Johannes Bückler
Johannes Bückler

@JohannesBuckler

22 تغريدة 1 قراءة Mar 02, 2023
Thread n. 3 Ultimo
Nei due thread precedente vi ho raccontato come e perché Joe Valachi ha deciso di raccontare davanti alla Commissione McClellan cos’è Cosa Nostra.
E’ il primo mafioso a denunciare pubblicamente l’Organizzazione.
Tanto, morire per morire.
E ho concluso con l’incontro di Joe Valachi con Vito Genovese rinchiusi nello stesso carcere.
E del bacio che Don Vito dà a Joe.
Valachi sa che quel bacio è la sua condanna a morte e fa una cosa che un soldato non deve mai fare al suo comandante.
Valachi continua a raccontare.
"Perso per perso ricambiai il bacio a Don Vito".
Uno sgarro che nessuno aveva mai fatto prima a un comandante.
Il primo.
Perché il secondo sarà la sua confessione davanti alla Commissione.
In Tv, davanti agli americani.
Ora lasciamo il racconto di Valachi per raccontare come questa confessione fu presa all’inizio dagli inquirenti e dai giornali.
Diciamo che si pensava fosse tutta un’invenzione. Qualcuno scrisse: “Sapete come è venuto fuori il termine "Cosa Nostra?”
Quando i poliziotti interrogavano il Valachi lui rispondeva sempre: “Sono vicende che non vi riguardano, è cosa nostra”.
Finché un giorno un agente scrisse nel verbale che l’imputato aveva detto che la mafia si chiamava Cosa Nostra.
E Valachi aveva firmato quel verbale.
E poi c’è una teoria. Prendetela per quello che è. Quando Valachi parla, ministro della giustizia è Bob Kennedy, fratello del Presidente.
E’ sua la crociata contro il crimine, mentre l’FBI di Herbert Hoover ritiene che l’unico crimine negli Usa è la presenza dei comunisti.
L’FBI fu costretta a inventarsi un capro espiatorio della mafia. E scelse Valachi.
Che in realtà non sapeva quasi niente.
Valachi era una persona molto ignorante, era sempre stato uno degli ultimi della mafia.
“E allora come faceva a sapere tutte quelle cose?” vi domanderete.
Perché l’FBI aveva tra le mani il memoriale di un vecchio mafioso, tale Nicola Gentile, detto "Nick".
Dove c’era tutto. Nomi, date, crimini.
Era bastato farlo imparare a memoria a Valachi in cambio di pochi anni di carcere.
E in effetti la sua confessione lasciava molti dubbi.
Ripeteva sempre le stesso cose, gli stessi avvenimenti, sempre con le stesse parole.
E poi era di una ignoranza abissale.
Quando il senatore della Iowa gli chiese che ramificazioni aveva la mafia a Des Moines, una città del suo Stato, lui rispose: “Non so, mai stato in Francia”.
Tornando a quella teoria, Joe Valachi aveva accettato di fare quella confessione imparata a memoria.
Aveva abboccato e inscenato davanti agli americani il più grande spettacolo del mondo.
Per i Kennedy una rielezione trionfale.
Che poi svanì a colpi di fucile e pistola.
Come finì Joe Valachi?
Nel nulla, come le speranze degli americani.
Finì col passare da un penitenziario all’altro.
Mentre un vecchio capitano di polizia ripeteva “Chi mai parlerà più ora, vedendo come trattiamo quelli che cantano”.
Insomma.
A Valachi nessuna concessione.
Tanto da cadere nella disperazione.
In carcere non mangiava con gli altri, rubando alla fine qualche avanzo di rancio per evitare di essere avvelenato.
La sua cella? La peggiore, il “buco”.
Di maggior isolamento.
Chiese di poter pubblicare le sue memorie.
Gli venne impedito.
La giustificazione? “Per non offendere gli italiani”.
E in quel momento che capisce.
Cosa Nostra è davvero onnipotente. E invincibile.
Lui che aveva sperato di poterla incrinare.
E’ talmente disperato che una mattina tenta di impiccarsi ad una doccia.
Ma pesa novanta chili.
Il tubo si rompe e crolla a terra.
Un secondino lo trova incosciente e sanguinante.
La "mela marcia" è ancora viva.
Joe Valachi passerà il resto dei suoi giorni nel penitenziario, malgrado abbia parlato rivelando i segreti di Cosa Nostra.
Malgrado le promesse della polizia.
Joe Valachi morì il 3 aprile 1971 nel penitenziario di La Tuna a El Paso, in Texas.
Il medico di guardia scrisse nel rapporto: “Morto per cause naturali. Crisi cardiaca”
Due anni prima era morto in carcere anche Don Vito Genovese.
Loro morti, Cosa Nostra ancora viva e vegeta.
E questa è la storia di Joe Valachi.
L’uomo che fece inorridire l’America con i suoi racconti.
L’uomo che davanti alle telecamere mise a nudo l’Organizzazione di Cosa Nostra.
Come reagì il Congresso?
Ammise l’esistenza di una delinquenza organizzata, con centrali in ogni stato.
A capo una sorta di gruppo dirigenziale internazionale, noto sotto il nome di “mafia” che aveva le sue ramificazioni sia in politica che in economia.
Per questo vennero votate alcune norme.
Come la protezione dei testimoni di giustizia e intercettazioni ambientali e telefoniche
Da usare nelle indagini contro la criminalità organizzata.
E poi il sequestro dei beni di provenienza illecita. Anche L'FBI iniziò con operazioni sotto copertura, infiltrando agenti nelle famiglie mafiose.
Che diedero vita ad alcune inchieste.
La più nota fu la Pizza Connection.
Coordinata dall’FBI e da Giovanni Falcone sul traffico di droga tra USA e Sicilia.
Secondo Robert Kennedy le rivelazioni di Joseph Valachi aiutarono, “come non mai in precedenza, a capire come funzionano le operazioni della mafia…”
Eppure la sociologia americana ne negò persino l'esistenza.
Quell’Organizzazione verticale e strutturata descritta da Valachi era «un’invenzione paranoide dell’autorità e del potere Wasp».
Un sociologo paragonò la mafia a Dio.
Per credere alla sua esistenza, serviva la fede.
E In Italia?
La Commissione antimafia ci avvisa continuamente di quanto siano pericolose e presenti le diverse organizzazioni criminali in Italia.
Cosa Nostra, la Camorra, la Sacra Corona Unita, e la ‘Ndrangheta, ritenuta oggi in Italia l’associazione mafiosa più pericolosa.
Talmente pericolosa che si è “infiltrata nei gangli vitali dello Stato grazie ad un rapporto con gli uomini delle istituzioni”.
Eppure, come per tutte le altre mafie, ignorata dai politici.
Per loro è come se non esistesse. Soprattutto al nord.
E un motivo, ci sarà pure.
Fine

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