Stricnina nel cibo, e per questo non mangia.
Poi c’è la bastonatura mortale nella doccia, il luogo scelto per queste esecuzioni.
E poi una pugnalata occasionale nel corso di una rissa.
Niente cibo quindi e niente docce per lui.
Ha paura, è nervoso, convinto che tra poco impazzirà
Poi c’è la bastonatura mortale nella doccia, il luogo scelto per queste esecuzioni.
E poi una pugnalata occasionale nel corso di una rissa.
Niente cibo quindi e niente docce per lui.
Ha paura, è nervoso, convinto che tra poco impazzirà
Lo vede avvicinarsi.
Deve preparare una difesa.
L’unica sua speranza è colpire per primo.
L’altro si avvicina, è sicuramente Joe Beck.
A terra vede un pezzo di tubo di ferro di mezzo metro. Lo afferra e attende l’uomo che si avvicina.
“Hello Joe, come va?” si sente domandare.
Deve preparare una difesa.
L’unica sua speranza è colpire per primo.
L’altro si avvicina, è sicuramente Joe Beck.
A terra vede un pezzo di tubo di ferro di mezzo metro. Lo afferra e attende l’uomo che si avvicina.
“Hello Joe, come va?” si sente domandare.
E lui colpisce con forza.
Uno, due, dieci volte sulla testa di quel carcerato.
Gli sfonda il cervello, fino a quando tutto diventa poltiglia.
Arriva un poliziotto di corsa.
Vede la scena ed esclama: “Sei impazzito?"
Si lascia trascinare come un automa dal direttore del carcere.
Uno, due, dieci volte sulla testa di quel carcerato.
Gli sfonda il cervello, fino a quando tutto diventa poltiglia.
Arriva un poliziotto di corsa.
Vede la scena ed esclama: “Sei impazzito?"
Si lascia trascinare come un automa dal direttore del carcere.
Il direttore gli mostra una foto.
«Lo conosci?». «Mai visto» risponde l’uomo.
«Questo è il povero disgraziato che hai appena ucciso».
Quell’uomo non è Joe Beck, l’uomo che doveva ucciderlo.
«Dunque non è Joe Beck?»
No, lui ha appena ucciso uno che non c’entrava niente.
«Lo conosci?». «Mai visto» risponde l’uomo.
«Questo è il povero disgraziato che hai appena ucciso».
Quell’uomo non è Joe Beck, l’uomo che doveva ucciderlo.
«Dunque non è Joe Beck?»
No, lui ha appena ucciso uno che non c’entrava niente.
La condanna di quindici anni viene trasformata in ergastolo.
Ora ne è certo.
E’ comunque condannato a morte.
Ha sessant’anni.
E’ tempo di parlare, di raccontare cos'è la mafia americana.
Sarà il primo mafioso a denunciare pubblicamente l’Organizzazione.
Tanto, morire per morire.
Ora ne è certo.
E’ comunque condannato a morte.
Ha sessant’anni.
E’ tempo di parlare, di raccontare cos'è la mafia americana.
Sarà il primo mafioso a denunciare pubblicamente l’Organizzazione.
Tanto, morire per morire.
Quando Joe Valachi entrava in aula era scortato e circondato da venti poliziotti che gli facevano da scudo.
I suoi capelli bianchissimi erano colorati di rosso, perché il bianco poteva essere un facile bersaglio per un colpo di pistola.
La voce rauca e un inglese pessimo.
I suoi capelli bianchissimi erano colorati di rosso, perché il bianco poteva essere un facile bersaglio per un colpo di pistola.
La voce rauca e un inglese pessimo.
Un accento terribile.
Eppure era nato e aveva sempre vissuto negli Stati Uniti.
Dopo alcune udienze i senatori furono costretti a creare una specie di “glossario” della mafia.
Un editore prese la palla al balzo e pubblicò qualche decina di migliaia di copie di quel glossario.
Eppure era nato e aveva sempre vissuto negli Stati Uniti.
Dopo alcune udienze i senatori furono costretti a creare una specie di “glossario” della mafia.
Un editore prese la palla al balzo e pubblicò qualche decina di migliaia di copie di quel glossario.
Joe Valachi ripeteva sorridendo: “Ho fatto i miei studi a Sing Sing, dovete capirmi”.
