Fui sicuramente uno dei primi a leggere quel romanzo, uscito esattamente il 25 aprile 1719.
E non potei fare a meno di rilevare un sacco di inesattezze.
Per me era chiaro.
Quello che lo aveva scritto non aveva mai vissuto ai tropici.
C’erano un sacco di errori e imprecisioni.
E non potei fare a meno di rilevare un sacco di inesattezze.
Per me era chiaro.
Quello che lo aveva scritto non aveva mai vissuto ai tropici.
C’erano un sacco di errori e imprecisioni.
Come quel personaggio inseguito dai selvaggi che non sapeva nuotare. Assurdo.
E cosa dire del protagonista che, in un’isola del Sudamerica, si era messo a costruire una palizzata per proteggersi dalle bestie feroci? Altra assurdità.
E poi foche, pinguini, alle foci dell’Orinoco.
E cosa dire del protagonista che, in un’isola del Sudamerica, si era messo a costruire una palizzata per proteggersi dalle bestie feroci? Altra assurdità.
E poi foche, pinguini, alle foci dell’Orinoco.
A quei tempi ero sottotenente sulla nave Weymouth della marina di S.M. britannica.
Non mi intendevo di cose letterarie, avevo letto si e no la Bibbia, ma in quel caso avevo diritto più di chiunque altro di esprimere la mia opinione.
Perché il protagonista di quel libro, ero io.
Non mi intendevo di cose letterarie, avevo letto si e no la Bibbia, ma in quel caso avevo diritto più di chiunque altro di esprimere la mia opinione.
Perché il protagonista di quel libro, ero io.
La mia storia era già conosciuta da tempo.
Otto anni prima divulgata da uno scrittore anonimo, poi da un articolo apparso sulla rivista The Englishman.
Aveva creato molto interesse nel pubblico inglese.
Poi era toccato al capitano Woodes Rogers, dedicarmi un libro.
Otto anni prima divulgata da uno scrittore anonimo, poi da un articolo apparso sulla rivista The Englishman.
Aveva creato molto interesse nel pubblico inglese.
Poi era toccato al capitano Woodes Rogers, dedicarmi un libro.
O meglio, alcuni capitoli di un libro, in cui narrava le vicende del suo viaggio intorno al mondo.
Compiuto tra il 1708 e il 1711 dalle navi di S.M. Duke e Dutchess dove lui era imbarcato come comandante.
Il successo fu strepitoso, tanto da andare esaurito in poco tempo.
Compiuto tra il 1708 e il 1711 dalle navi di S.M. Duke e Dutchess dove lui era imbarcato come comandante.
Il successo fu strepitoso, tanto da andare esaurito in poco tempo.
Quella di raccontare le mie gesta, ma a modo suo.
Le gesta di Selkirk, che poi sarei io.
Per quello venne a trovarmi a Largo, nella contea di Fife in Scozia, dove vivevo e dove ero nato nel 1676, settimo figlio di un calzolaio.
Per documentarsi, insomma.
Le gesta di Selkirk, che poi sarei io.
Per quello venne a trovarmi a Largo, nella contea di Fife in Scozia, dove vivevo e dove ero nato nel 1676, settimo figlio di un calzolaio.
Per documentarsi, insomma.
Uscito il 25 aprile 1719 ebbe ben quattro edizioni nei primi sei mesi.
Poi ininterrotte ristampe negli anni successivi.
Traduzioni nelle principali lingue d’Europa e. come si usava a quel tempo, una miriade di contraffazioni e imitazioni.
Chi era Robinson Crusoe?
Poi ininterrotte ristampe negli anni successivi.
Traduzioni nelle principali lingue d’Europa e. come si usava a quel tempo, una miriade di contraffazioni e imitazioni.
Chi era Robinson Crusoe?
Ma nella lotta mi buscai un terribile colpo d’ascia alla testa.
Un colpo che avrebbe ucciso chiunque.
Non il sottoscritto.
Mi ripresi tanto rapidamente da meritarmi quel soprannome.
