𝕃𝕒 𝕊𝕥𝕠𝕣𝕚𝕒 𝓮 𝓵𝓮 𝓘𝓭𝓮𝓮
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@lastoriaeleidee

21 تغريدة 59 قراءة Feb 11, 2023
“Non siamo velocisti di breve distanza. Questa è una maratona nel ventunesimo secolo".
Così il 24 novembre 1981 il ministro degli Esteri della Germania Ovest Hans-Dietrich Genscher dice al collega sovietico Andrei Gromyko in conclusione ai negoziati sul gas dalla SIberia.
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Inizia così la costruzione del gasdotto Trans-Siberiano per portare il gas estratto dal giacimento di Urengoy verso l'Europa, con la collaborazione di aziende e banche tedesche che forniscono tecnologia e capitali.
È un terremoto geopolitico che scuote l'Occidente.
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La seconda crisi petrolifera del 1979, seguente alla Rivoluzione Iraniana, porta ad un aumento dei costi dell'energia per l'Europa.
La OstPolitik di Brandt ha però creato canali di comunicazione privilegiati con l'URSS, che il nuovo cancelliere Helmut Schmidt può sfruttare.
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L'URSS non solo può fornire petrolio, ma anche gas naturale dai giacimenti recentemente scoperti in Siberia, ed ha bisogno di valuta e tecnologia occidentale per sostenere i piani quinquennali "consumistici" di Breznev (si veda qui
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La situazione internazionale è però complicata. Nel 1979 l'URSS interviene militarmente in Afghanistan per sostenere il regime comunista minacciato dai ribelli. I giochi olimpici di Mosca del 1980 vengono boicottati per protesta dagli USA e proprio dalla Germania Ovest.
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Soprattutto da gennaio 1981 è presidente degli USA Ronald Reagan che ha fatto del suo anticomunismo una vera crociata contro l'Impero del Male: l'URSS.
E l'amministrazione Reagan vede il progetto del gasdotto fra URSS e Europa come qualcosa di inaccettabile.
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Il Dipartimento della Difesa (fc95d419f4478b3b6e5f-3f71d0fe2b653c4f00f32175760e96e7.r87.cf1.rackcdn.com) e la CIA (cia.gov) preparano memorandum sui rischi che il progetto comporta in quanto contrasterebbe con la politica di indebolire economicamente l'URSS e di conseguenza la sua capacità militare.
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Ma oltre ai motivi di scontro militare ci sono anche motivi economici, gli USA proporrebbero in cambio alla Germania carbone australiano e statunitense, gas dall'UK e dalla Norvegia e la collaborazione ad un piano di sviluppo del nucleare civile.
Ricorda qualcosa vero?
8/20
Le motivazioni tedesche sono anch'esse sia economiche che politiche.
Da una parte l'URSS è il cliente perfetto per l'esportazione dei loro prodotti industriali, dall'altra l'intensificarsi dei commerci è garanzia per un futuro di pace che possa riunificare le due Germanie.
9/20
Le sollecitazioni USA vengono esercitate prima tramite il CoCom, il comitato che controlla le esportazioni verso l'est comunista, poi la IEA e l'OECD, infine la NATO, ma trovano un ostinata rifiuto tedesco, appoggiato anche da altri paesi europei fra cui l'Italia.
10/20
Le forniture, viene detto, sono una quota non rilevante e destinate a più paesi europei, flessibili e facilmente sostituibili e in ogni caso l'alternativa sarebbe rivolgersi come i francesi al gas dall'Algeria, considerato partner molto meno affidabile dell'URSS.
11/20
La Francia infatti ha una posizione più sfumata ma anche Mitterand risponde a Reagan che lui è d'accordo a bloccare il gasdotto, sempre che gli USA gli forniscano il gas allo stesso prezzo dei sovietici.
Ovviamente non se ne fa nulla.
Nel mentre scoppia la crisi polacca.
12/20
A dicembre 1981 in Polonia viene decretata la legge marziale per bloccare le manifestazioni anticomuniste.
Reagan vara una serie di sanzioni contro l'URSS fra cui l'esportazione di tecnologie petrolifere e gas, estese a giugno a filiali e licenziatari con sede in Europa.
13/20
Lo stesso giorno in cui entrano in vigore le sanzioni estese i ministri degli esteri della CEE rilasciano una dichiarazione congiunta secondo cui la decisione americana è illegale, inviano una nota formale di protesta a Washington e dicono alle loro aziende di procedere.
14/20
Il piano USA di bloccare il gasdotto Trans-Siberiano fallisce quindi per l'ostilità degli alleati europei, che si mettono di mezzo aprendo una delle maggiori crisi della NATO dalla fondazione.
Ma come in tutte le storie da Guerra Fredda c'è un substrato di spie e complotti.
15/20
Nel 2004 uno dei consiglieri alla sicurezza di Reagan, Thomas C. Reed, pubblica un libro di memorie: "At the Abyss: An Insider's History of the Cold War".
Fra i vari racconti c'è anche quello di un complotto nel 1982 per far esplodere il gasdotto Trans-Siberiano.
16/20
Secondo Reed, attraverso un doppiogiochista del KGB, il colonello Vladimir Vetrov in codice "agente Farewell", gli USA forniscono ai sovietici del software "taroccato" per andare in tilt dopo qualche tempo, producendo negli impianti pressioni ben oltre quelle sopportabili.
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"Ci aspettavamo che l'oleodotto avrebbe subito perdite dalla Siberia alla Germania, ma non è quello che è successo. Invece tutte le saldature sono esplose. È stata un'enorme esplosione. L'Air Force ha pensato che fosse un'esplosione di 3 chilotoni."
18/20
Ad oggi nessun'altra fonte conferma il racconto di Reed, che lui stesso dice di aver appreso da Gus W. Weiss, un suo collaboratore che al tempo passò a lavorare per la CIA.
Purtroppo Weiss è morto un anno prima dell'uscita del libro, nel 2003, pare per suicidio.
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Riferimenti:
Frank Bösch
Energy Diplomacy: West Germany, the Soviet Union and the Oil Crises of the 1970s (2014)
Jae-Seung Lee and Daniel Connolly
Pipeline Politics between Europe and Russia: A Historical Review from the Cold War to the Post-Cold War (2016)
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P.S.
Quasi ogni immagine dei nostri ultimi thread ha una didascalia, se vi interessa leggerla basta cliccare sul quadratino "ALT" che si vede in basso a sinistra 😉

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