L’America si spaccò in due, come accade sempre in questi casi.
Chi era Joe Valachi?
Un mitomane o un giustiziere?
Un grande criminale o solo un informatore della polizia”.
L’America si spaccò in due, come accade sempre in questi casi.
Chi era Joe Valachi?
Un mitomane o un giustiziere?
Un grande criminale o solo un informatore della polizia”.
E’ nato in una famiglia di matti e alcoolizzati.
Il dottor Harry Lipton di lui scrive: “E’ responsabile dei suoi atti; ha buona memoria, ma va soggetto a crisi di paranoia”.
Joe è nato il 22 settembre 1904, a East Harlem.
Ha origini napoletane, italiano quindi.
Il dottor Harry Lipton di lui scrive: “E’ responsabile dei suoi atti; ha buona memoria, ma va soggetto a crisi di paranoia”.
Joe è nato il 22 settembre 1904, a East Harlem.
Ha origini napoletane, italiano quindi.
Per gli americani, nella loro scala etnica, un gradino più del nero.
E’ vero, le scuole a Sing Sing dice, ma il suo vero maestro è stato Vollero, un gangster italo-americano. Napoletano pure lui che gli spiegò: “ Noi napoletani dobbiamo guardarci soprattutto da una specie umana”.
E’ vero, le scuole a Sing Sing dice, ma il suo vero maestro è stato Vollero, un gangster italo-americano. Napoletano pure lui che gli spiegò: “ Noi napoletani dobbiamo guardarci soprattutto da una specie umana”.
“I siciliani. Quindi non fidarti mai di loro”.
La sua vita per oltre trent’anni l’ha vissuta in mezzo a banditi di ogni calibro con una carriera di assassinii su commissione.
E poi sale da gioco, puntate sui cavalli e piccole rapine.
E poi lo sfruttamento della prostituzione.
La sua vita per oltre trent’anni l’ha vissuta in mezzo a banditi di ogni calibro con una carriera di assassinii su commissione.
E poi sale da gioco, puntate sui cavalli e piccole rapine.
E poi lo sfruttamento della prostituzione.
Lui e i suoi vestiti pieni di sugo di spaghetti.
Circondato da puledri come Lucky Luciano, Vito Genovese, Joe Doto Adonis e Francesco Castiglia detto Frank Costello.
Sono minacciati da un clan di siciliani, i “Castellammaresi”, da Castellammare del Golfo in provincia di Trapani.
Circondato da puledri come Lucky Luciano, Vito Genovese, Joe Doto Adonis e Francesco Castiglia detto Frank Costello.
Sono minacciati da un clan di siciliani, i “Castellammaresi”, da Castellammare del Golfo in provincia di Trapani.
Che Joe Valachi entra a far parte di Cosa Nostra. L’America ascolta il racconto come incantata.
Altro che film gialli.
Joe Valachi racconta la sua iniziazione.
E’ stato portato a un centinaio di chilometri da New York in una casa coloniale.
C’è un tavolo grandissimo.
Altro che film gialli.
Joe Valachi racconta la sua iniziazione.
E’ stato portato a un centinaio di chilometri da New York in una casa coloniale.
C’è un tavolo grandissimo.
Intorno ci sono quaranta castellammaresi.
I più importanti.
Da The Dita Brown Lucchese a Joe Profaci, da Joseph Bonanno a Dominck “Lo Squarcio” Petrilli.
A capotavola il padrino, Don Salvatore Maranzano. Nelle mani tiene una pistola P38 e un coltello.
I più importanti.
Da The Dita Brown Lucchese a Joe Profaci, da Joseph Bonanno a Dominck “Lo Squarcio” Petrilli.
A capotavola il padrino, Don Salvatore Maranzano. Nelle mani tiene una pistola P38 e un coltello.
Pronuncia una formula in un italiano maccheronico. “Ciò significa che di pistola e coltello campi, e di pistola e coltello muori”.
Poi chiede a Valachi di mettere le mani a coppa sui cui il padrino mette un figlio di carta dandogli fuoco.
Deve ripetere la formula di rito.
Poi chiede a Valachi di mettere le mani a coppa sui cui il padrino mette un figlio di carta dandogli fuoco.
Deve ripetere la formula di rito.
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