Decisi allora che sarei diventato un aviatore.
Avevo solo dodici anni.
Ero nato nel 1900 da una famiglia nobiliare.
Un fallimento il tentativo di entrare nella Scuola Navale, poi le Belle Arti, infine la mia passione: la meccanica e gli aeroplani.
Avevo solo dodici anni.
Ero nato nel 1900 da una famiglia nobiliare.
Un fallimento il tentativo di entrare nella Scuola Navale, poi le Belle Arti, infine la mia passione: la meccanica e gli aeroplani.
Il mio sogno era volare sul deserto, ma nel 1923 ebbi il primo incidente.
Il primo di una lunga serie. Frattura del cranio.
Mi smobilitarono.
E io accettai, anche per fare contenta la mia fidanzata Louise che voleva una vita tranquilla.
Diventai un impiegato. A vendere camion
Il primo di una lunga serie. Frattura del cranio.
Mi smobilitarono.
E io accettai, anche per fare contenta la mia fidanzata Louise che voleva una vita tranquilla.
Diventai un impiegato. A vendere camion
Non era certo la vita che avevo in mente.
Stare dietro ad una scrivania non era per me.
Ruppi con Louise e tornai a volare. Come pilota civile.
Per collegamenti postali.
Prima sulla rotta Tolosa-Dakar.
Fu così che iniziai la vera avventura.
Stare dietro ad una scrivania non era per me.
Ruppi con Louise e tornai a volare. Come pilota civile.
Per collegamenti postali.
Prima sulla rotta Tolosa-Dakar.
Fu così che iniziai la vera avventura.
Avevo tre barattoli di carne di manzo, qualche litro d’acqua nel radiatore e due pistole.
Per fortuna riuscirono a trovarmi e a recuperarmi.
Non subito.
La prima volta caricarono la maggior parte dei sacchi della posta.
Io rimasi a guardia del resto.
Prima il lavoro.
Per fortuna riuscirono a trovarmi e a recuperarmi.
Non subito.
La prima volta caricarono la maggior parte dei sacchi della posta.
Io rimasi a guardia del resto.
Prima il lavoro.
Era il 31 luglio 1944, aeroporto di Borgo Porretta (Bastia).
Avevo 44 anni. Troppi per volare.
Ero troppo malridotto.
I miei superiori mi avevano detto che quella sarebbe stata la mia ultima missione.
Decollai con un F-5, una versione da ricognizione del Lockheed P-38 Lightning
Avevo 44 anni. Troppi per volare.
Ero troppo malridotto.
I miei superiori mi avevano detto che quella sarebbe stata la mia ultima missione.
Decollai con un F-5, una versione da ricognizione del Lockheed P-38 Lightning
44 anni anni erano troppi per volare.
Pochi per morire.
Precipitai in mare, gettando nello sconforto i miei lettori.
Da “L’aviatore” scritto nel 1926, al “Volo di notte” del 1931.
E poi "Terra degli uomini" del 1939, e molti altri.
E poi quel libro, pubblicato nel 1943.
Pochi per morire.
Precipitai in mare, gettando nello sconforto i miei lettori.
Da “L’aviatore” scritto nel 1926, al “Volo di notte” del 1931.
E poi "Terra degli uomini" del 1939, e molti altri.
E poi quel libro, pubblicato nel 1943.
Alla mia Louise, che amava la vita tranquilla, un giorno scrissi: “Tu sei fatta per abitare nei fondi marini dove nessun movimento disturba il cristallo”.
Io invece ero fatto per vibrare nei cieli, volteggiare, muoversi, compiere imprese e vivere avventure.
Io invece ero fatto per vibrare nei cieli, volteggiare, muoversi, compiere imprese e vivere avventure.
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