Johannes Bückler
Johannes Bückler

@JohannesBuckler

25 تغريدة 4 قراءة Mar 02, 2023
Thread n. 1
Nei precedenti thread vi ho raccontato di mafiosi americani di origini italiane ai quali veniva affidato un settore dell’Organizzazione.
C’era chi si occupava di droga, chi di prostituzione, chi di alcool durante il proibizionismo, chi delle scommesse clandestine.
C’erano molti altri settori che la Mafia Americana controllava.
Ma per gestire tutto questo mondo c’era bisogno di quella che oggi potremmo definire una società di servizi.
Nei thread precedenti ne avete sentito parlare. “L’Anonima Omicidi”.
Il servizio era indispensabile per permettere all’Organizzazione di fare affari senza intralci.
Il servizio che offriva, l’omicidio, era qualcosa di professionale.
Bastava pagare per ottenere un servizio completo. Anonima Omicidi e la colleghi subito ad Albert Anastasia.
In effetti fu lui a crearla.
Lui si occupava di estorsioni, di stupefacenti, pensando di entrare persino nella tratta delle bianche.
I prestiti a usura erano interessanti, ma troppa concorrenza.
Lui voleva qualcosa di unico, di speciale.
E un giorno ebbe la grande idea (per lui).
Tutti i settori del crimine avevano bisogno di uccidere qualcuno.
Fino ad allora sempre rischioso.
Gli assassini erano tutti pivelli.
Potevano sbagliare persona, o farsela sotto e correre a spifferare tutto alla polizia.
Bisognava creare un’organizzazione di professionisti.
Tariffe precise, discrezione, puntualità.
E così mise in piedi l’Anonima Omicidi.
E ricordate, anche Al Capone la utilizzava.
Per la cronaca Albert Anastasia addestrava personalmente i suoi uomini e amava uccidere personalmente.
Per questo era chiamato “il macellaio”.
Ricordate "Kid Twist" Reles che mentre stava spifferando tutto alla polizia cadde dal sesto piano di un Hotel?
Prima di morire fece in tempo a raccontare alla polizia chi era veramente Albert Anastasia.
Fece alla polizia il ritratto di un vero maniaco assassino.
“Albert uccide per il piacere di uccidere. Per ogni lavoretto usa una tecnica diversa, addestra personalmente i killer, ha il mito del delitto perfetto...".
In poche parole un pazzo maniaco omicida.
Ma non è di lui che vi voglio parlare.
Tanto avete già capito il personaggio.
Quella feroce organizzazione fu creata il 12 dicembre 1932 in un appartamento di Park Avenue a New York. Ma Anastasia non era solo.
C’erano altre persone, ma soprattutto lui, il suo socio e complice.
Anastasia era il braccio, lui era la mente.
Lui si chiamava Joe Adonis.
In realtà Giuseppe Antonio Doto emigrato illegalmente da Montemarano, un paese in provincia di Avellino.
Ha due anni quando arriva negli Stati Uniti.
Mentre suo padre cerca di portare a casa qualcosa per mangiare lui cresce per strada.
A 13 anni il primo incontro con la legge.
Un giudice lo convoca per interrogarlo su una ragazzina violentata e sfregiata da mozziconi di sigaretta.
Lui dice che era da un’altra parte.
Viene rilasciato, ma comprende due regole importanti. Mai lasciare tracce dietro di sé e avere sempre un alibi di ferro.
Diventa col tempo un giovane playboy.
Sempre elegantissimo, raffinato, di bell’aspetto.
Un piccolo gangster uscito da un film americano. Amato dalle ragazze.
Una di queste una sera gli dice: “ Sembri un Adone”.
E così, Giuseppe Antonio Doto diventa per tutti Joe Adonis.
Nel 1920 la svolta. Il proibizionismo.
Tutti i gangster lasciano i vecchi affari per buttarsi sul più redditizio traffico di alcoolici.
Lui non ha i mezzi per competere con loro.
Ci vogliono navi, camion, depositi.
C’è un solo modo.
Dalle coste di Long Island, dove approdano le imbarcazioni piene di scotch e cognac, partono file di camion per raggiungere i depositi.
Gli autisti guidano a luci spente, ma armati.
Per fermarli basta un’auto di traverso, una scarica di mitra e il saccheggio.
Lavorano così gli uomini di Joe Adonis.
In questi casi la malavita usava il termine “hiyacking”, cioè “rubare ai ladri”.
Vendere quei liquori a centinaia di spacci clandestini, dopo averli allungati con l’acqua, fruttano montagne di denaro.
Qualche dollaro finisce alla polizia.
Il boss più danneggiato da quelle sue incursioni si chiama Frankie Yale, una nostra vecchia conoscenza. Che prende la decisione di togliere di mezzo Joe Adonis.
Invece è Adonis a far fuori lui.
Cosa che gli permette di avviare un traffico di liquori in proprio.
Ma serve altro.
Un posto dove incontrare politici, uomini della polizia, magistrati.
Niente di meglio che un ristorante.
Nel cuore di Broadway apre L’Hurricane, un ristorante di lusso.
E’ lì che inizia a tessere la sua tela con uomini politici. E’ in gamba, un magistrale tessitore di amicizie.
E che amicizie
Quando chiede il permesso di installare delle slot machine, impiega un solo giorno per avere i permessi e un altro giorno per installarle nei suoi 15.000 bar.
Poi, perché non installare in tutta Brooklyn anche distributori automatici di sigarette?
Detto, fatto.
Peccato che le sigarette nei distributori siano tutte rubate.
In soli 3 anni un valore di 5 milioni di dollari.
Il suo regno si allarga a macchia d’olio.
Tutti i negozi, fruttivendoli, parrucchieri, bar, trattorie, e quant’altro, devono pagargli una tangente se vogliono lavorare.
Persino le prostitute devono versargli il 20% degli incassi, i macellai il 15% e i panettieri il 3% su ogni pane che vendono.
Questi poveracci non gli garantiscono solo soldi, ma voti, tanti voti.
Che durante le elezioni servono, eccome se servono.
In periodo elettorale Joe Adonis si trasforma in un vero benefattore.
Distribuisce dollari a ospedali, orfanotrofi, organizzazioni di beneficenza, famiglie bisognose, Spedisce loro verdura, frutta, carbone, polli.
Poi i suoi uomini passano casa per casa per indicare chi votare.
Diventa un uomo ricchissimo.
Compra una casa da sogno.
Anche con i soldi dei portuali.
Che non solo devono versargli una quota mensile, ma sono obbligati a farsi i capelli da tale barbiere, comprare vestiti in tale negozio, bere birra solo in determinati bar.
Presta soldi a tassi zero, per poi richiederli indietro con interessi del 30%.
Ci pensano i suoi uomini a riscuotere.
Controlla tutto.
Linee di navigazione, autotrasportatori, magazzinieri, tutto.
Può contare su Albert Anastasia, il suo braccio destro, pronto a uccidere chiunque
Come racconterà un suo uomo alla polizia, Abe Reles, uno dei più spettati uccisori di Anastasia, per il suo capo, uccidere un uomo era come uccidere un pollo.
Con uno così non fu difficile per Joe Adonis mettere insieme “l’Anonima Omicidi”.
Però centinaia di cadaveri, troppi, spingono i giovani boss a stabilire che le uccisioni devono essere amministrate nell’interesse generale.
Sarà un Consiglio Direttivo a decidere
I casi più importanti saranno affidati al tribunale mafioso “la Corte del Canguro”.
A domani.

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