Sono settantadue Johannes.
E’ inutile che continui a cercarlo, tanto il mio nome non c’è.
In fondo quello è stato solo uno dei tanti torti che ho subito.
E a dir la verità, nemmeno uno dei peggiori.
E’ inutile che continui a cercarlo, tanto il mio nome non c’è.
In fondo quello è stato solo uno dei tanti torti che ho subito.
E a dir la verità, nemmeno uno dei peggiori.
Chiamarsi Antoine-August Le Blanc e non poter frequentare l’Università.
Quello fu veramente uno schiaffo.
L’ennesimo rospo da ingoiare, uno dei tanti.
Sicuramente ha influito il periodo, ma è stata dura Johannes.
Vuoi che ti racconti qualcosa di me?
Quello fu veramente uno schiaffo.
L’ennesimo rospo da ingoiare, uno dei tanti.
Sicuramente ha influito il periodo, ma è stata dura Johannes.
Vuoi che ti racconti qualcosa di me?
Già. Quel 1789 fu qualcosa di molto importante per me. Una svolta per la mia vita.
Quell’anno infatti mi innamorai.
No, Johannes, non di un ragazzino, e nemmeno dello spirito rivoluzionario di quei giorni.
Innamorata folle, ma della matematica.
Quell’anno infatti mi innamorai.
No, Johannes, non di un ragazzino, e nemmeno dello spirito rivoluzionario di quei giorni.
Innamorata folle, ma della matematica.
Quel libro, “Storia della matematica” lo avevo trovato nella biblioteca di papà.
Tu Johannes hai raccontato di Siracusa e hai accennato alla morte di Archimede.
Io ne rimasi sconvolta.
Talmente concentrato su un problema geometrico da non sentire quel soldato romano?
Tu Johannes hai raccontato di Siracusa e hai accennato alla morte di Archimede.
Io ne rimasi sconvolta.
Talmente concentrato su un problema geometrico da non sentire quel soldato romano?
Io racconto e tu Johannes continui a cercare il mio nome.
Te l’ho detto, è inutile, non l’hanno messo.
Lo so, ti sembra incredibile.
Anche a me sembra incredibile, ma meglio continuare il racconto, che dici?
Lascia perdere, tanto ormai è tardi.
E poi non è così importante.
Te l’ho detto, è inutile, non l’hanno messo.
Lo so, ti sembra incredibile.
Anche a me sembra incredibile, ma meglio continuare il racconto, che dici?
Lascia perdere, tanto ormai è tardi.
E poi non è così importante.
Dove eravamo rimasti?
Sì, a quel libro sulla storia della matematica.
Fu amore a prima vista.
Un amore però contrastato fin da subito dai miei genitori.
Avevano in mente un altro futuro per me.
Di sicuro non la matematica.
Quindi il mio era un sogno da stroncare.
Sì, a quel libro sulla storia della matematica.
Fu amore a prima vista.
Un amore però contrastato fin da subito dai miei genitori.
Avevano in mente un altro futuro per me.
Di sicuro non la matematica.
Quindi il mio era un sogno da stroncare.
Fecero di tutto per impedirmi di studiare sui libri della biblioteca, arrivando persino a togliere la luce alla sera per costringermi ad andare a letto.
Io aspettavo che si addormentassero, poi di soppiatto andavo con luce e coperta in biblioteca a studiare.
Io aspettavo che si addormentassero, poi di soppiatto andavo con luce e coperta in biblioteca a studiare.
Anche allora mi ero firmata come Antoine-August Le Blanc, ma non si arrabbiò quando scoprì che ero una donna.
Anzi, divenne il mio mentore.
E neppure Gauss si scandalizzò.
Altri invece mi consigliarono di studiare la matematica “per donne”, quella senza formule.
Che teneri.
Anzi, divenne il mio mentore.
E neppure Gauss si scandalizzò.
Altri invece mi consigliarono di studiare la matematica “per donne”, quella senza formule.
Che teneri.
Ancora?
Ti ripeto Johannes che la storia dei settantadue nomi non mi ha pesato.
Mi ha infastidito di più l’impossibilità di incontrare i maschi per parlare di scienza.
Cosa proibita a noi donne.
Ti sembra normale?
E poi quel concorso del 1809.
Ti ripeto Johannes che la storia dei settantadue nomi non mi ha pesato.
Mi ha infastidito di più l’impossibilità di incontrare i maschi per parlare di scienza.
Cosa proibita a noi donne.
Ti sembra normale?
E poi quel concorso del 1809.
L'Accademia delle scienze francese lo aveva indetto per trovare una spiegazione matematica agli esperimenti del fisico Ernst Chladni sulle vibrazioni delle superfici elastiche.
Come premio una medaglia d'oro da 1 kg. messa in palio da Napoleone.
Come premio una medaglia d'oro da 1 kg. messa in palio da Napoleone.
Un concorso talmente difficile da avere pochissime iscrizioni.
In realtà solo una, la mia.
Alla fine presentai il mio lavoro.
Sul quale fecero mille appunti.
Quindi nessun vincitore.
O vincitrice in questo caso.
Non riuscii a vincere pur essendo l’unico partecipante.
In realtà solo una, la mia.
Alla fine presentai il mio lavoro.
Sul quale fecero mille appunti.
Quindi nessun vincitore.
O vincitrice in questo caso.
Non riuscii a vincere pur essendo l’unico partecipante.
Infatti chiamarono la soluzione “equazione differenziale di Lagrange”.
E io? Il mio nome? Sparito.
Eppure il mio lavoro era stato fondamentale.
Il fisico Poisson, giudice di quel concorso, non volle mai incontrarmi.
E io? Il mio nome? Sparito.
Eppure il mio lavoro era stato fondamentale.
Il fisico Poisson, giudice di quel concorso, non volle mai incontrarmi.
Il mio contributo più importante alla matematica?
La Memoria sulle vibrazioni delle piastre elastiche.
Non mi sono laureata, ma una laurea honoris causa l’ho avuta, grazie a Gauss, dall'università Georg-August di Gottinga.
Ma sono morta due anni prima della consegna.
La Memoria sulle vibrazioni delle piastre elastiche.
Non mi sono laureata, ma una laurea honoris causa l’ho avuta, grazie a Gauss, dall'università Georg-August di Gottinga.
Ma sono morta due anni prima della consegna.
E qui finisce la storia di Sophie Germain.
Ricordate la mia insistenza sui settantadue nomi? Facevo riferimento ai settantadue nomi fatti incidere sotto la balconata del primo piano della torre dall'ingegnere Gustave Eiffel in segno di riconoscimento per i loro studi.
Ricordate la mia insistenza sui settantadue nomi? Facevo riferimento ai settantadue nomi fatti incidere sotto la balconata del primo piano della torre dall'ingegnere Gustave Eiffel in segno di riconoscimento per i loro studi.
Sophie aveva ragione.
Non è stato il più grande torto.
Quello peggiore lo subì quando l’Ufficiale di Stato andò a casa sua a redigere il certificato di morte e si rifiutò di scrivere la professione di “fisico matematico”.
Una donna? Impossibile.
Scrisse “possidente terriera”
Non è stato il più grande torto.
Quello peggiore lo subì quando l’Ufficiale di Stato andò a casa sua a redigere il certificato di morte e si rifiutò di scrivere la professione di “fisico matematico”.
Una donna? Impossibile.
Scrisse “possidente terriera”
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