compagnia israeliana El Al partito da Roma Fiumicino e diretto a Tel Aviv.
Inizia un fenomeno che segna tutti gli anni '70 e oltre: l'internazionalizzazione del terrorismo palestinese.
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Il dirottamento termina senza vittime all'aeroporto di Algeri dopo 40 giorni, quando gli ultimi ostaggi sono rilasciati.
I tre membri del commando, facenti parte del FPLP - Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, sono lasciati fuggire.
Ma cosa è il FPLP?
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Per capire dobbiamo fare un passo indietro.
Nel giugno '67 termina la “Guerra dei Sei Giorni”.
Israele occupa la penisola del Sinai e la Striscia di Gaza a danno dell’Egitto, la Cisgiordania e Gerusalemme Est della Giordania e le alture del Golan della Siria.
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La Guerra dei 6 Giorni è la seconda grande sconfitta di un'alleanza pan-araba contro Israele.
In realtà queste alleanze sono soprattutto un mezzo per affermare l'egemonia all'interno del Medioriente, la "liberazione" dei palestinesi al massimo un "sottoprodotto".
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Così come la guerra del 1948 fa crollare la leadership della dinastia Hashemita di Giordania, la guerra del 1967 disintegra le illusioni di Nasser su un Egitto egemone mediorientale.
Essendo poi molti paesi arabi sempre più vicini diplomaticamente all'URSS,...
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...Israele diventa in quel momento l'alleato principale degli USA per il controllo del Medioriente.
Ma anche i palestinesi non restano inerti.
L'OLP, l'organizzazione creata per la loro liberazione dalla Lega Araba nel 1964, vede la sua leadership cambiare dopo il 1967.
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Al vertice dell'OLP arrivano giovani formati nel pensiero politico occidentale nelle università delle grandi capitali arabe.
La maggioranza è di fede marxista, dal leninismo al socialismo.
Fra loro troviamo George Habash, leader del FPLP che abbiamo incontrato sopra...
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...e di fede marxista-leninista e Yasser Arafat, leader della fazione maggioritaria dell'OLP Fatah, la cui idea nazionalista prevede una liberazione fatta attraverso le mani dei palestinesi stessi.
Arafat diventa presidente dell'OLP nel 1969 con Habash come vice.
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Non volendo più l'appoggio diretto dei "fratelli arabi", che li hanno in fondo usati come una pedina nei loro fallimenti militari, la nuova leadership palestinese sceglie di usare anche il terrorismo come arma di lotta.
Questa non è una grossa novità, sia nelle regione, ...
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...dove è stato usato sia da parte araba che ebraica fin dall'inizio del Mandato Britannico della Palestina, sia metodo diffuso in tutte le guerre di liberazione coloniale.
La vera novità è estendere il terrorismo all'estero per ottenere legittimazione politica.
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Il culmine arriva con la strage alle Olimpiadi di Monaco nel 1972, ma la lista è molto più lunga e pone i governi occidentali europei di fronte a scelte complicate.
Da una parte questa attività si sovrappone ad una situazione di scontento sociale diffuso, il famoso "68".
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Dall'altra c'è la dipendenza energetica dai paesi arabi, alcuni dei quali, all'inizio Libia, Iraq e poi Siria, per i loro interessi egemonici anche inter-arabi, diventaranno sponsor di varie fazioni terroriste, specie quelle in opposizione all'OLP stessa.
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Il tutto poi deve essere ricondotto dentro una posizione di politica estera in cui l'alleato egemone, gli USA, appoggia incondizionatamente Israele.
Un compito gravoso che in Italia trova una sistemazione "informale" nell'ottobre 1973, al momento proprio di un'altra guerra.
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L'Italia, anche per la sua posizione geografica, è infatti diventata uno dei principali campi di battaglia non solo del terrorismo internazionale palestinese ma, di conseguenza, anche del Mossad.
Inoltre vorrebbe risolvere il contenzioso con la sua ex colonia, la Libia, ...
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... di cui brama sia il petrolio che i capitali, ma Gheddafi è anche uno dei primi sponsor del terrorismo estremista, che usa per i suoi fini.
Nell'ottobre 1973 il governo Rumor IV dà il via libera: diplomatici italiani e rappresentanti dell'OLP si incontrano al Cairo.
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L'accordo è che nessuna azione dei fedayin avrà più luogo in Italia in cambio della liberazione di cinque membri arrestati in settembre e, sostanzialmente, del riconoscimento dell'OLP come interlocutore.
Solo un mese prima l'OLP è stato riconosciuto internazionalmente...
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dalla IV conferenza dei Paesi non Allineati tenuta ad Algeri, mentre in novembre sarà riconosciuto come unico rappresentante del popolo palestinese dalla Lega Araba.
L'accordo sarà quindi chiamato "Lodo Moro" dal nome del ministro degli esteri di quel governo.
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Il riconoscimento ci pone alla "avanguardia" fra i paesi occidentali nel riconoscere l'OLP come interlocutore, ma come abbiamo visto la strategia terroristica internazionale sta già riuscendo a legittimare l'organizzazione attraverso il suo impegno a rinunciare ad essa.
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Non si creda che questa iniziativa non abbia avuto l'appoggio sia degli USA che di Israele.
Nonostante le dichiarazioni di neutralità nel coevo conflitto dello Yom Kippur e le assicurazioni in Parlamento, il governo accetta di rifornire di nascosto Israele di armi.
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La tregua terroristica sul nostro territorio durerà per anni fino agli anni '80 inoltrati anche per la bravura a bilanciarsi fra interessi contrapposti di personaggi come Andreotti e Craxi, unita a un realismo forse amorale, ma efficace e infine forse pure utile per la Pace.
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La moderazione dell'OLP di Arafat è infatti rafforzata continuamente dalla posizione italiana, e sarà la strada che porterà ad una possibilità di negoziato in Palestina, a costo dell'opposizione feroce di gruppi estremisti e la disapprovazione di vecchi amici come Habash.
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Molte più ombre invece cadono sulla parallela gestione della Libia di Gheddafi che, se da un lato ha portato sostanziosi vantaggi economici, dall'altro non è mai riuscita a modificare l'idea egemonica del leader libico, figuriamoci quella USA al riguardo.
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La crisi scoppierà nel 1986 con il bombardamento USA di Tripoli e l'empasse in cui ci trovammo con i famosi, ma innocui, missili verso Lampedusa e il dover ricostruire una diversa strada diplomatica per cercare almeno di salvare la nostra privilegiata posizione in Libia.
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/24 bis
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/24 ter
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E anche stavolta...
/24 quater - fine

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