Johannes Bückler
Johannes Bückler

@JohannesBuckler

19 تغريدة 1 قراءة Mar 02, 2023
Non credo di aver fatto niente di straordinario.
Mi riferisco al premio International Fair Play (per l'adesione ai principi del fair play) che ho ricevuto nel 2001 dalle mani del presidente del Comitato Olimpico Internazionale.
Tra l’altro lei era mia amica.
Mi chiamo Irina Karavayeva e sono nata il 18 maggio del 1975 nella città russa di Krasnodar.
Perché ho cominciato a praticare la ginnastica acrobatica?
Provate voi a nascere in una città come Krasnodar, con tutto quel freddo.
Comunque ho lasciato quasi subito l’acrobatica per passare al trampolino elastico.
Il motivo? Perché volevo volare.
Volevo vedere il mondo dall’alto in basso e dal basso in alto e in quella disciplina lo potevo fare, senza essere definita una pazza.
Non potete immaginare la mia gioia quando nel 1998 il C.I.O decise di introdurre il trampolino elastico nel programma olimpico, anche se solo come competizione individuale.
Nel 2000 sarei andata alle Olimpiadi di Sidney.
Ero strafelice.
Ci andai infatti.
E vinsi l’oro con un esercizio praticamente perfetto.
Beh, avevo già vinto 7 ori mondiali (Porto 1994 individuale; Porto 1994 a squadre; Vancouver 1996 a squadre; Sydney 1998 individuale; Sydney 1998 a squadre; Sun City 1999 indiv.; Sun City 1999 a squadre)
Detta così sembra che sia stato tutto facile.
In realtà nello sport ci vuole tanta dedizione.
E tanta sofferenza.
Come ai Campionati Mondiali del 1999 a Sun City. Non stavo bene, avevo forti dolori alla schiena e i miei allenatori mi dissero di rinunciare.
Non diedi loro retta.
E vinsi l'oro.
Un oro tanto sofferto da farmi passare i due mesi successivi in una clinica.
So che seguite poco la mia disciplina, ma vi garantisco che è uno sport che ti logora muscoli e nervi.
Per fare quelle acrobazie ci vogliono ore e ore di allenamento.
Dicono che abbia un grande dono.
Quello di sorridere sempre, prima e dopo una gara.
Mi viene spontaneo, amo saltare, amo questo sport, perché dovrei angosciarmi facendo le cose che mi piacciono?
Non succede anche a voi?
E sorridevo anche quel giorno dopo la fine dei campionati del mondo del 2001.
Dicono sia stata una data storica per lo sport mondiale.
Come vi ho già detto all’inizio, non mi sembra di aver fatto qualcosa di straordinario.
Giudicate voi.
Quel giorno, come molte altre volte in precedenza, vinsi la medaglia d'oro.
E fin qui.
Al secondo posto arrivò la mia amica Anna Dogonadze, tedesca.
Bene, direte voi.
Gioia immensa, medaglia d'oro al collo, e festa tutta la notte.
Non andò proprio così.
Perché alla fine della gara fui io ad accorgermi che era stato commesso un errore.
Un grossolano errore da parte dei giudici di gara.
La mia amica Anna aveva perso l’oro per un decimo di punto.
Ma i giudici avevano sbagliato il totale del mio grado di difficoltà.
Era stato solo grazie a quell'errore che avevo vinto l'oro.
Un oro che non meritavo. Anna era stata più brava.
Ditemi voi.
Che avrei dovuto fare?
Lo so, le conoscevo benissimo le regole della Fédération Internationale de Gymnastique e di tutte le altre federazioni.
Una volta assegnata una medaglia, i risultati ufficiali non possono essere più modificati.
Ma non era giusto accidenti.
E lo dissi. Lo urlai.
"Sono molto dispiaciuta per l'errore dei giudici ai Campionati del Mondo in Danimarca, ritengo necessario correggere questo errore e ho deciso di consegnare la medaglia d'oro alla mia amica Anna Dogonadze della Germania, nello spirito di amicizia e lealtà."
Lo dissi a tutti.
Anche al presidente della F.I.G. nonché membro del CIO, Bruno Grandi.
Che fortunatamente, e solo per quello volta, fece un’eccezione alla regola consentendo ai giudici di correggere l'errore.
E così io e Anna ci scambiammo le medaglie.
Adesso sapete perché ho ricevuto il premio International Fair Play.
Come vedete niente di straordinario.
Chissà quante volte sarà capitato.
In fondo, in tutti gli sport si possono fare errori.
La differenza sta nel come si gestiscono.
Irina Karavayeva è stata la prima donna a compiere tre tripli salti mortali durante una performance di trampolino elastico, stabilendo il record del mondo.
Record battuto nel 2011 da Rosanna McLennan che ha compiuto quattro triplici salti mortali.
Il trampolino elastico è nato negli anni '30 grazie all'americano George Nissen.
Costruì un prototipo in garage dopo aver visto al circo i trapezisti rimbalzare sulla rete.
Si era pagato l'ingresso portando acqua agli elefanti.
Aveva solo 16 anni.
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Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione.
(Nelson Mandela)

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