Ci sono date che è impossibile dimenticare.
Per esempio il 19 luglio, una settimana fa.
In quel giorno, nel 1992, la morte di Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta.
Poi ci sono date spesso dimenticate, come oggi, 26 luglio.
Per esempio il 19 luglio, una settimana fa.
In quel giorno, nel 1992, la morte di Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta.
Poi ci sono date spesso dimenticate, come oggi, 26 luglio.
Una data impossibile da dimenticare.
Un fardello insopportabile che scuote ancora la coscienza di tutti i cittadini per quelle vittime innocenti.
Voi vi ricordate di sei vittime di quella strage.
Non furono solo sei, ma sette.
Come lo so?
Perché la settima vittima sono io.
Un fardello insopportabile che scuote ancora la coscienza di tutti i cittadini per quelle vittime innocenti.
Voi vi ricordate di sei vittime di quella strage.
Non furono solo sei, ma sette.
Come lo so?
Perché la settima vittima sono io.
Avevo undici anni quel giorno del 1985 quando persi papà Vito ucciso in un agguato tra mafiosi.
Dopo la sua morte mi legai molto a mio fratello Nicola.
Da lui, anch'egli mafioso, raccolsi le più intime confidenze sugli affari e sulle dinamiche mafiose a Partanna e dintorni.
Dopo la sua morte mi legai molto a mio fratello Nicola.
Da lui, anch'egli mafioso, raccolsi le più intime confidenze sugli affari e sulle dinamiche mafiose a Partanna e dintorni.
Paolo Borsellino diventò come un padre per me. Uno zio, via. “Rituzza” mi chiamava.
Grazie a me, a mia cognata Aiello e a Rosalba Triolo. Borsellino aveva potuto attuare due blitz contro le famiglie contrapposte degli Ingoglia e degli Acciardo.
Grazie a me, a mia cognata Aiello e a Rosalba Triolo. Borsellino aveva potuto attuare due blitz contro le famiglie contrapposte degli Ingoglia e degli Acciardo.
Dove sono ora, in via Amelia al numero 23, al Tuscolano, in uno dei tanti palazzoni alti dieci piani. L’appartamento è piccolo, ma sicuro.
Nessuno sa chi sono e perché sono qui.
La cosa che più mi addolora?
Essere stata rinnegata da mia madre.
Nessuno sa chi sono e perché sono qui.
La cosa che più mi addolora?
Essere stata rinnegata da mia madre.
Il 26 luglio 1992 era una domenica afosa a Roma.
Alle due del pomeriggio Rita chiuse la porta dell’appartamento al settimo piano e spalancò la finestra. Era in pigiama, a piedi nudi.
Il silenzio della strada deserta fu rotto dal rumore di un tonfo.
Senza un grido.
Alle due del pomeriggio Rita chiuse la porta dell’appartamento al settimo piano e spalancò la finestra. Era in pigiama, a piedi nudi.
Il silenzio della strada deserta fu rotto dal rumore di un tonfo.
Senza un grido.
"Allora si fermarono tutti, la bara passava e la gente la copriva di fiori”.
Per Rita niente funzione in chiesa, solo un piccolo rito al cimitero.
A interrompere Don Russo, che parlava solo di peccati, ci pensarono le donne.
”Rita non ha peccato, non lasceremo più una donna sola”
Per Rita niente funzione in chiesa, solo un piccolo rito al cimitero.
A interrompere Don Russo, che parlava solo di peccati, ci pensarono le donne.
”Rita non ha peccato, non lasceremo più una donna sola”
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