LukyLuke31_backup
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@Lukyluke311_V2

31 تغريدة 119 قراءة Aug 02, 2023
La controffensiva degli utili idioti: “O la va o la spacca”
- Gen. Fabio Mini

🧵La controffensiva di primavera avrebbe dovuto sfoggiare la determinazione e la capacità ucraina di vincere la guerra contro la Russia, non tanto e non solo per l’ucraina,
2/ ma per l’intero mondo occidentale e per l’europa in particolare.
In realtà la primavera non poteva aiutare a vincere alcunché.
Da quelle parti la primavera rende i movimenti difficili anche per i mezzi corazzati.
3/ E la determinazione e le capacità teoriche e psicologiche non potevano compensare i dubbi, i rischi e la carenza di forze e di mezzi.
Doveva essere una controffensiva determinante anche solo nella propaganda per guadagnare la fiducia degli alleati e sostenitori dell’Ucraina.
4/ In realtà, proprio a Vilnius, la stessa Nato ha vibrato una mazzata tremenda alla già scarsa fiducia ucraina nei confronti della Nato e di tutti i Paesi che si definiscono suoi amici fedeli.
Una mazzata ancor più subdola perché nascosta in un guanto di lattice
5/ come quello del chirurgo che non si vuole sporcare le mani mentre ti asporta motivazione e speranza oltre che sostegno pratico.
Doveva essere una controffensiva che avrebbe dovuto innescare una reazione scomposta della Russia:
6/ o cedendo al panico o passando a sistemi e armamenti più distruttivi e provocatori. Non è stato così. La Russia non solo ha resistito, ma ha anche mostrato di saper incassare, cedere il cedibile o il superfluo, recuperare energie e tornare a irrigidire la difesa.
7/ Dopo aver etichettato la manovra russa come un’invasione a tutto campo (full scale) la controffensiva doveva essere rivolta al cuore della difesa avversaria. Invece si è sviluppata in maniera randomica su una linea di fronte lunga e incerta come se i vertici militari ucraini e
8/ tutti quelli dei Paesi alleati e amici (o soltanto ideologicamente schierati) non avessero la minima idea di cosa stesse succedendo.
Doveva essere un’operazione basata sulla sorpresa (attaccando laddove e quando i russi non se lo aspettano) e paradossalmente
9/ sono stati gli ucraini a “sorprendersi” di ciò che avrebbe dovuto essere ovvio e ben visibile: le linee difensive costruite dai russi, gli ostacoli, i campi minati e gli schieramenti di artiglieria oltre al controllo del cielo.
10/ Doveva essere il grande scontro di mezzi corazzati come le battaglie di “giganti” dell’europa e dell’africa della Seconda guerra mondiale.
E invece i carri armati di una decina di tipologie diverse, con scarse munizioni, autonomia logistica e tattica di poche ore
11/ ed equipaggi inesperti si sono imbattuti in un muro di ostacoli e fuoco.
Doveva essere la moderna “madre di tutte le battaglie corazzate” e invece si è tramutata in una serie di provocazioni più terroristiche che “speciali”, più di disturbo che di distruzione,
12/ più contro la popolazione che contro gli obiettivi militari.
Ora siamo in piena estate e mentre il terreno offre qualche possibilità in più le forze e le armi continuano a scarseggiare. Siamo in una “nuova fase”, ci assicurano gli esperti del NYT,
13/ l’Ucraina ha iniziato la sua spinta decisiva e sta muovendo le unità corazzate armate e addestrate dall’occidente finora tenute in riserva.
Finalmente è stato trovato l’obiettivo pagante: la striscia di collegamento fra Russia e Crimea.
14/ L’isolamento della Crimea dovrebbe essere la dimostrazione della vittoria da vendere in Europa e nel mondo come testimonianza del valore ucraino: la vittoria che dovrebbe indurre la Russia a ritirarsi.
