Johannes Bückler
Johannes Bückler

@JohannesBuckler

16 تغريدة Mar 02, 2023
Mi chiamavano “la strega di Wall Street”.
Una storia vecchia.
Condividevo con mia sorella Tennessee doti di chiaroveggenza.
Presunte, certo.
Ma forse non era nemmeno quello il motivo.
Forse era per il fatto che grazie al magnate Vanderbilt eravamo diventate agenti di borsa.
Avete presente la condizione delle donne nel 1869? Nelle famiglie le donne erano recluse.
Non avevano diritto alla proprietà né potevano decidere dei propri figli.
E noi riuscimmo ad aprire la prima società femminile di agenti di borsa di Wall Street, la "Woodhull, Claflin & Co"
Un breve riassunto della mia vita.
Mi chiamo Victoria Claflin Woodhull.
Mi sono sposata due volte.
La prima a 15 anni con un medico, Canning Woodhull.
Due figli e poi la separazione.
Potevo sopportare il suo alcolismo, ma tutte quelle relazioni extraconiugali proprio no.
Dopo qualche anno sposai il colonnello James Harvey Blood.
Fu grazie a lui, che mi appoggiò sempre, che divenni una delle donne più celebri degli Stati Uniti.
Una donna che si interessò di riforme sociali e di diritto di voto alle donne.
Ricordate che mi chiamavano strega per essere diventata la prima donna agente di Borsa?
Non fu niente a confronto di quello che scatenai negli anni successivi.
Per prima cosa la pubblicazione del primo numero di una rivista settimanale.
“Woodhull and Claflin Weekly”.
Si occupava di argomenti come l'eguaglianza sessuale, l'amore libero, l'educazione sessuale, l'occupazione femminile e il diritto di voto.
Nel 1870.
“Per noi donne il matrimonio è una prigione. Ci rende dipendenti economicamente e schiave sessuali”.
Apriti cielo.
Non solo.
Oltre a temi come il libero amore e l'educazione sessuale, per sei anni denunciamo scandali e truffe finanziarie.
Alle conferenze le donne si alzavano in piedi ad applaudirmi. Mi gettavano fiori.
Volevano la mia presenza.
Gli uomini proibivano alle loro mogli di partecipare alle mie conferenze.
Per loro ero la “sgualdrina incantatrice”, l’inquietante “strega” che predicava “libertà sessuale”
Gli uomini mi odiavano.
Ma io andai oltre.
Nello stesso anno il New York Herald andò in stampa con la “Dichiarazione di Victoria Woodhull” in prima pagina.
La mia dichiarazione.
Già, avete letto bene.
Lo so, la mia fu solo una provocazione.
Lo feci per denunciare pubblicamente le ingiustizie subite da noi donne.
Non sarei mai potuta diventare Presidente.
Poi le donne non avevano il diritto di voto.
Come andò la campagna elettorale?
A quei tempi una suffragetta non perdeva occasione di attaccarmi per i miei controversi principi morali.
Si chiamava Harriet Beecher-Stowe.
Sì proprio lei, quella che ha scritto "La capanna dello Zio Tom", sorella del pastore Henry Ward Beecher
Per ripicca denunciai il pastore e la sua relazione con una parrocchiana.
Mi arrestarono.
A pochi giorni dalle votazioni presidenziali.
Una vera censura per impedirmi di portare avanti la campagna elettorale.
“Purtroppo non raccolse nemmeno un voto” recita Wikipedia. Non è vero.
Presi qualche voto, ma non furono conteggiati.
Comunque non mi persi d’animo.
Provai di nuovo a ricandidarmi per la presidenza nel 1884 e 1892, sostenuta da associazioni suffragiste.
Con lo stesso esito.
Come andò a finire?
Che mi scocciai.
Andai in Inghilterra e sposai, nel 1883, il banchiere John Biddulph Martin.
Dopo la morte di mio marito nel 1901, mi ritirai in campagna.
Dove morii nel 1927.
Ora conoscete la mia storia.
Io, Victoria Woodhull , broker, editrice, detta la “sgualdrina incantatrice” e l’inquietante “strega” che osava predicare la “libertà sessuale”.
E la prima donna candidata alla Casa Bianca.
Lo dico e lo ripeto. La prima. Capito?
Nel 1920 negli Stati Uniti fu riconosciuto il diritto di voto alle donne.
Victoria Claflin Woodhull si era trasferita da tempo in Inghilterra.
Non poté mai esercitare quel diritto, per cui tanto aveva lottato.

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