𝕃𝕒 𝕊𝕥𝕠𝕣𝕚𝕒 𝓮 𝓵𝓮 𝓘𝓭𝓮𝓮
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@lastoriaeleidee

23 تغريدة 7 قراءة Aug 18, 2023
7 agosto 1964
Al Quirinale sono a colloquio il presidente Antonio Segni, il presidente del consiglio Aldo Moro e il ministro degli esteri Giuseppe Saragat.
Saragat urla: «So tutto di quel colloquio con De Lorenzo. Potrei mandarti davanti l’Alta Corte!»
Segni si accascia.
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Ma cosa è successo?
Per capirlo faccio prima un excursus sulla situazione economica italiana perché, come vedrete aiuterà a mettere i fatti in un contesto, a mio parere, più corretto che la sola situazione politico-istituzionale.
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L'economia italiana nel 1963 è arrivata ad una situazione di sostanziale piena occupazione grazie al Miracolo Economico degli anni precedenti.
Ciò ridà forza ai sindacati per chiedere, ed ottenere, sostanziosi aumenti dei salari, rimasti indietro negli anni del boom rispetto…
Aumentano di conseguenza i consumi.
Come scrive l'Economist: «gli italiani hanno cominciato a mangiare così come fanno in ogni paese coloro che guadagnano buoni salari».
Ma mangiare carne, consumare di più, ha un lato problematico: aumentano le importazioni e l'inflazione.
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Inoltre l'aumento dei salari tende a rendere meno concorrenziali le nostre imprese verso l'estero, frenando anche le esportazioni.
Dopo anni di attivo della bilancia commerciale questa nel 1963 va in pesante passivo: è la fine del Boom, in realtà costruito in gran parte sui…
Questa situazione economica, che necessita di forti correttivi, è affiancata da una situazione politica che vede in sella il governo più di sinistra della Repubblica italiana: il Moro I, in cui il PSI, pur mutilato dalla recente scissione della minoranza di Vecchietti e Basso, ha…
Stretto fra le idee progressiste del PSI, in specie di Riccardo Lombardi, e della sinistra DC, che spingono verso una programmazione economica di stampo keynesiano, le resistenze della destra DC, di cui il presidente Segni è uno dei principali esponenti, e i problemi economici il…
Soprattutto nel marzo 1964 si registrano forti speculazioni sulla lira, allora agganciata al dollaro secondo gli accordi di Bretton Woods, dovute anche alla fuga all'estero di ingenti capitali alla quale la Banca d'Italia di Guido Carli, così pronto a chiedere sacrifici al paese,…
La situazione si risolve con una forte stretta al credito bancario, limiti alle vendite a rate, una manovra fiscale pari a un punto di PIL, ma soprattutto grazie ad un maxi prestito di 1 miliardo 275 milioni di dollari da parte degli USA che scoraggia qualsiasi tentativo di…
Sistemata la crisi contingente sulla lira, bisogna adesso capire come indirizzare l'economia nei prossimi anni, non potendo riproporre il modello degli anni del Boom e qui le forze politiche si spaccano, soprattutto fra destra e sinistra DC: a giugno il governo Moro cade su un…
La ricomposizione della crisi di governo si presenta molto complicata perché in sostanza bisogna decidere chi dovrà pagare il riassetto dell'economia italiana.
E qui interviene l'irrituale attivismo (per i tempi) del presidente della repubblica Antonio Segni.
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Segni considera «l’esperienza del governo di centrosinistra presieduta da Moro ... la più rovinosa del nostro dopoguerra».
È inoltre ossessionato dalla minaccia comunista, in modo così irrealistico e fantasioso da essere persino così commentato nei cablo dell'ambasciata USA di…
Ma accanto a Segni, a cui l'età probabilmente sta causando problemi, ci sono personaggi lucidissimi, come appunto Guido Carli o Emilio Colombo, che lo spingono a snobbare Moro e a pensare di poter incaricare un governo tecnico del presidente che possa imporre i sacrifici…
Questo governo avrebbe dovuto essere presieduto dal presidente del Senato, il liberale Cesare Merzagora, e comprendere tecnici come l'ex governatore di Bankit Menichella, Enrico Cuccia AD di Mediobanca, e financo esponenti del MSI come Gastone Nencioni e del PCI come Luigi Longo.…
Con una ulteriore mossa irrituale Segni convoca al Quirinale il comandante dei Carabinieri, il generale Giovanni de Lorenzo, già membro della resistenza e comandante del SIFAR, il servizio informazioni delle Forze Armate, per chiedergli la predisposizione di un piano d'emergenza…
Questo diventa il famoso Piano Solo, che in realtà è una riedizione aggiornata di vari piani precedenti (compreso quello di Scelba di cui abbiamo parlato qui cioè l'occupazione dei punti nevralgici istituzionali, politici e d'informazione, l'arresto, la…
Segni manda il generale ad incontrare i vertici della DC per metterli a conoscenza del piano.
Ovviamente dopo pochissimo la cosa è risaputa da tutti tanto che Pietro Nenni scrive il 30 giugno su l'Avanti:
«C’è, da parte delle destre e delle forze confindustriali, il tentativo…
Questa strano "piano golpista", di cui sanno tutti e che ha pure minime possibilità di riuscita, se affrontato da una mobilitazione di piazza consistente, ha però invece un risultato immediato, che è probabilmente quello voluto fin in partenza dalla destra DC
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Il PSI di Nenni abbandona le pregiudiziali "progressiste" per entrare in un nuovo governo Moro.
Non sarà più ministro Antonio Giolitti, uno degli alfieri di una programmazione economica keynesiana, mentre Riccardo Lombardi rifiuta di partecipare al governo stante lo stralcio dal…
In sostanza cosa è successo?
La destra ha fatto solo vedere la pistola, anche se caricata a salve, e il PSI ha deciso di non andare a vedere il bluff.
Il problema è che il paese perse un'ulteriore, e forse definitiva, opportunità per rimodernarsi per davvero nel momento in cui…
Le conseguenze furono soprattutto politiche.
Frenate le spinte ideali e progressiste, nel PSI e nella DC si svilupparono quelle, molto meno commendevoli, del "governismo", cioè l'occupazione del potere per il potere e si dovrà ancora una volta aspettare la piazza, con le proteste…
Per approfondire:
Mimmo Franzinelli
Il piano Solo. I servizi segreti, il centro-sinistra e il «golpe» del 1964
@Mondadori 2010
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