Non credo di aver fatto niente di straordinario.
Mi riferisco al premio International Fair Play (per l'adesione ai principi del fair play) che ho ricevuto nel 2001 dalle mani del presidente del Comitato Olimpico Internazionale.
Tra l’altro lei era mia amica.
Mi riferisco al premio International Fair Play (per l'adesione ai principi del fair play) che ho ricevuto nel 2001 dalle mani del presidente del Comitato Olimpico Internazionale.
Tra l’altro lei era mia amica.
Non potete immaginare la mia gioia quando nel 1998 il C.I.O decise di introdurre il trampolino elastico nel programma olimpico, anche se solo come competizione individuale.
Nel 2000 sarei andata alle Olimpiadi di Sidney.
Ero strafelice.
Nel 2000 sarei andata alle Olimpiadi di Sidney.
Ero strafelice.
Detta così sembra che sia stato tutto facile.
In realtà nello sport ci vuole tanta dedizione.
E tanta sofferenza.
Come ai Campionati Mondiali del 1999 a Sun City. Non stavo bene, avevo forti dolori alla schiena e i miei allenatori mi dissero di rinunciare.
Non diedi loro retta.
In realtà nello sport ci vuole tanta dedizione.
E tanta sofferenza.
Come ai Campionati Mondiali del 1999 a Sun City. Non stavo bene, avevo forti dolori alla schiena e i miei allenatori mi dissero di rinunciare.
Non diedi loro retta.
E sorridevo anche quel giorno dopo la fine dei campionati del mondo del 2001.
Dicono sia stata una data storica per lo sport mondiale.
Come vi ho già detto all’inizio, non mi sembra di aver fatto qualcosa di straordinario.
Giudicate voi.
Dicono sia stata una data storica per lo sport mondiale.
Come vi ho già detto all’inizio, non mi sembra di aver fatto qualcosa di straordinario.
Giudicate voi.
Quel giorno, come molte altre volte in precedenza, vinsi la medaglia d'oro.
E fin qui.
Al secondo posto arrivò la mia amica Anna Dogonadze, tedesca.
Bene, direte voi.
Gioia immensa, medaglia d'oro al collo, e festa tutta la notte.
Non andò proprio così.
E fin qui.
Al secondo posto arrivò la mia amica Anna Dogonadze, tedesca.
Bene, direte voi.
Gioia immensa, medaglia d'oro al collo, e festa tutta la notte.
Non andò proprio così.
Perché alla fine della gara fui io ad accorgermi che era stato commesso un errore.
Un grossolano errore da parte dei giudici di gara.
La mia amica Anna aveva perso l’oro per un decimo di punto.
Un grossolano errore da parte dei giudici di gara.
La mia amica Anna aveva perso l’oro per un decimo di punto.
Ma i giudici avevano sbagliato il totale del mio grado di difficoltà.
Era stato solo grazie a quell'errore che avevo vinto l'oro.
Un oro che non meritavo. Anna era stata più brava.
Ditemi voi.
Che avrei dovuto fare?
Era stato solo grazie a quell'errore che avevo vinto l'oro.
Un oro che non meritavo. Anna era stata più brava.
Ditemi voi.
Che avrei dovuto fare?
Lo so, le conoscevo benissimo le regole della Fédération Internationale de Gymnastique e di tutte le altre federazioni.
Una volta assegnata una medaglia, i risultati ufficiali non possono essere più modificati.
Ma non era giusto accidenti.
E lo dissi. Lo urlai.
Una volta assegnata una medaglia, i risultati ufficiali non possono essere più modificati.
Ma non era giusto accidenti.
E lo dissi. Lo urlai.
Lo dissi a tutti.
Anche al presidente della F.I.G. nonché membro del CIO, Bruno Grandi.
Che fortunatamente, e solo per quello volta, fece un’eccezione alla regola consentendo ai giudici di correggere l'errore.
E così io e Anna ci scambiammo le medaglie.
Anche al presidente della F.I.G. nonché membro del CIO, Bruno Grandi.
Che fortunatamente, e solo per quello volta, fece un’eccezione alla regola consentendo ai giudici di correggere l'errore.
E così io e Anna ci scambiammo le medaglie.
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