Roberto Iannuzzi
Roberto Iannuzzi

@riannuzziGPC

27 تغريدة 4 قراءة Sep 23, 2023
Derna – il disastro libico è un “dono” dell’Occidente
La catastrofe di Derna è simbolo delle politiche scellerate che l’Occidente ha condotto per decenni, calpestando il diritto internazionale dalla Jugoslavia all’Iraq
Il mio nuovo articolo su #IntelligenceForThePeople
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Oggi mi sono soffermato su un tema a prima vista inusuale, una catastrofe provocata da un’alluvione, anche se con evidenti responsabilità dell’uomo.
In realtà siamo di fronte a un simbolo di ciò che le politiche occidentali hanno lasciato nel Mediterraneo e altrove.
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Un disastro, che ha provocato in una notte la morte di forse 20.000 persone, è stato trattato dalla nostra informazione come una catastrofe “naturale”, e subito dimenticato, tacendo le enormi responsabilità occidentali.
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Quando le piogge torrenziali della tempesta Daniel hanno colpito la Libia, era prevedibile attendersi dei danni, ma si sarebbe potuta evitare la catastrofe se il paese non fosse stato devastato da quasi tredici anni di guerra.
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Invece, il crollo di due dighe malmesse, che non avevano più ricevuto manutenzione dallo scoppio del conflitto, ha provocato una gigantesca ondata che ha spazzato via interi quartieri di Derna, città porto di quasi 90.000 abitanti nella Libia orientale
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youtube.com
Il bilancio, tuttora provvisorio, è spaventoso: oltre 11.000 morti, che potrebbero arrivare a 20.000 visto l’enorme numero di dispersi. La Libia è allo sbando, ed anche la macchina dei soccorsi, malgrado gli sforzi encomiabili dei libici, è carente.
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aljazeera.com
Ma soprattutto, sono gli aiuti internazionali ad apparire drammaticamente insufficienti. Il fondo di emergenza dell’ONU ha stanziato 10 milioni di dollari, gli USA 11 milioni, l’Unione Europea poco più di 5 milioni di euro.
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Briciole, se si tiene conto dei miliardi che USA ed Europa stanno spendendo per proseguire la guerra in Ucraina, e se si pensa alle enormi responsabilità che questi stessi paesi hanno nel conflitto libico.
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Una società turca aveva cominciato ad effettuare lavori di manutenzione alle due dighe nel 2007. A causa di problemi di bilancio, e poi dello scoppio del conflitto nel 2011, i lavori interrotti non sono più ripresi.
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theguardian.com
Prima del 2011, la Libia, seppur governata da un leader eccentrico, e talvolta brutale con oppositori ed islamisti, figurava al primo posto in Africa (al 53° nel mondo) secondo l’Indice di sviluppo umano dell’ONU.
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hdr.undp.org
Il paese, rurale ed arretrato quando il re fu deposto quarantadue anni prima, era divenuto uno stato con una moderna economia, un alto tasso di istruzione, assistenza sanitaria gratuita e un’elevata aspettativa di vita.
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L’intervento militare della NATO nel paese fu giustificato con l’urgenza di prevenire un “massacro di civili” da parte del regime a Bengasi, dove forze ribelli avevano preso il potere. In realtà una successiva indagine del parlamento inglese (risalente al 2016)…
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…stabilisce che Gheddafi non stava pianificando affatto di sterminare i civili, che i ribelli avevano una “significativa componente islamista” e violenta, e che la strategia britannica nel conflitto non fu guidata da un’“intelligence accurata”.
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salon.com
Inoltre, l’intervento occidentale, formalmente giustificato dalla risoluzione 1973 dell’ONU che contemplava l’uso della forza per “proteggere i civili”, ne travalicò il mandato puntando direttamente al “cambio di regime”.
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foreignpolicy.com
La violazione occidentale del mandato ONU provocò una grave spaccatura con Russia e Cina, che avrebbe avuto serie ripercussioni nelle successive crisi internazionali, a cominciare da quella siriana, paralizzando il Consiglio di Sicurezza.
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reuters.com
Francesi, inglesi e americani perseguivano obiettivi che poco avevano a che fare con la “protezione dei civili”. Parigi, in particolare, temeva che Gheddafi potesse fornire agli stati dell’Africa francofona un’alternativa al franco CFA.
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wikileaks.org
I servizi di intelligence francesi erano in Libia già alla fine del febbraio 2011, ben prima dell’approvazione della risoluzione ONU, per “organizzare” i ribelli, cioè di fatto per coordinare la rivolta.
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al-monitor.com
Gli USA, dal canto loro, erano animati più in generale dal desiderio di dare un’“impronta americana” alle tumultuose rivolte che stavano travolgendo la regione ed avevano già messo in ginocchio diversi regimi filo-occidentali.
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L’intervento NATO destabilizzò un’area vastissima. Armi e munizioni degli arsenali del regime, cadute nelle mani dei ribelli, furono contrabbandate dal Sahel al Medio Oriente. In Mali, le armi libiche alimentarono…
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…la dormiente rivolta dei tuareg destabilizzando il paese. Ma esse giunsero fino in Ciad, Niger, Nigeria e Burkina Faso, finendo nelle mani di gruppi jihadisti come Boko Haram e l’ISIS.
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dw.com
Secondo la Banca Mondiale, il PIL pro capite della Libia è crollato del 50% fra il 2011 e il 2020, mentre sarebbe potuto crescere del 68% se l’economia avesse seguito la sua tendenza pre-conflitto.
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worldbank.org
La distruzione della Libia ha anche esacerbato la crisi migratoria, visto che il paese non solo fungeva da filtro per i flussi diretti in Europa, ma era esso stesso paese di approdo, dando lavoro a numerosi migranti africani.
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La catastrofe di Derna è un simbolo delle politiche scellerate che l’Occidente ha condotto per decenni, calpestando il diritto internazionale, dalla Jugoslavia all’Iraq, e contribuendo in maniera determinante a provocare quel “disordine mondiale” che oggi tanto deplora.
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