Continuano a ripetermi di stare calmo, di non agitarmi, ma vorrei vedere loro al mio posto.
Devo sposarmi tra un mese, ho un sacco di cose da preparare, tra cui tutti i documenti e poi ci sono gli ultimi acquisti da fare.
Parlano di un omicidio.
Cosa c’entro io con un omicidio?
Devo sposarmi tra un mese, ho un sacco di cose da preparare, tra cui tutti i documenti e poi ci sono gli ultimi acquisti da fare.
Parlano di un omicidio.
Cosa c’entro io con un omicidio?
Tutto ha inizio il 24 febbraio 1958.
Fa freddo, quando alla redazione de “La Stampa”, arriva una strana telefonata.
La voce dice poche parole: “Ho ucciso un uomo sulla via di Po”.
Per poi riagganciare.
Il giornale riceve centinaia di telefonate al giorno e nessuno si preoccupa.
Fa freddo, quando alla redazione de “La Stampa”, arriva una strana telefonata.
La voce dice poche parole: “Ho ucciso un uomo sulla via di Po”.
Per poi riagganciare.
Il giornale riceve centinaia di telefonate al giorno e nessuno si preoccupa.
Le ultime righe parlano chiaro.
E' nascosto il luogo dove è stato commesso il delitto. La polizia impiega poco a scoprirlo.
Dall’altra parte della città un dirigente della Fiat è preoccupato. Un loro operaio non si fa vedere al lavoro da dieci giorni.
Decide di recarsi dove abita
E' nascosto il luogo dove è stato commesso il delitto. La polizia impiega poco a scoprirlo.
Dall’altra parte della città un dirigente della Fiat è preoccupato. Un loro operaio non si fa vedere al lavoro da dieci giorni.
Decide di recarsi dove abita
Mario lo avevo conosciuto durante il servizio militare. Come accade a molti.
Quella foto era stata scattata dalla mia fidanzata a casa mia, quando era venuto a trovarmi a Bergamo.
Era bastata quella fotografia per farmi arrestare con l’accusa di omicidio?
Del suo omicidio? No.
Quella foto era stata scattata dalla mia fidanzata a casa mia, quando era venuto a trovarmi a Bergamo.
Era bastata quella fotografia per farmi arrestare con l’accusa di omicidio?
Del suo omicidio? No.
C’erano altre prove.
Oltre alla foto, la frase sulla lettera “eravamo molto amici” e “Poi lui mi tradì come fossi un cane”, sommate a un barattolo di vasellina sulla scena del crimine dimostrava un “affetto anomalo” tra me e la vittima.
E finire in carcere era stato un attimo.
Oltre alla foto, la frase sulla lettera “eravamo molto amici” e “Poi lui mi tradì come fossi un cane”, sommate a un barattolo di vasellina sulla scena del crimine dimostrava un “affetto anomalo” tra me e la vittima.
E finire in carcere era stato un attimo.
E altre robe di questo tipo.
Dopo altre numerose lettere Diabolich non si fece più vivo.
Ma piano piano, come sempre accade in questi casi, la paura passò e il delitto di via Fontanesi venne dimenticato.
La polizia si arrese e quell’omicidio restò, ed è a tutt’oggi, impunito.
Dopo altre numerose lettere Diabolich non si fece più vivo.
Ma piano piano, come sempre accade in questi casi, la paura passò e il delitto di via Fontanesi venne dimenticato.
La polizia si arrese e quell’omicidio restò, ed è a tutt’oggi, impunito.
Di più.
Era rincasato a Bergamo e alle 17 si era recato a far visita alla sua fidanzata per parlare degli ultimi dettagli del matrimonio.
E allora perché fu tenuto in carcere malgrado il suo alibi reggesse?
Si chiama “pressione dell’opinione pubblica”.
O dategli voi un nome.
Era rincasato a Bergamo e alle 17 si era recato a far visita alla sua fidanzata per parlare degli ultimi dettagli del matrimonio.
E allora perché fu tenuto in carcere malgrado il suo alibi reggesse?
Si chiama “pressione dell’opinione pubblica”.
O dategli voi un nome.
A Torino si era creata in vera psicosi intorno al fantomatico Diabolich, intorno alla figura di un assassino misterioso.
Era necessario trovare un colpevole.
Ad ogni costo.
Il Cugini aveva quello che mancava per montare una storia appetibile.
Con lui c’era praticamente tutto.
Era necessario trovare un colpevole.
Ad ogni costo.
Il Cugini aveva quello che mancava per montare una storia appetibile.
Con lui c’era praticamente tutto.
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