Fatto prigioniero, quei pirati mi avevano portato sull’isola della Tortuga.
Un colpo che avrebbe ucciso chiunque.
Non il sottoscritto.
Mi ripresi tanto rapidamente da meritarmi quel soprannome.
Fatto prigioniero, quei pirati mi avevano portato sull’isola della Tortuga.
E qui ceduto a un bucaniere che mi portò a San Domingo per cacciare buoi selvatici nella savana.
Io, che ero venuto al mondo col virus dell’avventura nel sangue.
E per un inglese l’avventura aveva un volto solo: quello mutevole dell’oceano.
Io, che ero venuto al mondo col virus dell’avventura nel sangue.
E per un inglese l’avventura aveva un volto solo: quello mutevole dell’oceano.
Tanto che a diciannove anni scappai da casa e da un padre che pretendeva continuassi la sua attività: quella di calzolaio
E' così che finii sul brigantino Good Hope, poi con i pirati e infine a San Domingo.
Salvare la vita al mio padrone fu la mia salvezza. Ottenni la libertà.
E' così che finii sul brigantino Good Hope, poi con i pirati e infine a San Domingo.
Salvare la vita al mio padrone fu la mia salvezza. Ottenni la libertà.
E mi arruolai sotto la bandiera di Gabriel-le-Basque, uno dei più famosi pirati di quei tempi.
Mi piaceva quella vita.
Tanto da acquisire fama e gloria tra i cosiddetti Frères de la côte.
Ma poi il capo morì, e ritornai a casa.
Per ricomparire due anni dopo. Sempre in mare.
Mi piaceva quella vita.
Tanto da acquisire fama e gloria tra i cosiddetti Frères de la côte.
Ma poi il capo morì, e ritornai a casa.
Per ricomparire due anni dopo. Sempre in mare.
William Dampier aveva armato due navi per dare la caccia ai galeoni spagnoli.
Io ero imbarcato sul “Cinque Porti” finanziata dai banchieri della City.
Cosa mi indusse ad abbandonare la Cinque Porti per rimanere solo su un’isola persa nel pacifico, a 600 km dalla costa?
Io ero imbarcato sul “Cinque Porti” finanziata dai banchieri della City.
Cosa mi indusse ad abbandonare la Cinque Porti per rimanere solo su un’isola persa nel pacifico, a 600 km dalla costa?
Un sogno. Dove la nave “Cinque Porti” naufragava con tutto l’equipaggio.
Era il settembre del 1704 ed avevamo fatto scalo all’isola Juan Fernández per alcuni riparazioni. Quando fu il momento di ripartire dissi al capitano che sarei rimasto sull’isola.
Era il settembre del 1704 ed avevamo fatto scalo all’isola Juan Fernández per alcuni riparazioni. Quando fu il momento di ripartire dissi al capitano che sarei rimasto sull’isola.
Detto fatto.
Seduto su una cassetta da marinaio assistetti alla partenza del Cinque Porti, fino al momento in cui la nave sparì all’orizzonte.
Robinson Crusoe, secondo il Defoe, rimase ventotto anni sulla sua isola.
Io gli avevo detto che la mia esperienza era durata 4 anni.
Seduto su una cassetta da marinaio assistetti alla partenza del Cinque Porti, fino al momento in cui la nave sparì all’orizzonte.
Robinson Crusoe, secondo il Defoe, rimase ventotto anni sulla sua isola.
Io gli avevo detto che la mia esperienza era durata 4 anni.
"In un mondo che non riuscì più a dargli la tranquillità della solitudine”.
Ricordate?
Selkirk era rimasto sull'isola dopo aver sognato la sua nave destinata al naufragio.
Qualche tempo dopo il suo arrivo sull’isola, la “Cinque Porti” affondò vicino all’’isola di Malpelo.
Ricordate?
Selkirk era rimasto sull'isola dopo aver sognato la sua nave destinata al naufragio.
Qualche tempo dopo il suo arrivo sull’isola, la “Cinque Porti” affondò vicino all’’isola di Malpelo.
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