Johannes Bückler
Johannes Bückler

@JohannesBuckler

24 تغريدة 4 قراءة Mar 02, 2023
Thread n. 2
Nel precedente thread vi ho raccontato che c’erano molti settori che la Mafia Americana controllava.
Ma per gestire tutto questo mondo c’era bisogno di quella che oggi potremmo definire una società di servizi.
Per questo venne creata “L’Anonima Omicidi”.
Il braccio? Albert Anastasia. La mente? Joe Adonis. L’Anonima Omicidi” era una specie di invenzione strategica delle famiglie siciliane d'oltre Atlantico per commettere delitti senza incappare nelle indagini delle polizie statali.
Secondo la Commissione del Senatore Kefauver dal 1932 al 1941 l’Anonima Assassini eliminò oltre mille persone.
Uccise in modo esemplare per l'Anonima.
Strangolate, bruciate, calate in mare con i piedi imprigionati nel cemento, sfigurate con punteruoli rompighiaccio.
Joe Adonis comprende che può fare soldi con tutto, a cominciare dalla droga.
Ma non solo.
All’inizio degli anni Trenta la Ford di Detroit viene paralizzata da una serie di scioperi.
Tra cui gli autotrasportatori.
Nessuna auto può uscire dallo stabilimento per essere consegnata.
Joe Adonis va a parlare con i dirigenti della Ford e in pochi giorni tutti gli autotrasportatori vengono licenziati.
Le auto verranno consegnate dall’Automotive Conveying Company, una società creata ad hoc proprio da Joe Adonis.
In breve tutti gli scioperi rientrano.
Scoppia la guerra e Joe Adonis inizia ad aprire case da gioco in Florida.
I suoi guadagni raggiungono cifre vertiginose.
Ma nel 1951 finisce davanti alla Commissione del Senatore Kefauver che lo definisce "l'uomo più sinistro di tutti".
Lui sorride ad ogni domanda
Perché oppone la formula sacramentale ammessa dalla Costituzione Americana.
«Rifiuto di rispondere perché la domanda potrebbe incriminarmi».
Risponde ad una sola domanda riguardo il suo luogo di nascita.
E commette un errore.
Dice di essere nato a Pontiac, Stato del Michigan.
Invece è nato a Montemarano, in provincia di Avellino. E per questo si becca tre anni e un decreto di espulsione.
Arriverà a Genova nel 1956 sbarcando dal Conte Biancamano.
Una mazzetta data a un marinaio lo aiuta, uscendo da un oblò, a sfuggire ai giornalisti.
Vaga per un paio d’anni poi si stabilisce a Milano in un grandissimo appartamento in Via Albricci, protetto da due gorilla.
Mentre lui è in Italia le cose non si mettono bene al di là dell’oceano per il suo amicone Albert Anastasia. Impegnato a scalzare Frank Costello.
Cosa che vuole fare anche Vito Genovese.
E’ il 1957 e a Palermo si parla di questo.
Nel Grand Hotel et des Palmes ci sono i più grossi nomi della mafia italo-americana.
Intorno ad un tavolo in noce ci sono gli americans Joe Bananas, Frank Garofalo, John Bonventre, John Di Bella.
E poi Carmine Galante, Santo Sorge e Nick Gentile. Per gli italiani Vincenzo Rimi, Calcedonio Di Pisa, Giuseppe Genco Russo e un raffinatissimo quarantenne, Don Mimì La Fata.
Gli americans chiedono di rafforzare i legami con la mafia siciliana, indispensabile per la droga.
L’Italia è ormai il cuore operativo.
Per questo Albert Anastasia, il calabrese accusato di abuso di potere deve essere ucciso.
Il potere deve passare a Don Vito Genovese.
Detto fatto.
E’ il 25 ottobre 1957 quando Don Salvatore, il parroco fratello di Anastasia sente alla radio...
«Pochi minuti fa il famoso gangster Albert Anastasia è stato assassinato sulla poltrona da barbiere del Park Sheraton Hotel nella 57° strada di Broadway».
Joe Adonis alla notizia ostenta una calma apparente. A Milano fa una vita normale, tutto casa e spesa al supermercato.
La realtà è diversa.
Il crimine è sempre la sua più grande passione.
Ha scelto di vivere a Milano e non per caso.
Ha capito che il Nord Italia può essere una grande fonte di guadagno.
Soprattutto per una cosa che a Milano va per la maggiore.
Dagli Stati uniti fa arrivare tonnellate di droga.
Non solo.
Dal Sud Italia fa arrivare i ”migliori boss siciliani”. Arrivano Gerlando Alberti, Gaetano Badalamenti e Luciano Liggio
La droga invade la città.
Ma è tenuto sotto controllo dalla polizia.
Molte le intercettazioni.
Che scoprono un traffico di diamanti, e poi tangenti sulle scommesse sui cavalli, sulla protezione dei locali notturni.
Ma una cosa lascia basiti gli investigatori.
Joe Adonis, sta cercando di organizzare un controfestival di Sanremo.
Perché ormai tutto è controllato da Adonis.
Ed è per questo che viene condannato al soggiorno obbligato per tre anni a Serra De’ Conti, un comune alla periferia di Ancona.
Che raggiunge il 20 giugno 1971.
Ha quasi 69 anni, stanco e malato.
Non perde una messa, vuole lasciare un’immagine benevola di sé.
Il 23 novembre 1971 tre uomini vestiti di bianco oltrepassano un cancello guardato a vista da uomini armati.
E’ una villa alla periferia di Ancona.
Poco dopo escono con un uomo su una barella.
Lo caricano sull’ambulanza e poi via di corsa verso l’ospedale Lancisi.
Terminava così la vita di uno dei più grandi malviventi del secolo.
Joe Adonis, lo spietato creatore dell’Anonima Omicidi. L’uomo di cui la Commissione Kefauver scrisse che: «aveva le mani sporche di sangue come nessun altro gangster americano».
Terminava la sua vita in un letto d’ospedale, un raro privilegio dopo mezzo secolo di imprese criminose. Ucciso da un attacco cardiaco dopo tre giorni in terapia intensiva, assistito dalla sua segretaria. Rosemarie Bloche.
Bionda tedesca di 31 anni che parla sei lingue.
Le sue ultime parole?
Venerdì 26 novembre alle 16.45.
“Voglio il mio uomo” riferendosi al suo medico che lo aveva in cura a Milano.
La figlia Maria fece imbalsamare la salma e poi chiese di poterla trasferire negli Stati Uniti dove suo padre avrebbe voluto tornare da vivo.
Sua figlia Maria, un anno dopo la sua morte, parlerà di lui con Enzo Biagi in una intervista, raccontando di un papà meraviglioso, caritatevole e intelligente.
Un uomo che non diceva mai di no a nessuno.
E questa è la storia di Joe Adonis, che vantava un qualcosa di unico.
Quello di aver raggiunto i vertici delle cosche siculo-americane pur essendo originario della provincia di Avellino.
E vi assicuro che non era per niente facile.
Ma di Joe Adonis manca un particolare della sua vita in Italia.
Venuto alla luce su una bobina di una intercettazione telefonica del 1971.
Vi faccio una domanda.
Cos’hanno in comune Joe Adonis, “Il Padrino” di Francis Ford Coppola e il Festival di Sanremo?
A domani.

جاري تحميل الاقتراحات...