12 تغريدة 5 قراءة May 28, 2023
#28maggio Sta cominciando la controffensiva #ucraina? Non lo sappiamo. È certo è che, oggi più che mai, dobbiamo chiedere alla politica un piano b che chiaramente manca, complici il #PUB e gli opinionisti con l’elmetto, in breve la narrazione di #guerra e di #vittoria
Un 🧵
1/12
Basta prendere i tweet del più stretto consigliere di Zelensky degli ultimi 3 giorni👇 (quelli in cui tra Brasile, Cina e Papa la macchina della pace sembrava aver preso l’abbrivio) per capire che l’Ucraina punta tutto sulla guerra. Giusto? Sbagliato? Non è il punto
2/12
Il punto sono le future conseguenze politiche delle scelte di oggi. Prima o poi partirà l’offensiva di primavera (ormai diventata estiva). Al suo successo (vedi fuga di notizie) non credono nemmeno gli Usa. Riuscirà l’Ucraina a riprendersi quote importanti di territorio?
3/12
A ottobre (quando piogge e fango rallenteranno le manovre) guardando a questa mappa 👇quanto la troveremo cambiata?
E che conseguenze ne trarremo?
Se l’Ucraina avrà riconquistato terreno è chiaro che avrà credibilità per chiedere agli alleati
4/12
altri soldi e altre armi, in pratica almeno un altro anno di guerra (un inverno di preparazione e una nuova primavera estate di combattimenti).
Il secondo scenario è quello di un perdurante stallo (mappa invariata) e/o persino di un miglioramento delle posizioni russe.
5/12
Ora se nulla dovesse cambiare nella mappa la politica e l’informazione italiana/occidentale cosa faranno? L’impressione è che tutto sia appiattito sul tifo per la guerra d’estate e che non esista un piano, un ragionamento politico, sul secondo scenario.
Se la guerra d’estate
6/12
dovesse rivelarsi infruttuosa (mappa invariata) l’Occidente continuerà a investire su questo conflitto tra armi, finanziamenti, sanzioni e scelte economiche conseguenti?
Siamo nell’epoca dell’afghanizzazione (“eternalizzazione”) dei conflitti, un destino che il Donbass
7/12
Frequenta dal 2014. Obama diede ai suoi generali tre anni per la vittoria in afghanistan, Gorbaciov fece qualcosa del genere (senza renderlo pubblica come fece, criticatissimo, Obama). Per la politica e l’informazione occidentale invece la guerra in Ucraina è sempre e solo
8/12
un eterno oggi, tra tifo e rinuncia al senso critico. Ecco che cominci (come sembrava facessero capire gli ucraini ieri) o meno l’offensiva, il punto è politico per l’Italia e l’occidente: a quali condizioni stiamo vincolando il nostro sostegno? Sino a quando lo garantiremo?
9/12
Qual è l’alternativa se sul campo non dovesse cambiare nulla? Sono chiare le conseguenze negative sui nostri apparati diplomatici delle attuali scelte politico-militari?
Io vedo in grande vuoto. Per una volta non uso la parola “bandita”, pace. È un vuoto di politica
10/12
È un vuoto di pianificazione e di previsione. Riempito solo dal tifo e dalla gara a mostrarsi più atlantista dell’atlante (geografico). Se la mappa non sarà cambiata ad ottobre cosa faranno gli alleati? Un piano b sarebbe doveroso, in primis per l’Ucraina.
11/12
Anche in Afghanistan saremmo dovuti restare fino alla vittoria.
Invece l’Occidente ha riconfermato sua regola aurea: i problemi irrisolvibili si risolvono con l’oblio
Porre condizioni e termini allo sforzo bellico non è “roba da pacifisti”. È ragionevole, giusto e urgente
12/12

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