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Milano, mercoledì 25 aprile 1945, ore 19.00.
La città sta per insorgere.
I tram sono in sciopero, le fabbriche in periferia occupate dagli operai.
«Fai presto!», urla Mussolini al suo autista.
Strano, anche perché le strade sono deserte.
Milano, mercoledì 25 aprile 1945, ore 19.00.
La città sta per insorgere.
I tram sono in sciopero, le fabbriche in periferia occupate dagli operai.
«Fai presto!», urla Mussolini al suo autista.
Strano, anche perché le strade sono deserte.
Il tragitto dall’Arcivescovado alla Prefettura in corso Monforte è breve.
Perché quella fretta?
Lui ora ha due problemi.
Eliminare la scorta tedesca che lo controlla, e ha sicuramente l’ordine di impedirgli la fuga in Svizzera, e lasciare indietro quel tipo di fascisti.
Perché quella fretta?
Lui ora ha due problemi.
Eliminare la scorta tedesca che lo controlla, e ha sicuramente l’ordine di impedirgli la fuga in Svizzera, e lasciare indietro quel tipo di fascisti.
Quelli che chiama «i matti», ansiosi di «morire in bellezza».
L’alibi glielo ha fornito l’incontro coi capi del CNL in Arcivescovado.
E’ lì che nel pomeriggio ha saputo da don Bicchierai che i tedeschi stanno trattando da 2 mesi la resa con gli alleati.
«Tradimento!» aveva urlato
L’alibi glielo ha fornito l’incontro coi capi del CNL in Arcivescovado.
E’ lì che nel pomeriggio ha saputo da don Bicchierai che i tedeschi stanno trattando da 2 mesi la resa con gli alleati.
«Tradimento!» aveva urlato
Intercedere presso la Santa Sede, tramite la Nunziatura di Berna, per far arrivare agli Angloamericani proposte di negoziati.
E che proposte.
Le forze armate della Repubblica Sociale al comando del generale Graziani avrebbero continuato a mantenere l’ordine nelle città.
E che proposte.
Le forze armate della Repubblica Sociale al comando del generale Graziani avrebbero continuato a mantenere l’ordine nelle città.
Ogni movimento incontrollato ed estremista di formazioni irregolari (leggi i partigiani) doveva essere combattuto dalle forze della RSI e dagli alleati.
Gli Alleati avrebbero dovuto disarmare il partigiani e il Clero fare opera di propaganda a favore della pacificazione.
Gli Alleati avrebbero dovuto disarmare il partigiani e il Clero fare opera di propaganda a favore della pacificazione.
In più la richiesta di sospendere arresti e processi non solo per i fascisti, ma anche per tutte le loro famiglie.
La RSI si sarebbe sciolta e tutti i cittadini avrebbero avuto la parità dei diritti e dei doveri in attesa di un nuovo governo, e la convocazione di una Costituente.
La RSI si sarebbe sciolta e tutti i cittadini avrebbero avuto la parità dei diritti e dei doveri in attesa di un nuovo governo, e la convocazione di una Costituente.
La stessa resa incondizionata che gli avevano chiesto nel pomeriggio i capi del Comitato di Liberazione Nazionale in Arcivescovado.
E lui, Mussolini, aveva promesso a loro e al Cardinale Schuster, che avrebbe dato una risposta entro un’ora.
E lui, Mussolini, aveva promesso a loro e al Cardinale Schuster, che avrebbe dato una risposta entro un’ora.
Era arrivato nel cortile della prefettura di Milano, dominato da una confusione indescrivibile.
C’erano ministri con le loro famiglie.
E poi funzionari, soldati, camicie nere, giovani, veterani di guerra fascisti.
Era saltato giù dalla macchina e si era lanciato su per lo scalone
C’erano ministri con le loro famiglie.
E poi funzionari, soldati, camicie nere, giovani, veterani di guerra fascisti.
Era saltato giù dalla macchina e si era lanciato su per lo scalone
Mussolini gli tocca la spalla, poco commosso e molto seccato: «Borsani…Borsani…»
E poi tutti nel salone di rappresentanza
C’è anche l’industriale Gian Riccardo Cella, che ha combinato l’incontro col cardinale e i capi del CNL.
Il duce lo fulmina.
«Traditore!».
E poi tutti nel salone di rappresentanza
C’è anche l’industriale Gian Riccardo Cella, che ha combinato l’incontro col cardinale e i capi del CNL.
Il duce lo fulmina.
«Traditore!».
«Mi avete ingannato, mi avete condotto in una trappola, pagherete con la vita».
Il Generale Wening, comandante la guarnigione tedesca di Milano, è basito.
