L’uomo è sempre più convinto di essere il padrone incontrastato della terra.
Da millenni ha la convinzione che non esista forza capace di ostacolarlo e di piegarlo a una volontà contraria alla sua.
Se valutiamo le innumerevoli conquiste realizzate certo non si vanta a torto.
Da millenni ha la convinzione che non esista forza capace di ostacolarlo e di piegarlo a una volontà contraria alla sua.
Se valutiamo le innumerevoli conquiste realizzate certo non si vanta a torto.
Fin dall’inizio.
Dal fuoco alla leva, dalla scrittura all’elettricità, dal motore a scoppio al razzo, dall’aereo supersonico al calcolatore elettronico.
Giusto dire però che quando la natura si scatena nessuna forza umana è in grado di fermarla.
E qui le cose cambiano.
Dal fuoco alla leva, dalla scrittura all’elettricità, dal motore a scoppio al razzo, dall’aereo supersonico al calcolatore elettronico.
Giusto dire però che quando la natura si scatena nessuna forza umana è in grado di fermarla.
E qui le cose cambiano.
Una lotta continua, che da secoli l’uomo combatte contro il mondo che lo circonda.
E diciamo la verità, non si vede un autentico vincitore. Diciamo un pareggio, via, anche onorevole, in una partita che è ben lungi da essere arrivata ai minuti finali.
E ora una domanda.
E diciamo la verità, non si vede un autentico vincitore. Diciamo un pareggio, via, anche onorevole, in una partita che è ben lungi da essere arrivata ai minuti finali.
E ora una domanda.
Fin dalla leva, che l’uomo delle caverne iniziò a usare per spostare macigni.
E poi via via macchine sempre più ingegnose per debellare questo tenace nemico.
Magari un giorno, chissà, potremo raggiungere tutti i traguardi possibili senza nemmeno il più piccolo sforzo.
E poi via via macchine sempre più ingegnose per debellare questo tenace nemico.
Magari un giorno, chissà, potremo raggiungere tutti i traguardi possibili senza nemmeno il più piccolo sforzo.
Sì, l’attrito, il più antico e tenace avversario del lavoro dell’uomo.
Però visto che la giornata non è stata solo pesante, vi parlerò di un’invenzione che ha ridotto notevolmente la fatica umana.
Un’invenzione che consente all’uomo di muovere qualcosa con una fatica minore.
Però visto che la giornata non è stata solo pesante, vi parlerò di un’invenzione che ha ridotto notevolmente la fatica umana.
Un’invenzione che consente all’uomo di muovere qualcosa con una fatica minore.
Lo troviamo tra i cinesi, nei loro ingegnosi macchinari idraulici per l’irrigazione dei campi.
Che lo avevano anche nelle loro dighe sul Fiume Giallo e sul Fiume Azzurro.
E così gli arabi, quando costruivano i loro ciclopici monumenti.
Che lo avevano anche nelle loro dighe sul Fiume Giallo e sul Fiume Azzurro.
E così gli arabi, quando costruivano i loro ciclopici monumenti.
Da sempre l’uomo ha cercato di vincere la battaglia contro lo sforzo fisico trovando una soluzione al difficile problema dell’attrito.
Un nemico che spesso ostacolava ogni iniziativa e spesso la faceva fallire.
Fino a Leonardo, a quel tempo alla corte di Lodovico il Moro.
Un nemico che spesso ostacolava ogni iniziativa e spesso la faceva fallire.
Fino a Leonardo, a quel tempo alla corte di Lodovico il Moro.
Qualcuno lo ha definito: «un economizzatore di energie, un tempo umane, oggi meccaniche».
La stessa funzione della leva con la variante del movimento.
Sostituire, alla resistenza di strisciamento tra due superfici a contatto, una resistenza di rotolamento, infinitamente minore.
La stessa funzione della leva con la variante del movimento.
Sostituire, alla resistenza di strisciamento tra due superfici a contatto, una resistenza di rotolamento, infinitamente minore.
Diversi sono stati i brevetti dei cuscinetti a sfera.
Da Philip Vaughan di Carmarthen (Galles) nel 1794 a Cardinet nel 1802
Fino a Jules Suriray, un meccanico di biciclette, che utilizzò i cuscinetti sulla bicicletta che vinse la prima edizione della corsa Parigi-Rouen nel1869.
Da Philip Vaughan di Carmarthen (Galles) nel 1794 a Cardinet nel 1802
Fino a Jules Suriray, un meccanico di biciclette, che utilizzò i cuscinetti sulla bicicletta che vinse la prima edizione della corsa Parigi-Rouen nel1869.
E i cuscinetti?
Fino ad allora nessuno aveva pensato di fabbricare cuscinetti a sfera o a rulli conici in Italia.
Venivano forniti dai francesi e dagli inglesi, quindi nessuno si poneva il problema.
Fino al quel giorno, quando Giovanni Agnelli si trovò ad affrontare un problema.
Fino ad allora nessuno aveva pensato di fabbricare cuscinetti a sfera o a rulli conici in Italia.
Venivano forniti dai francesi e dagli inglesi, quindi nessuno si poneva il problema.
Fino al quel giorno, quando Giovanni Agnelli si trovò ad affrontare un problema.
Nella primavera del 1906 per una gara automobilistica si richiedeva, da regolamento, che tutte le parti delle vetture partecipanti alla prova fossero di costruzione nazionale.
Piuttosto che rinunciare alla corsa Agnelli si rivolse a Roberto Incerti, un emiliano residente a Torino
Piuttosto che rinunciare alla corsa Agnelli si rivolse a Roberto Incerti, un emiliano residente a Torino
Che nel 1904 aveva brevettato e cominciato a produrre cuscinetti a sfera in un piccolo laboratorio in via Marochetti.
Non sappiamo come finì quella gara.
Sappiamo però che Agnelli, visti i risultati, passò, grazie a Roberto Incerti, a una più vasta realizzazione.
Non sappiamo come finì quella gara.
Sappiamo però che Agnelli, visti i risultati, passò, grazie a Roberto Incerti, a una più vasta realizzazione.
Non provate a cercare Roberto Incerti su Wikipedia. Non c’è.
La storiografia della Riv e della Fiat gli ha dedicato poche righe. Spesso viene persino ignorato.
Eppure Incerti fu un meccanico geniale, con sei brevetti.
L’ultimo nel 1909, quando ormai aveva abbandonato la RIV.
La storiografia della Riv e della Fiat gli ha dedicato poche righe. Spesso viene persino ignorato.
Eppure Incerti fu un meccanico geniale, con sei brevetti.
L’ultimo nel 1909, quando ormai aveva abbandonato la RIV.
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