Nelle mie storie le chiamo “le vittime invisibili”.
Come Maria Monchietti, per esempio.
Il luogo? Ceretto Lomellina.
Il tempo?
Il 1921, quando gli squadristi erano all’opera, assoldati dagli agrari e dagli industriali.
Il soldo era di 40 lire giorno per gli agrari di Mortara.
Come Maria Monchietti, per esempio.
Il luogo? Ceretto Lomellina.
Il tempo?
Il 1921, quando gli squadristi erano all’opera, assoldati dagli agrari e dagli industriali.
Il soldo era di 40 lire giorno per gli agrari di Mortara.
Come riferisce il settimanale “la nuova terra” del 1° marzo 1921: «l’opera di ingaggio dei fascisti è affidata al signor Franciosi. Egli fece la spola tra le città esportatrici e riuscì ad assicurare importanti scritture». Squadristi ingaggiati per «educazione e difesa sociale».
“Quelli andando per il paese hanno sparato e l’hanno presa proprio qui in testa. La pallottola ha bucato il legno della finestra, lei voleva chiudere l’anta. Sparavano dappertutto. (…) mio cognato ha alzato la luce ha visto tutto il sangue per terra. Lei era dietro al lavabo(…)
Nessuno paga per quella morte.
In quel periodo ai fascisti l’impunità è praticamente assicurata.
Tre fascisti vengono riconosciuti e denunciati.
Il procuratore del re di Vigevano rifiuta di procedere, incriminando invece il direttore de “il Proletario”.
La sua colpa?
In quel periodo ai fascisti l’impunità è praticamente assicurata.
Tre fascisti vengono riconosciuti e denunciati.
Il procuratore del re di Vigevano rifiuta di procedere, incriminando invece il direttore de “il Proletario”.
La sua colpa?
La squadracce fasciste prima di ogni attacco organizzato ricorrono ad autentiche provocazioni.
E così a San Giacomo delle Segnate (Mantova) i fascisti si sono messi a bastonare tutti quelli che non portano all’occhiello il nastrino tricolore.
E così a San Giacomo delle Segnate (Mantova) i fascisti si sono messi a bastonare tutti quelli che non portano all’occhiello il nastrino tricolore.
A Sannazzaro, nel Pavese,fermano per strada operai e contadini e se alla domanda ”sei fascista?” la risposta è no, vengono rinchiusi nella caserma dei carabinieri. A Donelasco invece costringono alle dimissioni il segretario della Lega contadini, minacciando di assaltare il paese
A Quistello (Mantova) viene obbligata alle dimissioni, entro dieci giorni, tutta l’amministrazione comunale, altrimenti «bruceremo tutte le vostre case».
A Buscoldo, nel Mantovano, i fascisti arrivano su un camion armati fino ai denti.
A Buscoldo, nel Mantovano, i fascisti arrivano su un camion armati fino ai denti.
Hanno rivoltelle, fucili, pugnali e mazze ferrate usate dagli austriaci nella grande guerra, del peso di cinque chili.
Entrano nella Cooperativa gridando: «abbasso il re, Viva D’Annunzio!».
Ci sono cinquanta soci che stanno leggendo o giocando a carte.
Entrano nella Cooperativa gridando: «abbasso il re, Viva D’Annunzio!».
Ci sono cinquanta soci che stanno leggendo o giocando a carte.
Con le pistole puntate sono costretti a uscire uno alla volta, ma nel corridoio vengono pugnalati uno a uno, colpendoli poi con le mazze.
Alla fine saranno trentotto i feriti portati all’ospedale, tra questi un ragazzo.
In solo due mesi nel Pavese i fascisti distruggono di tutto.
Alla fine saranno trentotto i feriti portati all’ospedale, tra questi un ragazzo.
In solo due mesi nel Pavese i fascisti distruggono di tutto.
Il grido fascista è uno solo: «non più un Comune ai socialisti!»
A Semiana (Pavia) i fascisti impongono con la forza le dimissioni del sindaco Angelo Toni, proibendo ai cittadini di andare a votare.
Quelli che ci vanno vengono perquisiti e privati di tutte le schede.
Meno una.
A Semiana (Pavia) i fascisti impongono con la forza le dimissioni del sindaco Angelo Toni, proibendo ai cittadini di andare a votare.
Quelli che ci vanno vengono perquisiti e privati di tutte le schede.
Meno una.
Quella del blocco fascisti-rivoluzionari.
La cabina elettorale di Semiana è al pianterreno e a una finestra che dà sul cortile si apposta un fascista con il moschetto in mano per controllare che nessuno annulli la scheda.
L’unica scheda che gli è stata lasciata.
La cabina elettorale di Semiana è al pianterreno e a una finestra che dà sul cortile si apposta un fascista con il moschetto in mano per controllare che nessuno annulli la scheda.
L’unica scheda che gli è stata lasciata.
Lo scrive l’Avanti.
«Molti elettori, che non votarono, furono fatti figurare come votanti, tanto è vero che abbiamo potuto ritirare ben 120 certificati elettorali di non votanti che sommati ai 185 votanti darebbero un numero superiore allo stesso numero di iscritti».
«Molti elettori, che non votarono, furono fatti figurare come votanti, tanto è vero che abbiamo potuto ritirare ben 120 certificati elettorali di non votanti che sommati ai 185 votanti darebbero un numero superiore allo stesso numero di iscritti».
Un aspetto inquietante di quel periodo è l’indifferenza, se non la connivenza delle autorità che garantivano l’impunità allo squadrismo fascista.
E così a Milano, il 30 gennaio 1921, i fascisti schiaffeggiano in piazza Duomo, assessori e consiglieri comunali.
E così a Milano, il 30 gennaio 1921, i fascisti schiaffeggiano in piazza Duomo, assessori e consiglieri comunali.
La sua risposta è decisa.
«Sotto la minaccia delle armi non griderei neppure “Viva Mario Maffi”, che è mio figlio».
Inferociti i fascisti lo picchiano, gli strappano la barba e alla presenza dei carabinieri lo trascinano alla stazione obbligandolo a prender il primo treno.
«Sotto la minaccia delle armi non griderei neppure “Viva Mario Maffi”, che è mio figlio».
Inferociti i fascisti lo picchiano, gli strappano la barba e alla presenza dei carabinieri lo trascinano alla stazione obbligandolo a prender il primo treno.
All’inizio del 1921 le spedizione fasciste si spostano dalla regione.
Il fascio di Poggio Rusco, a Verona e a Bologna, e il fascio di Roverbella è attivo in «innumerevoli spedizioni di cui è indice la somma di 300.000 lire di benzina spesi per rifornimenti di automezzi»
Il fascio di Poggio Rusco, a Verona e a Bologna, e il fascio di Roverbella è attivo in «innumerevoli spedizioni di cui è indice la somma di 300.000 lire di benzina spesi per rifornimenti di automezzi»
Il Forni diventerà un fascista dissidente e terrà un discorso a Biella contro Mussolini.
Verrà aggredito il 12 giugno 1924 nell’atrio della Stazione di Milano e lasciato a terra quasi morto.
In seguito tenterà di entrare nella Resistenza. Arrestato, muore a Milano nel 1943.
Verrà aggredito il 12 giugno 1924 nell’atrio della Stazione di Milano e lasciato a terra quasi morto.
In seguito tenterà di entrare nella Resistenza. Arrestato, muore a Milano nel 1943.
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