Thread n. 2 Ultimo
Ieri sera vi ho raccontato dell’Organizzazione inglese ULTRA che aveva la possibilità di intercettare prima, per poi decifrare, tradurre, smistare, interpretare e infine utilizzare le notizie provenienti dal nemico.
In questo caso i messaggi cifrati da ENISGMA.
Ieri sera vi ho raccontato dell’Organizzazione inglese ULTRA che aveva la possibilità di intercettare prima, per poi decifrare, tradurre, smistare, interpretare e infine utilizzare le notizie provenienti dal nemico.
In questo caso i messaggi cifrati da ENISGMA.
Il progetto di quelle trattative, velleitario quanto infantile, riguardava alcune navi della Regia Marina. Tutto documentato nella corrispondenza intercorsa nel marzo del 1941 tra l’Ammiragliato, il Foreign Office (ufficio degli esteri) e Churchill.
«Marina italiana. Durante la recente visita a Roma l’intermediario svedese è stato in costante contatto con un esponente italiano e un ufficiale in servizio all’Ammiragliato italiano, che dice di rappresentare una ventina di alti ufficiali, desiderosi di…»
«Desiderosi di strappare la Regia Marina all’influenza dei regimi fascista e tedesco. Queste le loro richieste: a) le famiglie di alcuni preminenti ufficiali devono essere trasferite in determinati Paesi stranieri e devono ricevere una certa assegnazione di denaro»
«b) gli ufficiali e gli equipaggi delle navi da guerra consegnateci richiederebbero un compenso per le loro famiglie allo scopo di intraprendere in seguito nuove attività professionali […] Il rappresentante italiano quindi ha formulato le seguenti proposte».
«d) un deposito immediato di 600.000 dollari deve essere versato in una banca negli USA e il suo 15% deve essere subito disponibile per garantire l’assistenza […] per evacuare le famiglie dei marinai, di cui saranno comunicati i nomi, nonché i Paesi di preferita destinazione»
«5) la nostra opinione è che: a) le proposte di pagamento hanno scarsa rilevanza di fronte sia al valore potenziale delle navi da guerra sia al premio da pagare agli agenti; b) l’accettazione dello schema [---] ci permetterebbe di telegrafare subito per metterlo in esecuzione...»
«c) il Governo britannico rischierebbe al massimo di perdere solo il 15% del deposito […] d) l’intermediario svedese, nonostante il considerevole rischio, è pronto a intraprendere un altro viaggio in Italia, se necessario, essendo egli ben consapevole del compenso che riceverà»
Questo il testo: «Benché le possibilità di riuscita dello schema appaiono deboli, lo accettiamo in linea di principio. Lei è autorizzato da ora a telegrafare per mandarlo a effetto» .
In merito alla diffidenza di Churchill, l’Ammiragliato rispose con un appunto a lui diretto.
In merito alla diffidenza di Churchill, l’Ammiragliato rispose con un appunto a lui diretto.
«Concordo che la possibilità di successo in questa avventura appare remota, ma i pagamenti che sarebbero necessari per l’impresa sono così irrisori, che se paragonato all’importanza del bottino conseguibile, sembra opportuno insistere sul progetto»
Nei documenti si parla genericamente di una personalità rappresentativa «in contatto con un ufficiale al servizio di Supermarina, a sua volta portaparola di alcuni ufficiali» il cui grado doveva essere elevato per proporre la consegna o il sabotaggio di navi italiane.
Da parte britannica abbiamo il nome di sir Victor Mallet, ministro a Stoccolma, figlio di Lord Louis Mallet, personaggio centrale delle trattative germano-britanniche del conte Bernadotte nel 1945.
Più un intermediario svedese che faceva la spola tra Roma e Stoccolma.
Più un intermediario svedese che faceva la spola tra Roma e Stoccolma.
Essendo mandato a esecuzione si ritiene, non solo che l’intermediario svedese possa essere tornato a Roma, ma che anche il deposito presso una banca americana sia stato effettivamente eseguito.
Non sappiamo però se sono stati fatti dei prelievi.
Non sappiamo però se sono stati fatti dei prelievi.
Dai documenti si evince anche che i primi contatti, con anche proposte di resa, possono essere collocate a febbraio o forse anche prima, a gennaio del 1941, quando le fortune mussoliniane in Africa, in Albania e sul mare toccarono il loro punto più basso.
Quello che ne deriva però è che l’intero piano poggiava, da parte italiana, su pareri favorevoli di persone importanti e qualificate, delle quali sfortunatamente non ne conosciamo i nomi.
Non si comprende come mai non sia mai trapelato nulla dei contatti tra i nostri alti ufficiali con il Foreign Office e l’Ammiragliato britannici.
Quelle trattative non ebbero seguito, nessuna nave venne venduta e nessun nave venne sabotata.
Ma il fatto grave rimane.
Quelle trattative non ebbero seguito, nessuna nave venne venduta e nessun nave venne sabotata.
Ma il fatto grave rimane.
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