15/ Difficile valutare le intenzioni sospese tra le reali potenzialità e capacità e le esigenze della propaganda, i pii desideri, le speranze a lungo frustrate e la sicumera.
Ma non è affatto difficile fare previsioni sulla base di quanto finora accaduto.
16/ Se questa spinta deve essere affidata alle “riserve” formate da mercenari, unità politicizzate e armamenti convenzionali risultati finora inconcludenti, non si tratta solo di un “test finale” come definito da un esperto del Pentagono,
17/ ma del “o la va o la spacca” che ha sempre caratterizzato la disperazione.
La spinta potrà anche interrompere le comunicazioni, ma non per sempre e a costi esorbitanti. Tuttavia, dietro le incongruenze militari ucraine c’è il disegno lucido e cinico della Nato:
18/ mentre Russia e Ucraina si massacrano le armi e i mezzi occidentali di surplus acquistano nuova vita e nuovo valore (in dollari),
19/ mentre le distruzioni e i danni collaterali si moltiplicano ed estendono alle strutture civili le prospettive di guadagno per la presunta ricostruzione aumentano in maniera esponenziale.
20/ Se i combattimenti ucraini e russi si concentrano sul fronte terrestre, la Nato si occupa di quello marittimo.
Il Mar Nero è il nuovo teatro strategico del confronto tra Nato e Russia: militare e civile.
21/ La Russia ha già avvertito che le navi destinate al trasporto di grano ucraino e altre merci da tempo sono utilizzate per rifornire gli ucraini di armi e munizioni: con la denuncia del trattato concordato con la mediazione della Turchia e dell’Onu,
22/ la Russia ha già avvertito che le navi civili dirette verso i porti ucraini saranno considerati obiettivi militari.
Considerando che il grano ucraino è in gran parte prodotto da giganti economici come Monsanto, Cargill e Dupont proprietari di 17 milioni di ettari di terreno
23/ coltivabile in Ucraina, la guerra del grano ha raggiunto il livello di guerra globale. La stessa cosa ha fatto l’ucraina nei confronti dei convogli da e per la Crimea e la Russia. Il Mar Nero è stato così ufficialmente militarizzato.
24/ Da un lato la Nato “vigila” in un mare sul quale si affacciano tre Stati membri (Turchia, Bulgaria e Romania), dall’altro la Russia non ha alcuna voglia di rinunciare a questo “mare caldo” anche se incandescente.
25/ Il depotenziamento della Russia auspicato dagli americani e in particolare da Biden e Austin può essere ottenuto proprio sul mare con la chiusura degli sbocchi sul Mar Baltico a nord e sul Mar Nero a sud.
26/ La Gran Bretagna da sempre ha interesse a occuparsi del Baltico e ci sta riuscendo controllando la Polonia e gli Stati baltici senza curarsi troppo delle implicazioni strategico-politiche.
Rimane il dubbio se i nuovi Stati ammessi alla Nato (Svezia e Finlandia)
27/ avranno veramente voglia di stare in prima linea rischiando la propria distruzione per gli interessi di Gran Bretagna e Stati Uniti.
Nel Mar Nero la stessa incertezza riguarda Bulgaria e Romania,
28/ mentre la Turchia non ha alcuna intenzione di rinunciare al proprio ruolo di “regolatrice” del Mar Nero e del Mediterraneo orientale.
29/ Di nuovo, la Nato tenta di forzare la mano agli stessi alleati superando le linee rosse più sensibili tracciate dalla Russia e quelle esistenziali per la sicurezza europea.
30/ Di nuovo l’Ucraina si trova coinvolta in qualcosa di molto più grande della sua stessa sovranità e indipendenza.
31/ Nonostante le astuzie e i successi della propaganda, ha già giocato tutte le sue carte politiche e militari sul campo terrestre e si sta prestando a esercitare il ruolo di utile idiota in quello marittimo.
umbrialeft.it

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