Al Capone, presente durante il controllo, iniziò ad irritarsi, a dare in escandescenze e davanti ad un agente e a sette testimoni urlò sette parole che mai avrebbe dovuto pronunciare davanti al fisco: «io sono il proprietario di questo posto!».
Fu così che venne incriminato.
Fu così che venne incriminato.
Il Gran Giurì accertò un reddito di un milione e 38.655 dollari con un imponibile di 219.260 dollari.
Lo accusò inoltre di 5.000 reati per violazione del Volstead Act di cui 4.000 solo per trasporto illegale di birra.
Al Capone aveva una sua convinzione sul fisco americano.
Lo accusò inoltre di 5.000 reati per violazione del Volstead Act di cui 4.000 solo per trasporto illegale di birra.
Al Capone aveva una sua convinzione sul fisco americano.
Fortunatamente una soffiata salvò entrambi, che vennero nascosti in una località segreta.
Visto che aveva fallito con le pistole, ricorse alle bustarelle, ma quando l’intermediario si presentò negli uffici del Fisco con un milione e mezzo di dollari, venne cacciato a calci.
Visto che aveva fallito con le pistole, ricorse alle bustarelle, ma quando l’intermediario si presentò negli uffici del Fisco con un milione e mezzo di dollari, venne cacciato a calci.
La pena?
Undici anni di carcere, 50.000 dollari di multa e 30.0000 dollari per le spese processuali.
Il giudice gli negò la libertà su cauzione, chiedendo allo sceriffo di trasferire immediatamente l’imputato al carcere di Leavenworth.
Al Capone quasi svenne.
Undici anni di carcere, 50.000 dollari di multa e 30.0000 dollari per le spese processuali.
Il giudice gli negò la libertà su cauzione, chiedendo allo sceriffo di trasferire immediatamente l’imputato al carcere di Leavenworth.
Al Capone quasi svenne.
Al Capone alla fine fu trasferito ad Alcatraz che lui in pratica inaugurò insieme ad una quarantina di altri detenuti.
Contrariamente a quanto previsto Al Capone fu un “galeotto modello”.
Mai cercò di imporre il proprio potere o il proprio carisma.
Contrariamente a quanto previsto Al Capone fu un “galeotto modello”.
Mai cercò di imporre il proprio potere o il proprio carisma.
Mai uno sciopero, mai un ammutinamento, tanto che venne colpito e ferito parecchie volte.
La mattina del 5 febbraio 1938, mentre andava in mensa, venne colto da malore, vomitò e svenne.
La notizia fece il giro del mondo.
“Al Capone sta morendo”.
La mattina del 5 febbraio 1938, mentre andava in mensa, venne colto da malore, vomitò e svenne.
La notizia fece il giro del mondo.
“Al Capone sta morendo”.
In realtà Al Capone stava morendo, ma piano, molto lentamente.
Gli venne diagnosticata una disfunzione del sistema nervoso centrale, caratteristica della sifilide allo stato terziario.
Aveva contratto quella malattia venerea tredici anni prima in una casa di piacere.
Gli venne diagnosticata una disfunzione del sistema nervoso centrale, caratteristica della sifilide allo stato terziario.
Aveva contratto quella malattia venerea tredici anni prima in una casa di piacere.
Grazie allo stato di salute e alla buona condotta, la pena gli venne ridotta.
Uscì dal carcere il 19 novembre 1939 partendo con la famiglia per Miami.
Il proibizionismo non esisteva più e lui non cercò di riprendere in mano i suoi affari a Chicago.
Finì così la sua carriera.
Uscì dal carcere il 19 novembre 1939 partendo con la famiglia per Miami.
Il proibizionismo non esisteva più e lui non cercò di riprendere in mano i suoi affari a Chicago.
Finì così la sua carriera.
Ai giornalisti presenti ribadì per l’ultima volta che lui non era italiano, ma americano al cento per cento. Che lui non era uno straniero e che avrebbe aiutato l’America impegnata nello sforzo bellico.
Il 19 gennaio 1947 ebbe un’emorragia cerebrale.
Il 19 gennaio 1947 ebbe un’emorragia cerebrale.
Così morì Al Capone.
Uno dei pochissimi gangster a morire nel proprio letto. Sopravvissuto a tre Presidenti, a quattro capi della polizia, a due amministrazioni comunali di Chicago, a tre Procuratori, a centinaia di agenti federali e a decine di inchieste e crociate varie.
Uno dei pochissimi gangster a morire nel proprio letto. Sopravvissuto a tre Presidenti, a quattro capi della polizia, a due amministrazioni comunali di Chicago, a tre Procuratori, a centinaia di agenti federali e a decine di inchieste e crociate varie.
Abbiamo parlato di Chicago e del suo “padrone”, Al Capone.
Ma non possiamo tralasciare di raccontare anche quello che accadeva nel frattempo a New York.
E’ il 15 aprile 1931, quando due persone si siedono a mangiare il pesce al ristorante Scarpato’s a New York.
Ma non possiamo tralasciare di raccontare anche quello che accadeva nel frattempo a New York.
E’ il 15 aprile 1931, quando due persone si siedono a mangiare il pesce al ristorante Scarpato’s a New York.
La zona divisa tra cinque famiglie.
I nuovi cinque capi sono Joe Profaci, Joseph Bonanno, Tom Gagliano, Vincenzo Mangano (tutti della famiglia Maranzano) e lui, Charles Luciano.
La festa durò 70 ore e alla fine i capi se ne andarono lasciando ai boss una piccola offerta.
I nuovi cinque capi sono Joe Profaci, Joseph Bonanno, Tom Gagliano, Vincenzo Mangano (tutti della famiglia Maranzano) e lui, Charles Luciano.
La festa durò 70 ore e alla fine i capi se ne andarono lasciando ai boss una piccola offerta.
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