𝕃𝕒 𝕊𝕥𝕠𝕣𝕚𝕒 𝓮 𝓵𝓮 𝓘𝓭𝓮𝓮
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@lastoriaeleidee

26 تغريدة 2 قراءة Mar 02, 2023
Il 25 ottobre 1983 una forza di oltre 7000 militari statunitensi sbarca sulle coste di una piccola isola dei Caraibi.
È la crisi di Grenada, uno degli avvenimenti che caratterizzano la Guerra Fredda ai tempi della presidenza Reagan, oggi dimenticato nella polvere degli anni.
1/25
Grenada è una piccola isola nel mar dei Caraibi sud-orientale, colonia britannica da fine '700, gli viene concessa l'indipendenza dentro al Commonwealth nel 1974.
Primo ministro è Eric Gairy, ex sindacalista e leader del partito nazionalista Grenada United Labour Party.
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Le prime elezioni dopo l'indipendenza nel 1976 vedono Gairy ricorrere a brogli e violenze per garantirsi il potere.
Odiato da tutta la popolazione, un golpe incruento lo depone nel 1979 mentre è in visita all'ONU a New York, dove rimarrà in esilio.
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La rivolta è guidata da Maurice Bishop e dal suo New Jewel Movement, un partito di ispirazione marxista.
Bishop sospende la costituzione, sostituita dal People’s Revolutionary Government, fondato sulla democrazia di base, ma mantiene il paese nel Commonwealth britannico.
4/25
Il governo di Bishop diventa un modello di "nuova sinistra" anche per altre isole caraibiche inglesi che diventano indipendenti negli anni '70.
Nemico giurato del regime di Grenada è invece il primo ministro delle Barbados Tom Adams, liberale hayekiano in anticipo sui tempi.
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Le relazioni con gli USA invece peggiorano proporzionalmente con quanto migliorano quelle con Cuba.
Se l'amministrazione Carter non vuole prendere una stance aggressiva per evitare di gettare Bishop fra le braccia di Castro con Reagan cambia tutto.
6/25
"i Caraibi stanno rapidamente diventando un lago comunista in quello che dovrebbe essere uno stagno americano e gli Stati Uniti assomigliano a un gigante, timoroso di muoversi".
Così Reagan giudica la situazione nella regione.
E si muove.
7/25
La nuova Organizzazione dei Caraibi Orientali, l'OECS, sostituisce nel 1981 la similare associazione di matrice UK, a cui si sostituisce come garante gli USA.
Grenada è politicamente isolata dagli altri membri, i cui governi sono diventati nel mentre tutti filo-americani.
8/25
Grenada è anche l'unico di questi stati ad avere un vero e proprio esercito, grazie agli aiuti militari ed agli istruttori cubani e sovietici.
Quando Bishop annuncia di voler costruire un grande aeroporto internazionale, finanziato da Cuba e URSS, Reagan coglie l'occasione.
9/25
Reagan accusa Grenada di voler costruire un aeroporto che possa essere usato da cubani e sovietici a scopo militare.
In realtà si basa su un progetto canadese, se ne parla dagli anni '50 ed è finanziato anche dall'UK e dall'Iraq, che allora era un amicone degli USA.
10/25
La pressione inizia a montare contro il regime del piccolo stato che reagisce militarizzandosi ancora di più, restringendo spazi di libertà per paura di infiltrazioni e accusando gli USA di voler rovesciare il governo anche attraverso un'invasione.
Fino a che qualcosa cede.
11/25
Il 16 ottobre 1983 il vicepremier di Grenada Bernard Coard, l'ideologo del partito e quello più vicino sembra a cubani e sovietici, chiede a Bishop di dare le dimissioni.
Avendo ricevuto un rifiuto lo arresta ma inizia così uno scontro fra militari e seguaci di Bishop.
12/25
Bishop, liberato dalla folla, si rifugia in un vecchio forte, telefona all'ambasciatore cubano che gli dà il suo appoggio ma il forte viene assaltato dall'esercito, con 30-40 morti.
Bishop, ricatturato, è fucilato assieme a 6 suoi ministri.
Viene imposto il coprifuoco.
13/25
Le cause della spaccatura violenta all'interno del governo rivoluzionario ancora oggi non sono chiare.
La situazione economica sta deteriorando.
La rivalità e le differenze di idee fra Bishop e Coard sono di vecchia data.
Qualcuno parla anche dell'intervento della CIA.
14/25
La notizia del colpo di stato mette in allarme subito sia i paesi vicini che gli USA.
Tom Adams delle Barbados dice agli USA che se non intervengono loro ci penseranno i paesi caraibici da soli, con che mezzi non si sa poi.
I britannici sono molto più cauti invece.
15/25
Anche se i golpisti hanno arrestato il Governatore Generale Paul Scoon, cioè il rappresentante della Regina a Grenada, vogliono evitare una prova di forza anche perché hanno dallo stesso Scoon informazioni tranquillizzanti sulla situazione interna.
16/25
Ma gli USA hanno in realtà già deciso.
Ci sono circa 1000 americani, di cui 600 studenti di medicina dell'università locale, che possono essere presi ostaggi, come in Iran.
C'è da dare una lezione a Cuba.
E soprattutto c'è l'occasione di non mostrarsi deboli come Carter.
17/25
Poco conta che nessuno degli studenti sia minacciato e che la metà dica di non volere andarsene.
Ancora meno conta la promessa di interpellare il governo britannico prima di decidere.
Nessuna vera trattativa per l'evacuazione dei cittadini stranieri viene avviata.
18/25
La vera trattativa è quella con gli stati caraibici dell'OECS perché facciano una richiesta formale di intervento militare agli USA.
Secondo il giornalista Bob Woodward la presidente dell'OECS, Eugenia Charles della Dominica, viene compensata dalla CIA con 2 milioni di $.
19/25
Con in mano la richiesta di intervento dell'OECS e quella verbale del Governatore Generale Scoon, che però non la conferma al governo inglese, Reagan dà il via libera all'invasione, che è la parte più banale e noiosa della vicenda, nonostante ci abbiano pure fatto un film.
20/25
A parte un po' di contraerea, gli unici che si difendono, finché hanno munizioni, sono gli operai e soldati cubani che lavorano all'aereoporto.
Il bilancio è di 19 morti USA, 45 di Granada, 24 cubani e 24 civili, di cui 18 pazienti di un manicomio bombardato per errore.
21/25
Per Reagan è un colpo propagandistico fenomenale.
Addirittura si parla di "aver lavato l'onta del Vietnam".
La Thatcher scrive una lettera furibonda al presidente USA accusandolo di non aver rispettato i patti e di essere intervenuto negli affari interni di una nazione.
22/25
All'ONU la mozione di condanna per l'invasione in violazione del diritto internazionale viene approvata per 108 voti contro 9 contrari e 27 astensioni.
Gli USA mettono il veto in Consiglio di Sicurezza e Regan dice che "la risoluzione ONU non mi ha rovinato la colazione."
23/25
"Una Cuba, pensavamo, era sufficiente, e consideravamo impedire la creazione di una seconda Cuba a Grenada non solo un grande successo, ma anche una necessità."
Caspar Weinberger, Segretario della difesa degli Stati Uniti d'America.
24/25
Per approfondire:
Gary Williams
"US-Grenada Relations - Revolution and Intervention in the Backyard"
2007, @Palgrave
25/25
P.S.
Quasi ogni immagine dei nostri ultimi thread ha una didascalia, se vi interessa leggerla basta cliccare sul quadratino "ALT" che si vede in basso a sinistra 😉

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