Ma era sensibile anche ad altro.
Alle pressioni, e soprattutto ai soldi.
Come quelli francesi, per esempio, che sullo scorcio del 1914 gli servirono per fondare il Popolo d’Italia e per appoggiare, con una campagna interventista, il nostro Paese nella Grande Guerra.
Alle pressioni, e soprattutto ai soldi.
Come quelli francesi, per esempio, che sullo scorcio del 1914 gli servirono per fondare il Popolo d’Italia e per appoggiare, con una campagna interventista, il nostro Paese nella Grande Guerra.
Per anni i francesi hanno negato, infuriati, ogni sostegno a Mussolini.
Mentendo.
Alcuni sostengono persino che fu proprio l’oro francese a convincere Mussolini ad abbandonare il Partito Socialista e l’Avanti ben prima della sua azione nazionalista e interventista.
Mentendo.
Alcuni sostengono persino che fu proprio l’oro francese a convincere Mussolini ad abbandonare il Partito Socialista e l’Avanti ben prima della sua azione nazionalista e interventista.
Esattamente dal Military Intelligence, il cui ammontare fu certamente ben più cospicuo dei quattro soldi dati dai francesi e usati per fondare il Popolo d’Italia. Talmente consistenti da incidere sul destino del dittatore Mussolini e quindi della stessa Italia.
Il contatto che Mussolini ebbe nel 1917 con il servizio segreto inglese fu un fattore, non solo determinante, ma permanente anche nei decenni successivi.
E’ quindi sbagliato attribuire a Mussolini le stigmate di politico forte.
Le sue mosse non furono spinte solo dal suo demone.
E’ quindi sbagliato attribuire a Mussolini le stigmate di politico forte.
Le sue mosse non furono spinte solo dal suo demone.
Pochi mesi prima di Caporetto, nel marzo del 1917, era infatti giunto in Italia, ufficialmente come colonnello addetto allo Stato Maggiore, un deputato conservatore inglese di 37 anni, scappato di tutta fretta dalla Russia dove era stato mandato 2 anni prima in Missione Speciale.
Sappiamo che sia lui che i congiurati facevano parte del circolo Buchanan, presieduto dall’ambasciatore britannico Sir George Buchanan.
E che lo zar, rientrato precipitosamente dal fronte, nel salone di Tsarkoje, si rivolse proprio a lui dicendo: «E’ stato un delitto orribile»
E che lo zar, rientrato precipitosamente dal fronte, nel salone di Tsarkoje, si rivolse proprio a lui dicendo: «E’ stato un delitto orribile»
E così, per evitare ulteriori sospetti su quell’uomo, che Winston Churchill conosceva bene avendogli dato l’appellativo di “rettile”, fu ritirato e spedito in Italia. Dove non si sospettò minimamente che quell’uomo, giunto dalle nevi di San Pietroburgo, fosse anche altro.
Con la disfatta di Caporetto Hoare è già bello che ambientato.
Capisce immediatamente che deve fare qualcosa.
E subito.
Teme che l'Italia cerchi di uscire dalla guerra concludendo un armistizio con l'Impero austro-ungarico.
Bisogna finanziare tutte le forze interventiste.
Capisce immediatamente che deve fare qualcosa.
E subito.
Teme che l'Italia cerchi di uscire dalla guerra concludendo un armistizio con l'Impero austro-ungarico.
Bisogna finanziare tutte le forze interventiste.
E con grande intuito capì che l’uomo giusto era quello che aveva definito in un telegramma al suo capo, «uno sconosciuto agitatore».
Nello stesso telegramma chiedeva di poter dare a Mussolini un contributo per rialzare, con qualche azione, il morale pubblico dopo Caporetto.
Nello stesso telegramma chiedeva di poter dare a Mussolini un contributo per rialzare, con qualche azione, il morale pubblico dopo Caporetto.
Fu così che attraverso un intermediario, Hoare si mise in contatto con Mussolini che si trovava a Milano.
Gli versò le somme cercando di concordare le azioni da mettere in atto
«Lascia fare a me» rispose Mussolini.
Gli versò le somme cercando di concordare le azioni da mettere in atto
«Lascia fare a me» rispose Mussolini.
Sappiamo con certezza che quel contributo doveva servire, come servì, nel mobilitare in un certo modo l’opinione pubblica.
Quello che non conosciamo bene, e che i suoi avversi biografi saltano a piè pari, è il pensiero di Mussolini in quel periodo.
E’ Samuel Hoare a parlarne...
Quello che non conosciamo bene, e che i suoi avversi biografi saltano a piè pari, è il pensiero di Mussolini in quel periodo.
E’ Samuel Hoare a parlarne...
«Mussolini, dopo aver aiutato a portare l’Italia in guerra, era allora incerto da quale parte della barricata combattere.
Un piccolo tempestivo aiuto, avrebbe potuto conservarlo dalla nostra.»
E questo accadeva prima di Caporetto, quando Hoare era giunto in Italia.
Un piccolo tempestivo aiuto, avrebbe potuto conservarlo dalla nostra.»
E questo accadeva prima di Caporetto, quando Hoare era giunto in Italia.
E aveva chiesto informazioni su Mussolini al barone Francis Rennell Rodd, figlio dell'ambasciatore a Roma, James Rennell Rodd, addetto anche al Comando Inglese di stanza in Italia e alla terza Armata comandata dal duca d’Aosta.
In realtà in forza alla Military Intelligence
In realtà in forza alla Military Intelligence
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