Mussolini si sfoga. «Sapete cosa mi ha detto il Cardinale? Pentitevi dei vostri peccati! Vuole una risposta tra un’ora»
Il Generale Wening, comandante la guarnigione tedesca di Milano, è basito.
Mussolini si sfoga. «Sapete cosa mi ha detto il Cardinale? Pentitevi dei vostri peccati! Vuole una risposta tra un’ora»
«Bisogna andar via subito prima che sia troppo tardi». Per i suoi fedelissimi le sue parole sono un sacrilegio. Come può pensare il duce a una fuga vergognosa.
Lo spirito fascista esige una bella morte, sotto le rovine della Prefettura o della caserma della Xa MAS di Borghese.
Lo spirito fascista esige una bella morte, sotto le rovine della Prefettura o della caserma della Xa MAS di Borghese.
Mussolini tace.
Guarda la carta topografica sul tavolo.
«Si lascia Milano immediatamente. Destinazione Como».
Poi getta a terra i documenti del governo da firmare. Qualcuno gli sottopone la lista dei reparti fascisti che marceranno su Como, la nuova “Termopili” di Salò.
Guarda la carta topografica sul tavolo.
«Si lascia Milano immediatamente. Destinazione Como».
Poi getta a terra i documenti del governo da firmare. Qualcuno gli sottopone la lista dei reparti fascisti che marceranno su Como, la nuova “Termopili” di Salò.
Nemmeno li degna di un’occhiata.
Il figlio Vittorio lo supplica di nascondersi in casa di amici, per consegnarsi poi agli alleati.
«Fatti gli affari tuoi» gli urla il padre
Si racconta che Mussolini abbia sollecitato i preparativi invitando poi la scorta tedesca a tenersi pronta.
Il figlio Vittorio lo supplica di nascondersi in casa di amici, per consegnarsi poi agli alleati.
«Fatti gli affari tuoi» gli urla il padre
Si racconta che Mussolini abbia sollecitato i preparativi invitando poi la scorta tedesca a tenersi pronta.
Inverosimile
Per il piano che ha in mente quella scorta può essere solo un problema.
Lui vuole scappare in Svizzera con la sua piccola corte e la favorita, come un re in esilio.
Se voleva resistere poteva ritirarsi verso il Brennero, lungo strade presidiate dagli alleati tedeschi
Per il piano che ha in mente quella scorta può essere solo un problema.
Lui vuole scappare in Svizzera con la sua piccola corte e la favorita, come un re in esilio.
Se voleva resistere poteva ritirarsi verso il Brennero, lungo strade presidiate dagli alleati tedeschi
La colonna per Como è pronta.
Malgrado l’insurrezione la strada Milano-Como è sicura, protetta dai militi della Nuti.
Mussolini manda a prendere Claretta Petacci che sta in un appartamento in Corso del Littorio protetta da un ufficiale delle SS.
D’altronde è la sua favorita.
Malgrado l’insurrezione la strada Milano-Como è sicura, protetta dai militi della Nuti.
Mussolini manda a prendere Claretta Petacci che sta in un appartamento in Corso del Littorio protetta da un ufficiale delle SS.
D’altronde è la sua favorita.
Fritz Birzer, il comandante della sua scorta, gli si era parato davanti.
«Duce, vi annuncio che la vostra scorta è pronta a partire con voi».
A Mussolini scappa un’imprecazione.
Che vogliono questi tedeschi.
Mi hanno tradito e vogliono ancora controllarmi.
«Duce, vi annuncio che la vostra scorta è pronta a partire con voi».
A Mussolini scappa un’imprecazione.
Che vogliono questi tedeschi.
Mi hanno tradito e vogliono ancora controllarmi.
«Piuttosto che consegnarlo a qualcuno, in caso disperato, rivolgete le armi contro di lui. E sparate per uccidere!».
Bombacci ha una valigia.
«Dove va il duce vado anch’io».
Borsani piange. «No, duce, non ci abbandonare così. La fine del fascismo non può essere così vergognosa».
Bombacci ha una valigia.
«Dove va il duce vado anch’io».
Borsani piange. «No, duce, non ci abbandonare così. La fine del fascismo non può essere così vergognosa».
Pavolini lo schiaffeggia.
Neppure un eroe cieco può accusare il duce di viltà.
Il giornalista Silvestri implora: «Non te ne andare duce, ti difenderemo noi».
Ormai è tardi.
La sua Alfa 2500 si è avviata.
Il colonnello Colombo promette 5.000 uomini a Como.
Borghese tace.
A domani
Neppure un eroe cieco può accusare il duce di viltà.
Il giornalista Silvestri implora: «Non te ne andare duce, ti difenderemo noi».
Ormai è tardi.
La sua Alfa 2500 si è avviata.
Il colonnello Colombo promette 5.000 uomini a Como.
Borghese tace.
A domani
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