Johannes Bückler
Johannes Bückler

@JohannesBuckler

13 تغريدة Mar 02, 2023
1 luglio 1945.
Paolo è stato liberato dalle truppe americane.
Era un componente della commissione interna della Franco Tosi ed era finito nel campo di concentramento tedesco di Gusen Uno.
Ma come e perché Paolo era finito al Gusen Uno?
Siamo nel 1944 – Il popolo lavoratore è allo stremo. Come tutte le categorie a reddito fisso.
Gli operai sempre più esasperati dalle paghe.
Troppo basse per arrivare a fine mese visti i rincari dei generi di prima necessità, difficili da reperire anche alla “borsa nera”.
Dal marzo 1943 nelle fabbriche ci sono rallentamenti e boicottaggi della produzione, astensioni dal lavoro anche di pochi minuti.
A dicembre dello stesso anno gli operai, ormai stanchi, hanno preso una decisione: sarà sciopero.
5 gennaio 1944.
Alla Franco Tosi gli operai hanno occupato gli uffici della direzione.
Sono in sciopero e chiedono aumenti e un cambio della mensa aziendale che prevede solo per gli impiegati “minestra e pietanza”, per gli operai solo “minestra”.
Sono in cortile, in attesa.
I fascisti sono rimasti fuori dai cancelli e hanno chiesto, da Milano, l’intervento dei tedeschi.
E i tedeschi del generale delle SS Otto Zimmermann erano partiti in direzione di Melegnano.
Sbagliando pure direzione.
Erano ripartiti, furibondi, per Legnano.
Gli operai sono in attesa di una soluzione.
Ma quando i cancelli si aprono per far entrare le camionette, comprendono.
Le camionette hanno mitragliatrici installate.
Un tedesco legge un comunicato.
Gli operai devono rientrare subito nella fabbrica.
Gli operai si ribellano. Urlano.
Alcuni lavoratori vengono spinti contro il muro.
Alla fine sono novantadue, tra operai, impiegati e tecnici.
Vengono portati via.
Durante la notte vengono tutti liberati.
Tranne otto.
Inviati al campo di Fossoli e da qui ai lager di Mauthausen .
Sono l’ingegnere Pericle Cima, Alberto Giuliani, Carlo Grassi, Francesco Orsini, Angelo Sant’Ambrogio, Ernesto Venegoni e Antonio Vitali e Paolo Cattaneo.
Già. Proprio quel Paolo.
Quello finito al Gusen Uno e liberato dagli americani.
Pericle Cima, Alberto Giuliani, Carlo Grassi, Francesco Orsini, Angelo Sant’Ambrogio, Ernesto Venegoni e Antonio Vitali morirono nel campo di concentramento di Mauthausen.
Di fame, di botte, di lavoro. Sette vittime.
Paolo no.
E’ riuscito a salvarsi.
Ma è veramente salvo?
Anno 1946.
Paolo è tornato, vivo, ma morto dentro.
Al suo ritorno è stato accusato di non aver aiutato un suo compagno di prigionia, ma lui quell’uomo, il Terenghi, lo aveva salvato, trasportandolo su una carriola.
"Perchè ancora così tanta sofferenza?"
Roba da impazzire.
Il figlio di Paolo, Franco, non lo capisce.
Per questo aveva parlato con Primo Levi.
Che gli aveva detto: “non giudicarlo, non giudicare mai una persona che torna da quell’inferno".
E lui lo aveva capito.
Lo aveva capito nell'aprile del 1987, quando Levi si era tolto la vita.
Già. Aveva compreso.
Perché suo padre la vita se l'era tolta nel 1947, solo due anni dopo il suo ritorno dall’inferno.
Dopo avere vissuto quei due anni tra manicomi ed elettrochoc.
Paolo Cattaneo.
L’ottava vittima della Franco Tosi.
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