Mussolini ha saputo da Federzoni che il re si è rifiutato di firmare lo stato d’assedio.
«Siamo ormai padroni di tutta l’Italia centrale. Roma sta per essere accerchiata. E’ necessario che io formi il governo o non rispondo di nulla».
Mussolini ha pronta la lista dei ministri.
«Siamo ormai padroni di tutta l’Italia centrale. Roma sta per essere accerchiata. E’ necessario che io formi il governo o non rispondo di nulla».
Mussolini ha pronta la lista dei ministri.
Ministro dell’Interno il prefetto giolittiano di Milano Lusignoli.
C’è Einaudi, famoso economista, al Tesoro.
Baldesi, segretario della Confederazione del lavoro, al Lavoro.
Ettore Conti, industriale milanese, a Industria e Commercio.
(Nessuno di loro farà parte del suo governo)
C’è Einaudi, famoso economista, al Tesoro.
Baldesi, segretario della Confederazione del lavoro, al Lavoro.
Ettore Conti, industriale milanese, a Industria e Commercio.
(Nessuno di loro farà parte del suo governo)
Milano ore 16.00.
Il prefetto Lusignoli telefona a Facta.
«In questo momento mi ha telefonato Mussolini per farti dire che non viene a Roma se non ha espressamente l’incarico di formare lui il ministero. Di più. Mi ha detto che mi manda la lista dei ministri che ti comunicherò»
Il prefetto Lusignoli telefona a Facta.
«In questo momento mi ha telefonato Mussolini per farti dire che non viene a Roma se non ha espressamente l’incarico di formare lui il ministero. Di più. Mi ha detto che mi manda la lista dei ministri che ti comunicherò»
«E io che c’entro?», risponde Facta.
Lusignoli replica: «Cosa posso fare? Che devo fare? A chi devo portare la lista dei ministri?»
Facta: «In questo momento la costituzione non è tanto in gamba, che vuoi farci?»
Un circo.
Lusignoli replica: «Cosa posso fare? Che devo fare? A chi devo portare la lista dei ministri?»
Facta: «In questo momento la costituzione non è tanto in gamba, che vuoi farci?»
Un circo.
Roma ore 16.00.
Il re Vittorio Emanuele riceve De Vecchi e gli dice: «L’assenza di Mussolini mi ha indotto a chiamare lei per sentire il suo parere sulla crisi, Io sono favorevole a una soluzione Salandra. E’ l’unica e la più ragionevole».
Il re Vittorio Emanuele riceve De Vecchi e gli dice: «L’assenza di Mussolini mi ha indotto a chiamare lei per sentire il suo parere sulla crisi, Io sono favorevole a una soluzione Salandra. E’ l’unica e la più ragionevole».
De Vecchi azzarda.
«A meno che Vostra Maestà non pensi di affidare l’incarico a Mussolini»
Il re risponde: «No, l’uomo che io vorrei è Giolitti, ma i popolari lo detestano. Per loro è come il diavolo. Un errore imperdonabile. Voi accettereste un governo Salandra?»
«A meno che Vostra Maestà non pensi di affidare l’incarico a Mussolini»
Il re risponde: «No, l’uomo che io vorrei è Giolitti, ma i popolari lo detestano. Per loro è come il diavolo. Un errore imperdonabile. Voi accettereste un governo Salandra?»
Roma ore 17.10.
Lusignoli scrive a Giolitti che le cose precipitano in quasi tutta Italia.
A Milano lui tenta di evitare eccessi, ma la situazione si è improvvisamente aggravata dopo che Mussolini ha saputo che l’incarico può essere dato a Salandra. E Mussolini non vuole.
Lusignoli scrive a Giolitti che le cose precipitano in quasi tutta Italia.
A Milano lui tenta di evitare eccessi, ma la situazione si è improvvisamente aggravata dopo che Mussolini ha saputo che l’incarico può essere dato a Salandra. E Mussolini non vuole.
Dice a Giolitti che il governo lo vuole formare lui.
Ha già pronta una lista dei ministri e ci sono dentro anch’io (dice Lusignoli).
Ho già detto a Mussolini che non posso accettare e ho già telefonato a Facta che il ministero Salandra non si può fare per il veto dei fascisti.
