Johannes Bückler
Johannes Bückler

@JohannesBuckler

25 تغريدة Mar 02, 2023
Thread n. 9
Come raccontato nel finale del thread n. 8, qualcosa sta per cambiare a New York.
Thomas E. Dewey, ricco repubblicano, vuole diventare Governatore dello stato di New York, il primo gradino verso la Casa Bianca.
C’è solo un modo per convincere gli elettori.
Il primo punto della sua campagna elettorale sarà la lotta alla malavita.
Soprattutto contro Lucky Luciano.
Gli scatena contro la radio, cinegiornali e i giornali, che sono tutti dalla sua parte.
E l’aria a New York per Luciano e per i suoi uomini inizia a diventare irrespirabile
E’ meglio andarsene.
Il primo è Vito Genovese, alter ego di Luciano.
Inizia a trasferire milioni di dollari sul conto di una banca svizzera.
Chiude in una valigia 750.000 dollari e parte per una lunga vacanza in Italia.
Lucky Luciano invece preferisce trasferirsi a Miami.
Thomas E. Dewey non si ferma.
La polizia inizia ad arrestare a New York decine di prostitute, sfruttatori, mazzieri.
Racconta ai suoi elettori che è riuscito a far scappare Lucky Luciano e che ora provocherà il crollo di tutta l'Organizzazione.
Promette tutte le immunità possibili agli arrestati se gli forniranno le prove per arrestare Lucky Luciano.
Ma nessuno dell’Organizzazione parla.
Luciano non è per niente preoccupato.
Tanto da trasferirsi nella stessa località termale frequentata da Roosevelt.
Ma Thomas E. Dewey non si arrende e lo accusa di aver fatto prostituire 62 donne.
La polizia arresta Lucky Luciano.
Il processo punta solo su un’accusa: lo sfruttamento della prostituzione.
Niente altro.
Niente omicidi, niente estorsioni con minacce, niente traffico di droga.
Durante il processo nessuno nomina la mafia, il Sindacato, l’Organizzazione.
Malgrado questo, il 5 giugno 1936, Lucky Salvatore Lucania viene condannato a cinquant'anni di lavori forzati.
Da scontarsi nel penitenziario di Dannemora.
Lui, “il peggior criminale apparso in un’aula di tribunale”.
Luciano accetta senza reagire.
Entra in penitenziario dove non farà nemmeno un giorno di lavori forzati.
Pasto ottimo, cella comoda, con radio e giornali freschi di stampa.
E da lì continua a dirigere i suoi affari.
Tramite Genovese e Costello.
Dopo anni di "vacanza" in Italia Vito Genovese tornerà a New York per riprendere in mano l’Organizzazione. Che ha continuato a correre su binari perfettamente oliati.
Luciano resta in carcere fino al 1946, quando verrà graziato per“meriti di guerra”.
Verrà poi rispedito in Italia, perché a differenza di Al Capone, lui si è sempre dichiarato italiano con in tasca un passaporto italiano.
Graziato per meriti di guerra?
Che significa?
Lucky Luciano nel 1943 è in carcere,
Vito Genovese in Italia.
Di quali meriti stiamo parlando?
Iniziamo col dire che Vito Genovese, arrivato in Italia nel 1937, è tenuto in buona considerazione dal regime fascista.
Con i fascisti va molto d’accordo, anche perché molti di loro fanno parte dell’Organizzazione.
A lui interessa solo fare soldi.
Nient’altro.
Qualcuno ha fatto parte anche dell’Unione Siciliana di Frank Yale, poi diventata Unione Italo Americana.
Per poi dare vita al “Progresso Italo Americano”.
Vito Genovese sa perfettamente che con i fascisti si possono fare buoni affari.
Genovese è arrivato in Italia con la moglie Anna Petillo, una miriade di bauli e 750.000 dollari in tasca.
Con una lettera di presentazione firmata da Frank Costello.
Don Vitone, così lo chiamano, sbarca a Napoli e prende dimora a Nola e fa amicizia con i fascisti locali.
Si reca a Roma per sfruttare la lettera di presentazione di Costello.
Incontra i pezzi grossi del fascismo, dopo aver assicurato soldi per la costruzione della casa del fascio a Nola.
Le lodi al fascismo si sprecano.
Si vanta di aver aiutato in America i suoi connazionali.
Mussolini per premiarlo dell’opera di “Italianità” gli conferisce la commenda della Corona D’Italia, affidandogli incarichi bancari.
Ma in America c’è qualcuno che può rovinargli la festa. Si chiama Carlo Tresca e fa il giornalista.
Convinto antifascista scopre chi è Genovese.
Tresca lotta contro il fascismo e contro quel mafioso.
Vito Genovese è in Italia, ma ha molti amici a New York.
Come Carmine Galante.
Carlo Tresca viene ritrovato cadavere in una strada di Manhattan.
E la polizia? Che volete.
Un poliziotto guadagna un terzo di un impiegato.
Due terzi di un elettricista.
Se arriva qualche soldo per non vedere e per non sentire è tutto oro che cola.
La provenienza di quei soldi ha poca importanza. Genovese ora è tranquillo, ma ad un tratto tutto sembra cambiare.
Scoppia la guerra.
Lui continua comunque i suoi affari.
Nel carcere Lucky Luciano morde il freno.
E’ dentro da troppo tempo ormai.
Gestisce lo stesso i suoi affari, ma qualcuno potrebbe pensare di spodestarlo.
Inizia ad aizzare i portuali per chiedere la sua liberazione.
Loro minacciano scioperi e agitazioni.
E poi accade il peggio.
Il transatlantico Normandie prende fuoco e non per cause accidentali.
Altre navi potrebbero prendere fuoco senza una revisione del processo a Luciano.
A controllare quel “fronte del porto” sono i fratelli Anastasia.
Iniziano a sparire interi carichi di merci.
E qualcuno inizia a pensare che forse la condanna a Lucky Luciano è stata troppo severa.
Poi nel 1942 un fatto nuovo.
Quando gli americani cominciano a chiedersi chi possa rifornire di carburante quei sottomarini tedeschi che arrivano nei pressi delle coste americane.
Oltre alla loro autonomia, facendo strage di mercantili americani.
C’è sicuramente qualcuno che vende del carburante ai tedeschi.
I servizi segreti pensano che solo un uomo lo può sapere.
E' Giuseppe Lanza, detto Joe Sock, che controlla il mercato del pesce.
E’ il giudice Murrey Gurfein a mettersi in contatto.
Lui dichiara di non sapere niente, ma dice che solo una persona al mondo lo può sapere.
E soprattutto, mettere le cose a posto.
Il suo nome?
Lucky Luciano, sempre lui.
Già, ma quel Luciano è in galera.
Che fare?
Non è possibile nessun contatto con un mafioso condannato.
Ma i mercantili continuano ad andare a fondo.
Allora il comandante del Naval Intelligence prende la decisione.
Due alti ufficiali della marina si recano dall’avvocato di Luciano, Moses Polakoff.
Con una domanda.
Lucky Luciano sarebbe disposto a collaborare? Luciano viene informato.
Lui tergiversa e nel frattempo si fa trasferire in un campo di lavoro.
Può essere di aiuto, certo, ma vuole una revisione del processo.
Ottiene anche che venga annunciato pubblicamente. Non si sa mai.
Grazie a Luciano, una settimana dopo la polizia arresta chi rifornisce di carburante i tedeschi.
Ma gli americani hanno un altro problema.
Stanno preparando lo sbarco in Sicilia.
E' necessario trovare un terreno non ostile, roba da veri liberatori.
E chi meglio di lui?
A domani.

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