Johannes Bückler
Johannes Bückler

@JohannesBuckler

11 تغريدة 1 قراءة Mar 02, 2023
Quello a destra sono io, Luigi.
Lei invece si chiama Mokryna.
Perché ci hanno dedicato una statua?
Una lunga storia.
Iniziata nel lontano 1943 quando venni internato, poco più che ventenne, all’interno del famigerato campo di concentramento di Krems, in Austria.
Ero il Maresciallo Luigi Peduto della Guardia di Finanza.
Fu durante la detenzione che conobbi Mokryna Maria Yurzuk, una vedova ucraina, madre di una bimba ancora in fasce. Condannata ai lavori forzati.
Fu normale dare ogni volta, a Mokryna e alla sua bimba, il mio misero pasto.
D’altronde ero figlio di e nipote di “Cavalieri di Vittorio Veneto”, educato a determinati valori.
Mi ero offerto volontario a dicembre del ’41 ed ero stato sballottato tra l’isola jugoslava di Scolta, poi a Spalato e a Curzola.
Poi nel ’43 il ritorno sulla terraferma, a Omis.
Mi avevano deriso mentre scavavo quella specie di trincea.
Nessuno rise quando arrivarono, dopo l’8 settembre 1943, la temuta ritorsione tedesca con i terribili aerei Stukas.
Rimasero sul terreno oltre 500 soldati italiani.
La trincea salvò me e otto miei commilitoni.
E poi il rastrellamento.
In cammino avevamo raggiunto il tristemente noto campo di concentramento di Krems, in Austria.
E poi il lavoro alla Glanzstafdf fabrik di St. Pòlten, una fabbrica di seta per ali di aerei dove avevo conosciuto Mokryna.
Era lei a cucirmi gli abiti.
Mi ero innamorato di quella donna.
Conservavo nel portafoglio una foto che mi aveva dato e una ciocca dei suoi capelli.
Ma nell’aprile del 1945 arrivarono i russi a liberare il campo.
E ci separarono.
Mokryna fu costretta a tornare al di là della Cortina di ferro.
Io riusci a saltare e nascondermi su un treno della Croce Rossa che trasportava prigionieri francesi feriti appena oltre la linea russa.
Poi a tappe forzate l’arrivo a Bolzano.
Da lì a a Verona e poi a Bologna e poi Salerno.
E finalmente a casa
Al mio paese, Castel San Lorenzo.
Per oltre 60 anni ho saputo più niente di quel mio amore.
Poi ho iniziato a cercarla.
Nel 2004 mi sono rivolto alla trasmissione ucraina “Aspettami”, tipo “Chi l’ha visto”.
E ci siamo ritrovati.
E così ho potuto riabbracciarla.
Finalmente, dopo tanti anni.
Essendo entrambi vedovi le ho persino chiesto di sposarmi.
Lei mi ha sorriso e ha declinato con un: “no dai, siamo troppo vecchi”.
Questo non mi ha impedito di vederla molte altre volte.
Un amore che ha unito per anni l’Italia e I’Ucraina.
Sono morto nel 2013 a 91anni e so che Mokryna è morta da poco.
Ricordate la statua che ci ritrae?
E’ a Castel San Lorenzo dal 2017, copia esatta di quella che si trova a Kiev, eretta nel 2013, vicino al “ponte degli innamorati” dove i giovani ucraini si promettono eterno amore.
Credo che il mio insegnante avesse ragione.
Avevo nove anni quando mi disse.
"Ricordati che nella vita un giorno o l'altro sarai ricompensato per tutti i momenti difficili che avrai vissuto".
E' vero, adesso sento di essere stato ricompensato per tutto quello che ho sopportato.

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