Ha già pronta una lista dei ministri e ci sono dentro anch’io (dice Lusignoli).
Ho già detto a Mussolini che non posso accettare e ho già telefonato a Facta che il ministero Salandra non si può fare per il veto dei fascisti.
Roma ore 18.00.
Salandra torna al Quirinale.
Il re gli conferma l’incarico ufficioso.
Salandra accetta, ma dice che ormai deve esserci dentro anche Mussolini.
Poi incontra De vecchi, De Bono e Dino Grandi ai quali chiede quanti ministeri vuole Mussolini.
Salandra torna al Quirinale.
Il re gli conferma l’incarico ufficioso.
Salandra accetta, ma dice che ormai deve esserci dentro anche Mussolini.
Poi incontra De vecchi, De Bono e Dino Grandi ai quali chiede quanti ministeri vuole Mussolini.
Roma ore 21.45.
Telegramma urgentissimo, urgenza assoluta.
«All’Onorevole Mussolini, Milano. Sua Maestà il Re mi incarica di pregarla di recarsi a Roma desiderando conferire con lei. Ossequi. Generale Cittadini».
(Primo Aiutante di campo del re)
Telegramma urgentissimo, urgenza assoluta.
«All’Onorevole Mussolini, Milano. Sua Maestà il Re mi incarica di pregarla di recarsi a Roma desiderando conferire con lei. Ossequi. Generale Cittadini».
(Primo Aiutante di campo del re)
Roma 22.30.
Comunicazione del Ministero della Guerra.
«Dato l’attuale orientamento verso un probabile gabinetto Mussolini, le direttive date ai vari corpi d’Armata da questo ministero sono di evitare possibilmente spargimento di sangue, usando mezzi pacifici».
Comunicazione del Ministero della Guerra.
«Dato l’attuale orientamento verso un probabile gabinetto Mussolini, le direttive date ai vari corpi d’Armata da questo ministero sono di evitare possibilmente spargimento di sangue, usando mezzi pacifici».
Roma ore 23.00.
Un gruppo di esponenti fascisti si riunisce in Piazza Colonna.
Sono De Vecchi, Ciano, Marinelli, Grandi, Postiglione, Polverelli.
Vogliono convincere Mussolini ad accettare la soluzione Salandra.
Incaricano Postiglione di telefonare a Mussolini.
Un gruppo di esponenti fascisti si riunisce in Piazza Colonna.
Sono De Vecchi, Ciano, Marinelli, Grandi, Postiglione, Polverelli.
Vogliono convincere Mussolini ad accettare la soluzione Salandra.
Incaricano Postiglione di telefonare a Mussolini.
Anche Federzoni prova a convincere Mussolini di andare a Roma.
Non si tratta di mutilare la vittoria, ma di affermare un senso di responsabilità, di equilibrio e di forza. Mussolini è irremovibile.
«Non accetto assolutissimamente questa soluzione. Niente governo con Salandra».
Non si tratta di mutilare la vittoria, ma di affermare un senso di responsabilità, di equilibrio e di forza. Mussolini è irremovibile.
«Non accetto assolutissimamente questa soluzione. Niente governo con Salandra».
«La notizia è autentica?» chiede Mussolini.
«Sì» risponde Polverelli.
Mussolini detta ancora una condizione.
Prima di partire vuole un telegramma del generale Cittadini con la conferma della notizia.
Appena lo riceverà, partirà con qualsiasi mezzo. Anche in aereo.
«Sì» risponde Polverelli.
Mussolini detta ancora una condizione.
Prima di partire vuole un telegramma del generale Cittadini con la conferma della notizia.
Appena lo riceverà, partirà con qualsiasi mezzo. Anche in aereo.
Roma ore 15.00.
Il Generale Pugliese informa i comandi: «tutti i reparti del presidio dovranno astenersi dall’uso delle armi qualora i fascisti cercassero di entrare in Roma. Si dovrà svolgere solo opera persuasiva intesa a convincere i fascisti a non entrare in città».
Il Generale Pugliese informa i comandi: «tutti i reparti del presidio dovranno astenersi dall’uso delle armi qualora i fascisti cercassero di entrare in Roma. Si dovrà svolgere solo opera persuasiva intesa a convincere i fascisti a non entrare in città».
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