Johannes Bückler
Johannes Bückler

@JohannesBuckler

6 تغريدة 1 قراءة Mar 02, 2023
Era stato lo stesso Tanlongo a chiedere di stampare una vecchia numerazione.
Il motivo?
Il ritiro di tutta una serie di banconote rovinate, sgualcite, che dovevano essere sostituite.
Diceva.
La stamperia inglese aveva consegnato quei quarantasei milioni proprio al Tanlongo.
Ma appena uscite dalla stamperia mica potevano circolare.
Bisognava firmarle.
Il Governatore e il censore.
E così ogni sera il Tanlongo e suo figlio si portavano a casa sacchi di banconote e nella cantina lavoravano di punzone.
Talmente male che le firme risultavano illeggibili.
Per giustificare la sostituzione delle vecchie banconote avevano usato il nome del censore Paolo della Porta, deceduto da tempo.
Sbagliando, perché fino al 1871 lui aveva firmato solo come commissario pontificio.
Fare i falsari non era certo il loro mestiere.
Naturalmente le vecchie banconote, sgualcite e rovinate non erano mai state bruciate e tolte dalla circolazione.
E così girava un gran quantità di banconote con numeri di serie duplicati.
Capriolo cominciava ad avere il mal di testa con tutti quei giri di banconote.
Tanlongo aveva già fatto i nomi di tre presidenti del Consiglio e diversi ministri, quando sull'inchiesta cadde come un macigno la testimonianza di Ferdinando Montalto, funzionario di Polizia, che aveva partecipato all’arresto e alla perquisizione della casa di Tanlongo.
Tra perquisizioni sospette e documenti cruciali spariti ha iniziato a prendere forma la commissione di inchiesta dei “sette”.
Giolitti si è arreso.
Non poteva fare altrimenti.
Chi aveva proposto come governatore della Banca Romana il Sor Bernardo Tanlongo?
Già, proprio lui.
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