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24 تغريدة 164 قراءة Aug 24, 2023
Wagner PMC - Mentre Yevgeny Prigozhin era il "finanziere" del gruppo Wagner, il vero fondatore e comandante era Dmitry Utkin
🧵Una figura che tra molti in Russia godeva di uno status quasi leggendario
Prigozhin, secondo gli osservatori russi, era sempre stato piuttosto una figura mediatica, mentre Dmitry Utkin aveva assunto l'effettiva leadership operativa del Gruppo Wagner.
Molto riservato, Utkin si era sempre mantenuto lontano dai riflettori.
Veterano di entrambe le guerre cecene, era stato presente nei più importanti teatri di combattimento che hanno impegnato la Russia dal 2010 ad oggi, dalla Siria al Donbass, ma nessuno era mai riuscito né a ferirlo né a catturarlo.
Ex agente del servizio segreto delle forze armate, Utkin aveva preferito l’azione allo spionaggio, abbandonando una carriera promettente, e relativamente al riparo dal rischio di una morte in trincea, per combattere come paramilitare sul campo di battaglia.
Utkin era un uomo d’azione, ricercato tanto dai rivali di Mosca quanto dai giornalisti che sognavano di fotografarlo. Un personaggio schivo, sul cui conto circolano più indiscrezioni che notizie fondate.
Dmitry Valeryevich Uktin nasce nel cuore della Siberia, la piccola città di Absest, l’11 giugno 1970. Di lui si hanno poche e scarne informazioni. Pare avesse manifestato una passione per la politica e per le armi sin dalla gioventù.
Una volta adulto, coerentemente con le proprie passioni, Utkin si incammina nella strada delle forze armate. Il giovane siberiano avrebbe fatto carriera e si sarebbe costruito una nomea all’interno del GRU, cioè il servizio segreto delle forze armate russe.
All’inizio degli anni 2000 era stato trasferito nella città di Pechory, vicino al confine con l’Estonia, dove aveva servito per dieci anni come comandante della 2ª brigata GRU Spetsnaz, i corpi speciali russi.
Utkin avrebbe servito nel distaccamento del GRU localizzato nell’oblast’ di Pskov sino al 2013. Quell’anno, fiutando il potenziale delle compagnie militari private, avrebbe abbandonato il servizio segreto militare per arruolarsi nel Corpo slavo (Славянский Корпус),
un battaglione paramilitare di natura privata – registrato a Hong Kong – attivo nella guerra civile siriana e schierato a supporto di Bashar al-Assad.
Rientrato in patria dopo un anno di combattimenti, probabilmente nel 2014, sarebbe dunque entrato a far parte del Gruppo Wagner, la compagnia di sicurezza privata che ha facilitato il ritorno della Federazione Russa nell’arena mondiale,
espletando missioni ad alto rischio ed erogando servizi di consulenza e formazione in lungo e in largo nel Sud globale affamato di emancipazione (geo)politica dall’Occidente.
Prigozhin avrebbe messo il capitale e procurato alla neonata compagnia di sicurezza i contatti utili ad entrare nelle grazie del Cremlino.
Utkin, invece, si sarebbe occupato del primo reclutamento, chiamando a raccolta gli ex commilitoni del Corpo slavo,
e sarebbe stato il “battezzatore” dell’armata privata. Il Gruppo Wagner prende il nome proprio da Utkin, il cui nome di battaglia era “Wagner".
Il vero padre fondatore e omonimo del gruppo di combattenti era lui.
In altre parole: Utkin era “Wagner" e "Wagner" era il Gruppo di Utkin.
Scrivere di Utkin è fondamentale, nonostante l’alone impenetrabile di mistero che lo circonda, perché equivale a parlare del Gruppo Wagner e, dunque, dell’instrumentum regni
che ha facilitato il grande ritorno della Russia negli affari internazionali.
Utkin, in qualità di presunto comandante in capo del Gruppo Wagner, sarebbe stato operativo, cioè in prima linea, in una serie di teatri-chiave, tra i quali Crimea, al momento della fulminea
occupazione manu militari avvenuta sullo sfondo di Euromaidan, Donbass, allo scoppio della guerra a intensità variabile che ha dilaniato Donetsk e Lugansk, e Siria, nel corso del 2015.
Personaggio schivo, del quale esistono poche immagini, Utkin è stato fotografato insieme a Vladimir Putin nel 2016 e dall’anno successivo, 2017, è uno dei (tanti) soggetti sul cui capo pendono le sanzioni degli Stati Uniti.
Sanzionato, ma privo di conti da congelare. Visto ovunque, ma fotografato da nessuno. Sempre in trincea, ma mai ferito. Importante, ma mai presente ai grandi eventi. Utkin era uno dei (tanti) uomini senza volto, simili a degli spettri per via della loro assenza presente,
che hanno contribuito alla ricostruzione della potenza un tempo perduta della Russia. Lo si sarà visto poco, perché era una specie di fantasma in divisa, ma una cosa è certa: la Russia gli deve molto.
Eroe della Russia e detentore di quattro ordini del coraggio, Dmitry Utkin è morto il 23 agosto 2023 a bordo dell’aereo su cui viaggiava assieme ad Evgeny Prigozhin, schiantato per questioni non chiare vicino al villaggio di Kuzhenkino, nella regione di Tver, a Nord di Mosca.
La cronaca degli eventi 🧵👇
Aggiornamenti, cronaca 🧵👇
Il tributo ai due leader della Wagner PMC poche ore dopo il fatale incidente.

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